
Sta circolando in questi primi giorni di primavera una malattia infettiva che colpisce prevalentemente bambini in età scolare. E’ un’infezione virale benigna dell’età infantile, caratterizzata da febbre e dalla comparsa di tipiche macchie rossastre sul viso (esantema facciale) che conferiscono un aspetto a “guance schiaffeggiate”. È detta Quinta malattia perché, in ordine cronologico, è la quinta malattia esantematica ad essere stata identificata ai primi del novecento. È molto contagiosa durante il periodo di incubazione essendo trasmessa attraverso le secrezioni delle vie respiratorie (emesse con tosse e starnuti), il contatto con superfici e oggetti contaminati e anche con il sangue infetto.
Colpisce i bambini in ambiente scolastico, senza differenze significative tra maschi e femmine, prevalentemente verso fine inverno e in primavera, ma può essere contratta in qualsiasi periodo dell’anno. I picchi di epidemia si verificano, in genere, ogni 3-4 anni. Sebbene la comparsa delle macchie (esantema) possa destare allarme, si tratta comunque di un’infezione leggera, che si risolve naturalmente in 1-3 settimane, e rende immuni per tutta la vita. Ciò significa che dopo esserne stati colpiti la prima volta non ci si ammalerà più di quinta malattia anche se si dovesse venire nuovamente a contatto con il virus. L’infezione, dovuta al parvovirus B19, tuttavia in rari casi può avere un decorso più serio e causare complicazioni importanti, in particolare, in quei soggetti che hanno qualche patologia cronica e con il Sistema immunitario indebolito. Inoltre, nelle donne in gravidanza l’infezione può causare seri problemi alla salute del nascituro, grazie alla capacità del virus di attraversare la placenta. La quinta malattia, abbiamo detto, è causata da un virus che infetta l’uomo ed è diverso dai parvovirus che colpiscono cani e gatti. Pertanto, non è possibile contrarre la malattia da un animale domestico. L’infezione si trasmette come l’influenza o il raffreddore quando si viene a contatto con le secrezioni nasali e/o respiratorie di un soggetto infetto o se si toccano superfici oppure oggetti contaminati. Può anche trasmettersi attraverso il contatto con sangue infetto. Diagnosi: Il periodo di incubazione è di circa 4-14 giorni, ma può arrivare fino a 21 giorni. I sintomi che si verificano variano a seconda dell’età e della persona, in alcuni casi non sono affatto riscontrati. Il Decorso in età pediatrica. La comparsa delle macchie rosse sul viso (esantema facciale) di solito è preceduta da un periodo di 7-10 giorni di disturbi simil-influenzali che includono febbre (intorno a 38 °C), mal di gola, mal di testa, malessere e dolori muscolari. Nel periodo iniziale la malattia è molto contagiosa. Dopo alcuni giorni compare l’esantema di colore rosso intenso, caldo e lievemente in rilievo, su entrambe le guance (le cosiddette “guance schiaffeggiate”). In genere, si risolve nel giro di 1-4 giorni. Quando compaiono le macchie sul viso, la malattia non è più contagiosa e, quindi, non può essere trasmessa ad altri. Un esantema un po’ diverso, di un rosso meno intenso, che spesso dà prurito, può manifestarsi però anche alle braccia, al tronco e alle cosce. Per le sue caratteristiche potrebbe essere confuso con quello causato da altre infezioni virali o da un’intolleranza ai farmaci. Tende a svanire nel giro di 2 settimane ma, in alcuni casi, può ricomparire e scomparire più volte, anche per mesi, dopo che l’infezione si è risolta. Ciò avviene soprattutto in seguito a stress o all’esposizione al sole o ad alte temperature. La Terapia si deve limitare all’impiego di farmaci per abbassare la febbre (antipiretici come, ad esempio, il paracetamolo o l’ibuprofene) e di lozioni emollienti o di crema come Ceramol 311 per ridurre il prurito, associati a riposo e abbondante consumo orale di liquidi.
Non è necessario isolare il bambino quando sono già comparse le macchie rosse sul viso (esantema facciale) perché in tale fase non è più contagioso e può, al contrario, tornare a scuola se le sue condizioni generali lo permettono. Nei soggetti con il sistema immunitario indebolito (bambini immunodepressi) potrebbero essere somministrati anticorpi (immunoglobuline) umani diretti contro il virus. Prevenzione: é molto difficile prevenire la quinta malattia (detta anche megaloeritema infettivo) poiché il contagio avviene prima dello sviluppo dei disturbi (sintomi) visibili. Tuttavia, poiché la malattia si diffonde attraverso tosse, starnuti e contatto con oggetti contaminati, la trasmissione dell’infezione può essere ridotta utilizzando semplici norme igieniche come il lavaggio frequente delle mani. Non esiste un vaccino in grado di proteggere dall’infezione da parvovirus B19 che causa la malattia. Fonte: Istituto Superiore di Sanità
