
parte seconda
Il disturbo da gioco d’azzardo è descritto dal DSM-5 (il nostro Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) come una condizione che compromette sia la salute psico-fisica del giocatore sia la sfera lavorativa e relazionale dell’individuo, a causa dei problemi economici e legali che ne conseguono spesso. Il disturbo di cui stiamo parlando é stato riclassificato tra i “Disturbi Correlati alle Sostanze e Dipendenze” per le sue similarità con i disturbi propri delle dipendenze da alcol e droghe ed è stato posto nella sottocategoria “Disturbo non correlato all’uso di sostanze”. Contestualmente la denominazione é stata modificata (sempre nel DSM-5) da Gioco d’Azzardo Patologico a Disturbo da Gioco d’Azzardo. La nostra fonte è l’Istituto Superiore Santità che, negli ultimi aggiornamenti sui vizietti dei minorenni, ha gettato un grido d’allarme: Attenzione! Ludopatie: Adolescenti a rischio, mai così tanti: raddoppiati in un anno. Dunque su questo versante siamo nei guai per il crescente numero di giocatori d’azzardo “giovanissimi”. Intanto per loro addio alla paghetta con i debiti che vengono accumulati! E’ dunque allarme reale il gioco d’azzardo praticato da minorenni. Lo comunica la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia che risale al giugno scorso. Nel capitolo “Nuove dipendenze e comportamenti a rischio è inserito l’azzardo nel documento istituzionale tra le cause di dipendenza, come le droghe (se ne occupa Antonio Maria Mira, giornalista su Avvenire quotidiano di giugno). Sono coinvolti ragazzi tra 15 e 19 anni e ricordiamo che l’azzardo è vietato ai minori , ai quali è vietato entrare anche nelle sale giochi aperte al pubblico. Purtroppo la Relazione segnala che il gioco d’azzardo tra i minori è in forte crescita. Quasi 1 milione e mezzo di minori pari al 59% degli studenti afferma di avere giocato d’azzardo nella propria vita e 1 milione e 300mila lo ha fatto nel corso dell’ultimo anno. I maschi partecipano a quasi tutti i giochi come Gratta e vinci, scommesse calcistiche, poker e roulette, dadi e slotmachine e video/lottery. Vi è poi il gioco online (tramite internet); Il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri segnala che l’11% degli studenti italiani ha riferito di avere giocato d’azzardo tramite Internet. Vi è poi una categoria di giovani a rischio, definiti problematici perché si tratta di giovani che all’azzardo associano anche altri comportamenti (da reato) consistenti nel prendere in prestito denaro e non restituirlo o rubare oggetti di valore o fare uso do sostanze stupefacenti. E stanno conseguendo scarsi successi i servizi dedicati, sia pubblici che associazioni a promozione sociale. Inoltre anche gli interventi nelle scuole, primarie e secondarie, hanno dato scarsi risultati. Alcuni ragazzini sono stati trovati dagli agenti di polizia in Sale scommesse intenti a puntare sulle partite di calcio dei recenti Europei. Molte le sanzioni comminate, ma ci aspettiamo misure più efficaci per controllare tale situazione, drammaticamente in crescendo. Purtroppo il pericolo dei giochi d’azzardo non ci voleva, non bastano i problemi legati alle tossicodipendenze. Anabonews chiede che si intervenga subito e con maggiore rigore per eliminare questo problema che può condizionare il futuro dei nostri giovani e l’intera società, ormai in balia di titolari di agenzie dedite alle scommesse e all’azzardo, senza scrupoli. Comunque è intervenuto il Ministero della Famiglia e delle pari opportunità, che ha il compito di fare applicare quanto già legiferato. Ecco la documentazione prodotta dalle nostre Istituzioni. “Con l’approvazione del Consiglio dei ministri dello schema di decreto legislativo “Disposizioni in materia di riordino del settore dei giochi, a partire da quelli a distanza”, datato 11 marzo 2024 il Governo è intervenuto per razionalizzare e aggiornare il sistema dei giochi pubblici a distanza, aumentando il valore delle Concessioni da assegnare, portandole così ai corretti e correnti livelli di mercato. In pratica la normativa affronta, quindi, il solo gioco online, riconducendo il gioco d’azzardo ad una mera questione di cassa, ma non affronta, a nostro parere in maniera strutturale, un canale di gioco in forte espansione che ricordiamo, genera dipendenza comportamentale e patologica con gravi conseguenze sulla salute delle persone, in particolare dei giovani e dei minorenni (di cui la nostra associazione si occupa) e compromette l’equilibrio economico e lavorativo di intere famiglie che troppo spesso finiscono nelle mani degli usurai.
