Come salvaguardare l’incolumità dei bambini in bicicletta

Sta arrivando la bella stagione ed il piacere di usare la bicicletta. Quando un genitore decide di trasportare un bambino in bicicletta, dovrebbe però seguire alcune norme di sicurezza per non incorrere in incidenti, prima tra tutti la verifica sulle condizioni generali del mezzo e sul suo funzionamento (dai freni alle gomme, dalle luci al campanello). Inoltre anche se per i bimbi in bici il Caschetto è obbligatorio, non basta per cui ci sembra utile ribadire le avvertenze sia per applicarle con i bambini sul seggiolino che quando decidiamo di farli pedalare in autonomia (da Angelini Pharma e QNSALUS). Andare in bici fa bene al corpo e all’ambiente, ma sempre più spesso arrivano notizie di incidenti, a volte anche tragici che coinvolgono bambini che pedalano con mamma e papà dietro. I pediatri spesso invitano a utilizzare la bicicletta che è un’occasione importante per fare attività fisica all’aria aperta “non inquinata”. L’importante è perciò adottare una serie di cautele che rendano questa pratica la più sicura possibile, come illustra il Prof. Italo Farnetani, Ordinario di Pediatria dell’Università Ludes-United Campus of Malta, che ha lanciato tempo fa un vademecum: “Il decalogo di buona bicicletta”. Non a caso l’Esperto citato, nella “Regola delle 4 C” contro l’obesità nei bimbi (“camminare, ciclismo, cane, comportamento alimentare”), include anche la bicicletta. Una pedalata coi genitori? “E’ anche meglio della palestra”, è uno degli slogan più usati. Però bisogna farlo in sicurezza. Il bambino dovrà essere trasportato su un apposito seggiolino sistemato, a seconda del modello, davanti sul manubrio o dietro al sellino della bicicletta. Prima di acquistare il seggiolino accertarsi che sia compatibile con la propria bicicletta e che possa supportare il peso del bambino. Il seggiolino inoltre deve essere provvisto di appoggia piedi per evitare che il bambino infili i piedi tra i raggi.Il bambino deve sempre indossare il casco per proteggere la testa in caso di cadute, un’abitudine che tenderà ad adottare in futuro qualora decidesse di guidare una moto. Fa poi parte del buon senso scegliere un percorso facile e sicuro (per esempio, qualora ci fossero, fare uso delle piste ciclabili), pedalare con prudenza e seguire le norme stradali; soprattutto evitare di trasportare più di un bambino alla volta.
Ed ecco 10 regole per ridurre possibili pericoli:

  1. Far indossare sempre il casco di protezione e preferire il più possibile percorsi ombreggiati.
  2. Attenzione ai raggi delle ruote, perché c’è il rischio che il bambino vi infili il piede;
  3. Occhio ai bambini fra i 2 e i 4  anni, che sono i più soggetti agli incidenti perché vogliono muoversi liberamente, conoscere l’ambiente, ‘toccare tutto’ senza avere la sufficiente coordinazione motoria; 
  4. I bambini dai 5 ai 10 anni, invece, sono quelli che possono farsi male perché assumono posizioni pericolose, sul telaio o il portapacchi posteriore;
  5. Particolare attenzione va adottata in città per i pericoli legati al traffico: naturalmente, quando è possibile, bisogna servirsi delle piste ciclabili;
  6. Quando in sella ci sono mamma o papà: genitori non andate a forte velocità perché il peso del bambino rende instabile la bici e sposta il baricentro anche per i continui movimenti che fa e si allungano anche i tempi di frenata. La maggior parte degli incidenti si verificano a 20-25 km all’ora, che possono essere raggiunti.  

Nel Decalogo firmato da Farnetani ci sono indicazioni anche sugli ‘accessori’ per i baby-ciclisti:

7. Ogni tipo di seggiolino deve essere sempre fatto fissare da un meccanico ciclista per evitare che si possa sganciare o comunque allentare e risultare instabile; 

8. Il seggiolino deve avere, oltre al sedile, lo schienale e i braccioli; 

9. Il seggiolino posteriore può essere privo di braccioli, se si trasporta un bambino che abbia più di 4 anni; 

10. Nel sedile posteriore non si devono portare bambini di meno di 1 anno, perché non hanno acquisito ancora un sufficiente equilibrio.

Altri utili consigli dati alla spicciolata…(a) Non dobbiamo dimenticare che educando fin da piccoli a un utilizzo prudente e rispettoso delle due ruote, si trasmettono ai ragazzi le regole basilari di educazione stradale indispensabili per la sicurezza propria e degli altri, regole che restano valide per tutta la vita. (b) I bambini più piccoli devono usare la bicicletta esclusivamente in aree nelle quali non circolino altri veicoli e sotto sorveglianza dell’adulto (anche quelli più grandi devono percorrere, ove possibile, piste ciclabili); (c) chiunque deve evitare di impiegare biciclette su strade strette o a traffico intenso per il reale pericolo di essere vittima di un investimento. Una volta cresciuto il bambino potrà guidare la sua bicicletta e a questo punto: (d) sarà compito del genitore educarlo a seguire piccoli accorgimenti per evitare gli incidenti, come nell’attraversamento di incroci affollati ed anche nella svolta a sinistra, che obbliga di tagliare tutta la carreggiata, vanno effettuati smontando di sella ed accompagnando la bicicletta a mano; (e) il ragazzo deve conoscere poi la segnaletica stradale e rispettarla; ad esempio quando si circola per strada è obbligatorio tenere la destra e seguire la direzione del traffico; (f) evitare l’uso della bicicletta in caso di pioggia, neve o ghiaccio, indossare scarpe con suole di gomma e tenere entrambi i piedi sui pedali; (g) evitare di andare in bicicletta scalzi, con scarpette di plastica o con zoccoli; controllare anche che i pedali non siano di plastica; (h) la bicicletta deve essere di taglia adeguata a quella del bambino: il sellino non deve superare l’altezza dei fianchi del bambino, il quale deve raggiungere agevolmente sia il manubrio che i pedali (senza bisogno di rialzi) e deve toccare agevolmente terra con le punte dei piedi. (i) Controllare periodicamente il buono stato degli organi meccanici della bicicletta, a cominciare dai freni ed educare i bambini a fare altrettanto, ed a proposito dei freni insegnare precocemente a frenare prima con i freni posteriori e poi con il freno anteriore, altrimenti in caso di fermata improvvisa con il freno anteriore si rischia l’impennamento del veicolo della ruota posteriore con il rischio della inevitabile caduta. Lasciatevelo dire da un ex ciclista!

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