
L’Italia dispone di una legislazione molto avanzata nel campo delle MGF, tanto che la Legge 9 gennaio 2006, n. 7, che tra l’altro ha modificato il codice penale introducendo il delitto di mutilazioni genitali femminili, è stata segnalata quale esempio di best practice dal Segretario Generale delle Nazioni Unite nel Rapporto sulle MGF pubblicato nel dicembre 2011. Inoltre il Governo italiano ha posto da tempo la questione MGF al centro del proprio posizionamento all’interno del sistema delle Nazioni Unite, facendosi promotore di numerose iniziative volte all’adozione di decisioni di contrasto e condanna del fenomeno a livello mondiale. Ai sensi della legge 7/2006 il Dipartimento per le Pari Opportunità svolge funzioni di promozione e coordinamento delle attività messe in atto dai Ministeri competenti ai fini della prevenzione, assistenza alle vittime ed eliminazione delle pratiche MGF, oltre che acquisire dati e informazioni a livello nazionale e internazionale, in particolare sulle attività svolte e sulle strategie di contrasto programmate. Ma a questo andiamo a vedere che cosa dice la LEGGE 9 gennaio 2006, n. 7 “Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile”. In vigore dal 2/2/2006
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
Art. 1 (Finalità)
1. In attuazione degli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione e di quanto sancito dalla Dichiarazione e dal Programma di azione adottati a Pechino il 15 settembre 1995 nella IV Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne, la presente legge detta le misure necessarie per prevenire, contrastare e reprimere le pratiche di mutilazione genitale femminile quali violazioni dei diritti fondamentali all’integrità della persona e alla salute delle donne e delle bambine.
Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Nota all’art. 1: – ed ecco Il testo degli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione:
«Art. 2. – La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo (cioè dell’essere umano), sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.».
«Art. 3. – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.».
«Art. 32. – La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.».
