seconda parte
Il giornalista Donald Cantonetti ha poi chiesto al Prof. Alessandro Vento che è a capo di un Gruppo di lavoro con il quale opera l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Roma (OMCeO), come si svolge l’attività di informazione nelle scuole. Finora sono stati incontrati più di 9.000 ragazzi. La sua risposta è stata: “Con loro parlo del lato oscuro della cannabis, dei falsi miti (è naturale, non fa male, mio padre l’ha usata e non è impazzito, se esiste una cannabis terapeutica vuol dire che non può far male) e inizio a fare chiarezza. L’approccio è quello della Peer Education cioè educazione tra pari per cui un gruppetto di ragazzi impara la materia e poi attraverso i laboratori ad hoc racconta quanto imparato ad altri studenti. Ovviamente presenti ci sono anche gli insegnanti e i genitori. Tutto per arrivare ad una maggiore conoscenza e consapevolezza del fenomeno. Attualmente un ragazzo che consuma sostanze in discoteca, ad esempio, non distingue il prodotto che assume. Dalle analisi eseguite si evince che un prodotto venduto per MDMA, ad esempio, ha all’interno altri ingredienti e quindi di fatto il consumatore non sa quale rischio corre, qualora ne abusi senza controllo alcuno. Vento parla di cavie a cielo aperto!
Se ad esempio, una ragazza va a ballare e assume MdMEcstasy in pillola o sciolta in acqua, si può verificare la comparsa della ipertermia maligna: la temperatura sale talmente che la persona é come se avesse la febbre a 41-42 gradi e rischia di morire; altro esempio è “l’effetto della ketamina”, a Roma ampiamente utilizzata, che produce la autobody experience: la persona può cadere e morire perché non pensa di essere sul bordo di un burrone, di una piscina o di un balcone o finestra.
Il giornalista ricorda poi che il prof. Vento è anche il fondatore del software NPS FINDER che identifica sostanze psicoattive vendute online. Dal 2017 ne ha trovate 4100. Ma andando a vedere le tabelle del Ministero della Sanità si arriva ad un migliaio di sostanze psicoattive elencate, per cui: “Come mai questa differenza?” Vento risponde: “Per l’attuale sistema legislativo italiano fino a quando il Ministero della Salute non include la sostanza psicoattiva nella tabella, c’è legalità, per cui si può vendere un prodotto su Internet. Si tratta, insomma, di una zona grigia, ancora non regolata dal legislatore.. Quando una sostanza viene dichiarata illegale, se ne inventa subito un’altra, ricomponendola magari con un atomo differente. Oggi, in questa lista di 4100 sostanze psicoattive abbiamo moltissimi pericolosissimi analoghi”.. segue terza parte domani
