I bambini e la guerra

parte introduttiva… personale

Vorremmo oggi cominciare ad affrontare il tema dei bambini in tempo di guerra, tema oggi tornato attuale, che è stato particolarmente (e dolorosamente) sentito nel secolo scorso durante la Seconda guerra mondiale. Su Deprestop (D.T.) abbiamo letto che una pionieristica esperienza di accoglienza e asilo nellInghilterra degli anni 40 ha lasciato una grande eredità per la sua efficacia e validità. E’ stata un’eccellente opportunità sia nellambito dellosservazione diretta dellinfanzia in un drammatico periodo di vita, sia in quello della cura. Così ha scritto  Dominique Tavormina sulla Rivista Deprestop  ed io posso aggiungere, in prima persona, di avere vissuto tali esperienze perché nato nel 1939 a Roma,  prima sono stato sfollato a Cerreto Laziale dove a 3 anni “mi fidanzai pure con una bella biondina del luogo lasciata in lacrime” quando sono rientrato con la famiglia a Roma  pensando mio padre (e tutti gli italiani) erroneamente che la guerra fosse finita una volta firmato l’armistizio nel settembre del 1943 – con i tedeschi che invece occuparono subito dopo Roma ritenendo gli italiani traditori, da sottomettere sotto il comando del terribile feldmaresciallo, generale Albert Kesselring che però piangeva quando ascoltava la musica sinfonica di Beethoven (lo so perché mio nonno, violinista raccontava che si rifiutò in un primo momento ma poi  fu costretto (pena il licenziamento e altre ritorsioni) a suonare con l’orchestra dell’EIAR (ex RAI) per Lui nella villa da Lui occupata a Frascati (RM). E poi ho vissuto anche la terribile esperienza  – nel quartiere Esquilino, in via Bixio n. 71 dove abitavo, nei pressi di Piazza Vittorio – dei bombardamenti (ricordo perfettamente il  lugubre suono delle sirene che avvisavano la popolazione dell’arrivo degli aerei e la corsa degli inquilini per le scale, aiutato io anche dalla vicina di casa, la Sig.ra Brandi, fino alle cantine usate come rifugi) e ricordo la tragedia immane di S. Lorenzo, rione raso quasi tutto al suolo dalle bombe degli alleati che avevano sbagliato l’obiettivo. Vidi quello sfacelo di distruzione  perché per andare al “Cimiteromonumentale del Verano” rasentavamo quello sfortunato quartiere. Infatti l’errore era consistito nell’obiettivo in quanto doveva essere bombardata la Stazione Termini, che era nei paraggi e dove morì la fidanzata di mio zio. Infine ricordo i tedeschi in fuga dalla cittàsparando con i fucili sulle finestre che si aprivano (le vecchie persiane) dietro cui i tedeschi temevano che vi fossero i partigiani e poi l’arrivo liberatorio degli Alleati che passando in Via Emanuele Filiberto tiravano dai Carri armati verso le nostre finestre (verso noi bambini festanti per la liberazione) dei formaggini al cioccolato di cui ricordo ancora il sapore squisito (avevo quasi 5 anni e fame arretrata). Ma ora basta con i ricordi… che però ho riportato per esprimere la mia personale solidarietà vissuta da bambino – esperienza terribile scolpita indelebilmente nella mia mente – verso i bambini che ora sono in guerra. Domani inizieremo a leggere insieme l’articolo della Dott.ssa Domenique Tavormina… che ci guiderà  nell’aiutare i bambini– e chissà quanti verranno a rifugiarsi qui in Italia, Paese non belligerante – in questo nefando, insopportabile periodo pieno di incertezze perché il mondo e le persone della mia età, attraverso la TV, stanno rivivendo quelle terribili esperienze “da non dimenticare mai” vissute dai bambini. Purtroppo gli orfani e le distruzioni causate dai bombardamenti non hanno insegnato niente ad alcuni “Capi di governo belligeranti di oggi” (e si continuano a contare lutti e distruzione di interi paesi, crescente povertà e deportazioni o emigrazioni volontarie. Con la guerra sono tutti vittime, grandi e piccoli, vincitori e vinti, ma soprattuto lo sono gli incolpevoli bambini, siano essi  ucraini, russi, israeliani, palestinesi o yemeniti anche perchè il resto del mondo ne sta subendo e ne subirà inesorabilmente le conseguenze. L.A.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *