pubblicato il 30 maggio 2022;12(6):704.
PMID: 35741590 – ID PMC: PMC9221118
AA.: Rafael Ramirez-Melendez , Elisabetta Matamoros , Davinia Hernandez , Giulia Mirabella , Elisabetta Sanchez , Nuria Scudo
Universitat Pompeu Fabra, 08018 Barcellona, Spagna.
Questa pubblicazione ed altre analoghe sul tema della Musicoterapia, cioè musica che é in grado di recuperare facoltà neuro-psichiche grazie alla creazione di alcuni metodi musicali che, attraverso i loro percorsi, permettono applicazioni molto valide e interessanti – secondo il giudizio di molti ricercatori – come nei disturbi del linguaggio, disturbi della comunicazione e del comportamento, lesioni da trauma cranico, somatizzazione dei conflitti emotivi, tecniche pre-parto. I nostri colleghi e amici spagnoli, in questo lavoro, hanno operato delle verifiche nel campo affascinante dei Disturbi dello Spettro Autistico (ASD; Autismo significa letteralmente “stare soli con se stessi”), che è caratterizzato da un insieme di alterazioni dello sviluppo cerebrale, variabili da un soggetto all’altro (quindi ogni bambino ed ogni soggetto é un caso a sé), che comportano la compromissione delle abilità sociali e del linguaggio, oltre a vari disturbi del comportamento che deriva da una difficoltà nell’esprimere e interpretare le emozioni non solo sue ma anche degli altri; in particolare, le persone con ASD hanno difficoltà nell’interpretare le emozioni codificate nelle espressioni facciali. In passato, è stato ampiamente dimostrato come gli interventi musicali migliorino le capacità emotive e sociali degli individui autistici. Il presente studio descrive uno studio pilota portato avanti per esplorare l’utilità della musica come strumento per migliorare il riconoscimento delle emozioni dei bambini autistici nelle espressioni facciali, mediante l’aiuto della Elettroencefalografia. Lo studio: N. 25 bambini (età media = 8,8 anni, DS = 1,24) con ASD ad alto funzionamento e udito normale hanno partecipato allo studio consistente in 4 sessioni settimanali di 15 minuti ciascuna. I venticinque partecipanti sono stati divisi casualmente in un gruppo sperimentale (N = 14) e un gruppo di controllo (N = 11). Durante ogni sessione, i partecipanti al gruppo sperimentale sono stati esposti a immagini di espressioni facciali per quattro emozioni (felicità, tristezza, arrabbiatura e paura). Le immagini sono state mostrate in 3 condizioni: la seconda condizione consisteva in musica con emozioni congruenti con le immagini mostrate. Ai partecipanti del gruppo di controllo sono state mostrate solo immagini in tutte e tre le condizioni. Per 6 partecipanti in ciascun gruppo, i dati EEG sono stati acquisiti durante le sessioni e le risposte emotive istantanee (valori di eccitazione e valenza) sono state estratte dai dati EEG. Il miglioramento dell’identificazione delle emozioni tra e intra-sessione è stato misurato in termini di accuratezza della risposta verbale e sono state analizzate le differenze di risposta EEGrafica. Il confronto delle risposte verbali del gruppo sperimentale prima e dopo l’intervento ha mostrato un miglioramento medio significativo (p = 0,001) nelle risposte sull’accuratezza dell’identificazione delle emozioni del 26% (SD = 3,4). Inoltre, le risposte emotive del gruppo sperimentale alla fine dello studio hanno mostrato una maggiore correlazione con gli stimoli emotivi presentati, rispetto alle risposte emotive valutate all’inizio dello studio. Nel gruppo di controllo non è stato riscontrato alcun miglioramento simile nelle risposte verbali o nella correlazione tra stimoli EEG. Questi risultati sembrano indicare che la musica può essere utilizzata per migliorare sia l’identificazione delle emozioni nelle espressioni facciali sia l’induzione delle emozioni attraverso stimoli facciali nei bambini con ASD ad alto funzionamento.
