
…riguarda “Le Mutilazioni Genitali Femminili o MGF” che costituiscono una grave violazione dei diritti umani a danno di milioni di donne e bambine in tutto il mondo. Sebbene le MGF siano praticate per lo più in Africa e Medio Oriente, In Europa e in Italia il fenomeno non è del tutto assente, in seguito ai flussi migratori che interessano queste aree. Secondo una stima commissionata dal Dipartimento per le pari opportunità all’Università Bicocca nel 2019, in Italia le donne portatrici di MGF sarebbero 87.600, di cui 7.600 minorenni principalmente di origine nigeriana ed egiziana, mentre le bambine a rischio sarebbero circa 5.000. N.B. La mutilazione genitale femminile (MGF) si riferisce a procedure che comportano la rimozione parziale o totale dei genitali esterni femminili o altre lesioni ai genitali femminili per motivi non medici. Di solito vengono eseguite da un circoncisore tradizionale con una lama e senza anestetico. L’infibulazione è un tipo specifico di circoncisione femminile, è considerata il tipo più estremo e coinvolge la rimozione del clitoride e delle labbra vaginali, seguita dalla sutura dell’apertura vaginale. La MGF Tipo 4 comprende tutte le altre procedure dannose per i genitali femminili per scopi non medici, ad esempio punture, perforazioni, incisioni, raschiature e cauterizzazioni dell’area genitale. Le conseguenze ostetriche e psicologiche delle mutilazioni genitali, sebbene oggettive e documentate, sono da contestualizzare in relazione all’ampia varietà di tipi di operazioni e di contesti in cui esse vengono praticate. Infatti, gli effetti fisici e psicologici e le conseguenze delle MGF/E dipendono da molteplici fattori: il tipo di modificazione anatomica genitale, l’esperienza di chi (operatore/operatrice praticante, niente anestesia) esegue la pratica, le condizioni igieniche in cui viene eseguita, il grado di “pressione” psicologica da parte della famiglia; ecc. Fuori da ogni allarmismo, è più corretto parlare di “rischi” sanitari e utilizzare le informazioni mediche in funzione di una capacità di riconoscimento dei sintomi. La più diffusa conseguenza sanitaria delle MGF/E è connessa ad eventuali emorragie al momento dell’operazione e successivamente a svariate forme d’infezione o fistole nelle zone genitali e urinarie circostanti, difficoltà nella minzione. La letteratura mostra anche effetti fisiologici, sessuali e psicologici a lungo termine delle MGF/E; questi includono frigidità, malformazioni genitali con disfunzioni sessuali, menarca ritardato o problemi durante le mestruazioni a causa dell’occlusione dell’orifizio vaginale, complicazioni ostetriche da mancata dilatazione del canale del parto con parto ostruito (obstructed labour) inoltre complicazioni pelviche croniche, ritenzione urinaria e problemi sessuali (frigidità, ridotta sensibilità, difficoltà nell’accoppiamento e problemi psicologici (disturbi del comportamento, ansia e depressione, psicosi, incubi ecc (tratto anche da AIDOS, Associazione It. Donne per lo sviluppo). Ma io, personalmente, quando ho diretto a Mogadiscio in Somalia il Reparto pediatrico universitario italiano dell’Ospedale Banaadir, ne ho visti molti di questi casi in adolescenti ricoverate per altre patologie, eravamo nel 1978.
