Sostegno alla genitorialità: ulteriori novità di politica familiare… da Save the children
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seconda parte

Altre iniziative o interventi, oltre al congedo parentale (A)  e al Bonus bebè (B):

C) FAMILY ACT E ASSEGNO UNICO UNIVERSALE

Nell’ambito del cosiddetto Family Act (legge 32/2022), le “Deleghe al Governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia”, tra le varie Aree di intervento previste, è stata realizzata  soltanto la riforma che ha introdotto lAssegno Unico Universale (a partire dal marzo 2022, quindi prima ancora dell’entrata in vigore della Legge delega c.d. Family Act, il 12 maggio 2022) e poi integrata dall’attuale Governo, sia nel 2023 che nel 2024, con maggiorazioni per determinate tipologie familiari. L’esercizio della delega è stato prorogato al 12 maggio 2024 e ciò farebbe pensare  che l’attuale legislatura abbia rinunciato ad una Riforma Organica delle Politiche familiari sulla linea del Family Act, preferendo procedere con interventi mirati, anche in base alle risorse disponibili. La legge delega del Family Act aveva provato a delineare un Disegno organico di misure con “l’obiettivo di sostenere la genitorialità e la funzione sociale ed educativa delle famiglie, contrastare la denatalità, valorizzare la crescita armoniosa di bambine, di bambini e di giovani e inoltre favorire la conciliazione della vita familiare con il lavoro, in particolare quello femminile”. Tuttavia, il disegno in molte Aree era solo parziale e senza coperture finanziarie certe: ad esempio, tra le misure dirette a favorire l’occupazione femminile, nella riforma dei congedi non era prevista l’estensione graduale del congedo di paternità oltre i 10 giorni previsti dalla norma europea per procedere lungo il percorso verso una maggiore parità tra madri e padri nell’assunzione delle responsabilità genitoriali e per rafforzare, sin dalla nascita, il legame padre-figli. Chi volesse approfondire l’argomento legga il Rapporto Le Equilibriste: la maternità in Italia nel 2024”, nel capitolo dedicato

D) BONUS ASILI NIDO

Un altro sostegno diretto alle famiglie che mandano i bambini al nido è il Bonus asili nido, erogato a rimborso delle spese sostenute per la frequenza giornaliera in un servizio pubblico o privato. Nel 2021, i beneficiari del bonus sono stati oltre 358mila, per un totale di oltre 420 milioni di euro/140, anche grazie all’incremento dell’importo massimo erogabile, fino a 3.000 euro. Nel 2022, i beneficiari sono aumentati a circa 425mila, con il 53% dei bambini beneficiari che ha frequentato un nido pubblico, il restante 47% un nido privato, percentuale che nel Mezzogiorno risulta del 67%142. Dal 2024, come previsto dalla legge di bilancio (Art. 1, co. 177), il massimo erogabile è stato portato a 3.600 euro per le famiglie al cui interno sia presente almeno un altro figlio di età inferiore a 10 anni e che presentano una ISEE fino a 40.000 euro. E’ comunque confermato e/o aumentato il sostegno alla genitorialità. 

Considerazioni conclusive. Quest’anno il Rapporto “Le Equilibriste, maternità in Italia 2024” segnala, ancora una volta, le penalizzazioni a carico delle madri nel mercato del lavoro e gli squilibri di genere che ancora persistono nel nostro Paese. In Italia la condizione lavorativa delle donne, e in particolare delle madri, è ancora ampiamente caratterizzata da instabilità e precarietà. Le nuove politiche approvate negli ultimi anni, pur andando nella giusta direzione, contengono soltanto interventi insufficienti sul fronte del sostegno alla genitorialità. E va sottolineato come politiche più rispondenti ai bisogni delle mamme sembrano influenzare positivamente le decisioni legate alle scelte sulla maternità. Nonostante che in questi ultimi anni si sia passati da Strumenti estemporanei a Politiche strutturali, come l’Assegno Unico Universale, il rischio di “misure una tantum”  studiate per specifiche categorie sociali, come ad esempio il “Bonus mamme”, rimane alto. Servono invece politiche sistemiche di sostegno alle famiglie lungo tutto l’arco dell’anno, e, nello specifico, alle famiglie con figli e alle coppie che desiderano avere più figli, che offrano Servizi adeguati e di qualità per la crescita dei bambini. Contestualmente  è necessario promuovere un clima culturale rivolto a eliminare gli stereotipi di genere, a favorire la condivisione della cura tra padri e madri e a costruire un modello economico e di lavoro basato sulla parità, in grado di sostenere loccupazione femminile e le scelte di fecondità delle coppie. Pur riconoscendo che il ruolo primario dei Servizi educativi per la prima infanzia è quello di favorire lo sviluppo socio-emotivo, relazionale e cognitivo dei più piccoli, dobbiamo ricordare che Essi svolgono anche una importante funzione di sostegno ai neo-genitori, sia per quanto concerne la conciliazione tra vita e lavoro favorendo il rientro o la ricerca di un lavoro per le madri, sia per il supporto alla genitorialità nelle prime fasi di vita. 

Comunque, per chi volesse approfondire, Save the children suggerisce:

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