
Nel mondo milioni di consumatori, più del 20% in 10 anni. E’ rigoglioso, più che mai, il narcomarket, tenendo conto che stime e dati vanno considerati spesso per difetto, visto che da alcune nazioni non arrivano statistiche aggiornate. Secondo l’UNODC (L’Ufficio delle Nazioni Unite sulla Droga e il Crimine che si occupa di lotta alla droga e criminalità internazionale). la Cannabis resta lo stupefacente più usato, poi vengono gli oppioidi, le anfetamine, la cocaina e l’ecstasy. Ed ora, dopo il Fentanyl, c’è l’incubo dei NITAZENI, che abbiamo citato in un precedente articolo. Infatti cresce l’attenzione per i “nitazeni”, gruppo di oppioidi sintetici 40 volte più potenti del micidiale Fentanyl (che miete circa 60mila morti l’anno negli USA). Sintetizzati per 60 anni dalla Farmaceutica per essere usati dai medici come antidolorifici, sono stati poi sospesi per i gravi effetti collaterali, ma ora sono rispuntati nel Black Market. Infatti sembra che i nitazeni arrivino dalla Cina e sono comparsi in Canada, Stati Uniti, Belgio e Gran Bretagna (dove la National Crime Agency addebita loro 101 decessi tra il giugno 2023 e il febbraio 2024). Rispetto all’eroina, i nitazeni sono meno cari e più facili da produrre, ma più pericolosi per i rischi dell’overdose. Lo stop all’oppio afghano, sarebbe una delle cause del ritorno dei nitazeni, correlato al fermo, imposto dai Talebani in Afghanistan, alle coltivazioni di papavero da oppio (meno 95%), che ha fatto scendere la produzione globale (meno 74%) ma fatto crescere quella in Myanmar (più 36%). Una contrazione che ha reso più poveri gli agricoltori afghani e più ricchi i trafficanti. Altro grave problema sollevato dall’UNODC è la carenza di cure perché un altro allarme riguarda la situazione d’abbandono dei tossicodipendenti. Si stima che, nel 2022, 64 milioni di persone in tutto il mondo abbiano avuto disturbi psicofisici da uso di droghe, ma solo uno su 11 è entrato in trattamento. E la disparità di genere c’è stata anche in questo campo: solo 1 donna su 18 con disturbi da uso di droghe è entrata in trattamento, rispetto a 1 uomo su 7. Cocaina da record. La coltivazione di foglie di coca aumenta sempre più: nel 2022 è stato toccato il nuovo record di 2.757 tonnellate di cocaina, con un aumento del 20% rispetto al 2021. L’aumento prolungato di domanda e offerta fa crescere la violenza negli Stati lungo la catena dell’approvvigionamento, in particolare in Ecuador e nei Caraibi, e i danni alla salute nei Paesi di destinazione, compresi quelli in Europa occidentale e centrale. Narcomafie in piena azione nonostante il grande numero di persone arrestate o controllate dalla polizia. Infatti nel 2022, 7 milioni di persone sarebbero entrati in contatto formale con la polizia per reati di droga (con arresti, ammonizioni, sanzioni, avvertimenti). Fra loro, 2,7 milioni sono stati perseguiti e 1,6 milioni condannate. In alcune aree del pianeta, come nel Triangolo d’Oro (zona montuosa fra Myanmar, Laos e Thailandia), i narcos ormai diversificano, praticando pure l’estrazione illegale di risorse (oppio). Le comunità locali, povere e migranti, ne subiscono le conseguenze: per sopravvivere debbono coltivare oppio o s’indebitano coi criminali. E la Narco-industria aggrava il degrado ambientale con deforestazione, scarico di rifiuti tossici e contaminazione chimica.
Cannabis, il boomerang della legalizzazione. Il Rapporto UNODC fornisce anche alcuni dati utili a riflettere su un tema dibattuto a livello politico (anche in Italia e in altre nazioni). Si legge che dal gennaio 2024. “Canada, Uruguay e 27 giurisdizioni negli Stati Uniti hanno legalizzato la produzione e la vendita di cannabis per uso non medico”, mentre in altre parti del mondo ci sono altri «approcci legislativi. Ebbene…”in queste giurisdizioni negli USA, il processo sembra aver accelerato l’uso dannoso della droga”, portando a una diversificazione dei prodotti a base di cannabis, molti dei quali ad alto contenuto di Tetraidrocannabinolo». Non solo ma l’UNODC rileva che “i ricoveri legati ai disturbi da uso di cannabis” e “la percentuale di persone con disturbi psichiatrici e tentati suicidi associati all’uso regolare di cannabis” sono aumentati in Canada e negli Stati Uniti», specie tra «i giovani adulti». Ghada Waly, Direttrice esecutiva dell’UNODC, dal suo ufficio di Vienna avverte e raccomanda: “Investire di più nella prevenzione” perché “la produzione, il traffico e l’uso di droga stanno continuando a esacerbare l’instabilità e la disuguaglianza sociali, causando danni incalcolabili alla salute, alla sicurezza e al benessere delle persone”. Concludendo, a suo parere, bisogna adottare urgentemente un percorso strategico attraverso le seguenti azioni:
- fornire «trattamento e un supporto» a tutti i tossicodipendenti
- prendere di mira il mercato illegale
- investire “molto di più” nella prevenzione.
