Il ricordo degli abusi o delle esperienze dolorose subìte da bambini può avere ripercussioni sulla loro salute mentale da adulti

Tempo fa abbiamo letto su Pediatria Magazine SIP una interessante  ricerca dell’Institute of Psychiatry, Psychology & Neuroscience (IoPPN) del King’s College di Londra e della City University di New York, pubblicata su “JAMA Psychiatry”. Lo studio clinico è stato effettuato per scoprire il modo con cui l’abuso infantile e/o l’incuria o le esperienze dolorose (ad esempio per malattia e/o ricovero protratto) vengono elaborati e ricordati tanto da avere, sulla salute mentale di un individuo nelle età successive, un impatto maggiore sulla psiche rispetto alla stessa esperienza passata. Danese et al. hanno condotto uno studio longitudinale seguendo una coorte di 1.196 partecipanti fino all’età di 40 anni con lo scopo di indagare in che modo le esperienze di abuso infantile e/o abbandono o maltrattamento avessero influito sullo sviluppo dei disturbi emotivi nell’età adulta; l’esperienza soggettiva di un maltrattamento infantile, autovalutata retrospettivamente a 29 anni, è stata associata, in numerosi controlli di follow-up, alla depressione o all’ansia; la ricerca è stata possibile perchè da quasi 20 anni, negli USA, le famiglie di piccoli pazienti hanno a disposizione le classifiche annuali di US News relative ai migliori ospedali pediatrici del Paese, per orientarsi al meglio nella scelta della struttura più adatta al tipo di malattia dei loro figli. La classifica di US News si è servita dei dati raccolti grazie a due sondaggi: (1) uno inviato a quasi 200 ospedali e (2) il secondo a migliaia di affermati pediatri a livello nazionale. I due sondaggi sono stati analizzati da una società di ricerca e consulenza della  Carolina del Nord. Più di 100 pediatri hanno indirizzato i ricercatori su quali informazioni raccogliere e su come analizzare i dati. I criteri su cui si è basata la classifica hanno riguardato tre ambiti di valutazione della qualità: 1) risultati clinici, come la sopravvivenza dopo interventi chirurgici complessi; 2) la riduzione al minimo delle complicanze da biopsie renali; 3) la prevenzione delle infezioni. US News ha valutato anche gli ospedali per adulti, pubblicando classifiche e/o valutazioni su 15 specialità e procedure oltre a condizioni specifiche, come la protesi dell’anca e l’insufficienza cardiaca. I risultati nei soggetti adulti che non avrebbero mostrato i sintomi di depressione per avere subìto abusi o maltrattamenti nella infanzia sono dipesi essenzialmente dal fatto che in un primo tempo non era ricercata e valutata la possibilità che i maltrattamenti subìti in tenera età si associassero negli anni successivi alle esperienze dolorose o alle patologie diagnosticate negli ospedali. Ed invece molti ex bambini hanno sofferto per taluni abusi o maltrattamenti o esperienze dolorose oggettive risultanti dai documenti ufficiali per cui tali casi devono essere rivisitati laddove non era stata prevista tale associazione. Lo studio è molto interessante perché gli Autori hanno dimostrato che, anche in assenza di prove documentate, i medici e gli psicologi possono, anzi devono, utilizzare i riscontri delle esperienze di abuso e trascuratezza auto-riportate dai pazienti per identificare coloro che rischiano di sviluppare disturbi di salute mentale in modo da programmare interventi precoci, spesso risolutivi. Lo studio, in sintesi, ha dunque rilevato come i giovani adulti che hanno riferito retrospettivamente esperienze di maltrattamento infantile vissute prima dei 12 anni, hanno avuto un numero maggiore di episodi depressivi o di ansia nel decennio successivo rispetto a quelli che non ricordavano alcun  maltrattamento. Al contrario, i partecipanti che hanno avuto un numero elevato di maltrattamenti nell’infanzia, ma senza ricordo retrospettivo dellesperienza, hanno avuto un numero molto più basso di episodi di disturbo emotivo o psichico in età adulta. “Si deve comprendere ancora meglio come i ricordi dei maltrattamenti subìti nella minore età vengano mantenuti e, a volte, trasformati ed esacerbati nel tempo e come i ricordi possano influenzare il benessere psichico. Questa associazione di situazioni negative, così come il funzionamento della mente potrebbero fornire nuovi elementi e nuovi test diagnostici  in modo da sviluppare interventi e terapie efficaci anche in questi casi”, queste le conclusioni del Prof. Danese. 

Bibliografia: Danese A, Widom CS. Associations between objective and subjective experiences of childhood maltreatment and the course of emotional disorders in adulthood. JAMA Psychiatry. Published online July 05, 2023. doi:10.1001/jamapsychiatry.2023.2140 – https://medicalxpress.com/news/2023-07-memories

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