Parliamo oggi della “Disciplina sensibile” che assicura benessere ai bambini 

Così esordì qualche anno fa in un articolo su NOI famiglia&vita Irene Trentin sulla disciplina sensibile che sarebbe appunto in grado di assicurare il Benessere psico-fisico ai bambini secondo la Prof.ssa Lavinia Barone (Docente di Psicologia a Pavia) e di sostenere nello stesso tempo la Genitorialità. Infatti lo sviluppo sereno di un bambino con una buona quota di autostima dipende molto dalle relazioni positive da lui apprese nell’ambiente familiare, ma purtroppo circa 1/3 degli studenti riconosce di avere problemi di ansia e l’umore depresso. Il dato che preoccupa di più è che solo la metà dei genitori si accorge di questo disagio: si deve però sapere che un bambino sicuro sarà un adulto sereno, in grado di affrontare le prove e le difficoltà della vita. Ecco perché, lo riconosciamo, noi pediatri siamo molto noiosi e stiamo sempre a propinare raccomandazioni a destra e a manca, indirizzate a genitori e nonni con  consigli mirati a far star bene fisicamente e mentalmente i bambini. Ma è una necessità, la nostra,  quella di rammentare ogni tanto quali sono i nostri doveri verso i minori che noi abbiamo il dovere di proteggere; anzi l’intera società dovrebbe farlo. Ed oggi, registrato quanto è stato detto nel corso dell’interessantissimo convegno tenutosi a Roma a cura della sezione laziale della SIP e del Prof. Alberto Villani, vorremmo pensare anche alla mente ed alla psiche, avendo intercettato quanto ha consigliato, sotto forma di decalogo, il Laboratorio di Psicologia dell’Università di Pavia per aiutare i bambini a crescere con un buon livello di autostima ed anche per sostenere la genitorialità che solitamente si attiva con la nascita di un figlio. Ed ecco per voi alcuni consigli da memorizzare e seguire in modo da essere sempre pronti a correggere gli eventuali e – diciamolo pure – frequenti errori psico-pseudo-pedagogigi, anche perché si è teorizzato su una vera e propria pedagogia dell’errore, intesa come una forma di educazione attenta alla partecipe ed attiva costruzione del sé e del proprio sapere da parte di alunni e studenti attraverso prove ed errori. L’errore ha un ruolo importante, è normale, utile e positivo perché fa parte dell’esperienza dell’essere umano in quanto dagli errori si impara. Ora il decalogo:

  1. il primo consiglio, fondamentale,  è “imparare ad ascoltare i minori”;
  2. sapere interpretare correttamente i loro comportamenti;
  3. sottolineare i loro successi con gratificazioni, anche con un semplice elogio: “Bravo, sei stato veramente in gamba…”;
  4. premiare l’impegno e non solo i risultati ottenuti dal ragazzo;
  5. non dimenticare mai la disciplina sensibile, da applicare mediante regole precise, coerenti e condivise da entrambi i genitori;
  6. l’importanza del “No” e farlo rispettare, con equilibrio  e senza contraddirsi;
  7. essere proattivi, in modo da prevenire le situazioni a rischio o difficili da gestire oppure essere pronti a intervenire, avendo pianificato anticipatamente le azioni opportune qualora il minore sia in pericolo;
  8. ricavare ogni giorno il tempo da dedicare solo o, almeno, anche ai bambini;
  9. divertirsi insieme a loro;
  10. monitorare e controllare le loro attività, senza essere invadenti.

Come vedete è un semplice decalogo al quale attribuiamo, anche noi Pediatri, enorme importanza perché i ragazzi e gli adolescenti spesso cadono in situazioni molto scabrose senza volerlo, per leggerezza o per noia o per sfida, senza calcolare le conseguenze. Desideriamo sottolineare che un atteggiamento troppo indulgente e la mancanza di regole chiare possono determinare nei giovanissimi comportamenti di insicurezza, oltre a favorire il bullismo o l’isolamento o il rifugio in gang. Qui entra in gioco, suggerisce la Docente di Pavia, la necessità di coniugare un atteggiamento sensibile, il Positive Parenting, mediante il rispetto e la fermezza delle regole disciplinari, così spiega la psicologa dello sviluppo della succitata università, la Prof.ssa Lavinia Barone. Il Genitore, invece di soffermarsi su ciò che non va, deve cercare di dare una spiegazione alle richieste del figlio favorendo un comportamento positivo e lodando anche i piccoli progressi che vanno nella direzione giusta. In poche parole riteniamo  che serva più lodare un bambino per quello che riesce a fare piuttosto che sgridarlo per ciò che non riesce a fare o se sbaglia. Ricordate questi insegnamenti cari Amici

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