Screening oculistico della vista in età pediatrica, a partire dalla nascita 

 Il tema è stato sviluppato grazie agli articoli del Collega Oculista Dott. Carmelo Chines di Catania e del Team di Oculisti dell’OPBG di Roma, che ringraziamo
parte prima

L’occhio e l’apparato visivo rappresentano la nostra finestra sul mondo. Numerose sono le patologie sia dell’occhio sia di altri organi che possono interferire con lo sviluppo della vista e compromettere, a volte in maniera irreversibile, la funzione visiva. Gli screening oculistici hanno perciò lo scopo di individuare alcune patologie oculari in maniera semplice e non invasiva.  Dunque lo screening della vista in età pediatrica è una strategia di prevenzione preziosa per la diagnosi precoce di potenziali disturbi visivi, con impatto negativo sullo sviluppo generale dei bambini. Infatti, lo screening della vista nella prima infanzia riduce il rischio di perdita della vista all’età di 7 anni di oltre il 50%. Secondo le raccomandazioni del World Health Organization (WHO), i programmi di screening, per essere efficaci, dovrebbero includere test in grado di rilevare le condizioni più comuni e frequenti che possono rappresentare indizi di gravi problemi di salute.

1) Alla nascita è previsto il Test di screening del Riflesso rosso alla nascita

E’ il test di screening più importante per neonati e bambini molto piccoli; di solito viene eseguito subito dopo la nascita. Un oftalmoscopio diretto viene utilizzato per visualizzare entrambi gli occhi simultaneamente. Il riflesso rosso rappresenta il riflesso della retina attraverso lasse pupillare. La presenza di una distorsione del riflesso rosso può essere causata da un’anomalia in qualsiasi punto dell’asse visivo (ad esempio, nella retina nel caso del retinoblastoma, nel vitreo nel caso di una emorragia, nel cristallino se è presente una cataratta, nella cornea se è presente una cicatrice o un’infezione). Una anomalia nel riflesso rosso può essere causata anche dall’asimmetria del potere di rifrazione dell’occhio, che può causare ambliopia minacciando la vista.  Questo screening ha una funzione  di estrema importanza e serve ad individuare malattie gravi quali: il retinoblastoma (tumore oculare che può compromettere non solo lo sviluppo visivo, ma mettere a rischio anche la sopravvivenza del bambino), la cataratta congenita, il glaucoma congenito, la retinopatia del prematuro. La diagnosi precoce di queste malattie permette un trattamento tempestivo che può migliorare lo sviluppo della visione e limitare i danni di vista permanenti. I neonati possono altresì avere uno strabismo intermittente (entrambi gli occhi si girano verso l’esterno o verso l’interno) che, normalmente, si risolve entro i 2-4 mesi di età. Dalletà di 6 mesi ai 2 anni, i bambini dovrebbero essere in grado di seguire un oggetto in modalità monoculare e avere un allineamento normale. I bambini pretermine e prematuri possono avere un ritardo nello sviluppo visivo, che dovrebbe risolversi entro le prime 8 settimane. Comunque, in presenza di sospetto clinico di una di queste patologie deve essere l’Oculista pediatra che dovrà effettuare una valutazione completa e attivare l’appropriato percorso terapeutico. 

2) Screening alla caccia dei Vizi o Difetti di Refrazione

Lo screening della vista in età pediatrica è una strategia di “prevenzione preziosa” per la diagnosi precoce di potenziali disturbi visivi, che potrebbero avere un impatto negativo sullo sviluppo generale dei bambini. Infatti, lo screening della vista nella prima infanzia riduce il rischio di problemi seri (anche gravi) di vista all’età di 7 anni di oltre il 50%. Secondo le raccomandazioni del World Health Organization (WHO), i programmi di screening, per essere efficaci, dovrebbero includere test in grado di rilevare le condizioni più comuni che possono rappresentare indizi di eventuali problemi di salute. Tra le cause più frequenti di problemi visivi nell’infanzia ricordiamo i Difetti di refrazione, che colpiscono circa 12 milioni di bambini sotto i 15 anni in tutto il mondo e sono uno dei principali target dei programmi di screening visivo in giovane età. Un’altra causa comune di deficit visivo nei bambini è l’Ambliopia, conosciuta anche come “occhio pigro”.  È correlata soprattutto a strabismo, difetti di rifrazione e cataratta congenita; i soggetti affetti hanno maggiori probabilità di avere problemi visivi bilaterali. Il test per lambliopia è una delle aree di interesse di molti programmi di screening, sia perché ne soffre circa il 2-4% dei bambini e sia perché oggi sono disponibili trattamenti efficaci. Anche lo strabismo, correlato allambliopia, richiede un intervento precoce, che può essere effettuato a seguito di una  diagnosi tempestiva. Altre condizioni cliniche incluse nei programmi di screening della vista in età pediatrica sono: tracoma, carenza di vitamina A, cataratta, glaucoma e retinoblastoma. Altri principali tipi di test per lo screening della vista in età pediatrica… nella seconda parte

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