terza parte
Il giornalista Donal Cantonetti su affariitaliani.it continua a intervistare il prof. Vento ricordandoci che i dati del trimestre gennaio-marzo 2024 forniti dalla Direzione centrale per i servizi antidroga parlano di 9.588,57 kg di sostanze stupefacenti e di 5.139 dosi/compresse sequestrate. Che cosa significa? La risposta del Collega Vento é: “Questo risultato è il frutto dell’ottimo lavoro delle Forze dell’ordine che vanno a ricercare le sostanze elencate nelle tabelle, sequestrano un nuovo prodotto, lo analizzano e poi lo inseriscono nelle tabelle. Ma la nuova molecola deve essere cercata e trovata sulla strada, non sul web come facciamo noi. La differenza fra Nps Finder con 4100 molecole individuate ed il lavoro delle forze dell’ordine sta nel sequestro materialmente avvenuto. La nostra è più un’attività mirante a contrastare le future tendenze che non a fare soltanto la fotografia attuale del fenomeno; il nostro é un lavoro prospettico. Per esempio la nostra ricerca sui fentanili (il più conosciuto é il Fentanil, ma ce ne sono molti altri) ci è stata richiesta dalle Nazioni Unite. Quelli che noi cerchiamo e troviamo sono prodotti sofisticati, diciamo da intenditore, però la stragrande maggioranza della popolazione assume sostanze standard”. E il giornalista incalza: “Allora tra il vostro lavoro di ricerca e informazione e quello delle Forze dell’ordine di repressione, cosa è che manca per vincere questa che è una vera e propria guerra? Risposta: “Adottare il modello portoghese che dal 2000 ha depenalizzato il possesso di qualunque tipo di droga, dalla marijuana all’eroina. Chi commette reati legati alle droghe riceve soltanto un mandato di comparizione che lo costringe a presentarsi davanti a dei comitati di dissuasione composti da giuristi, psicologi e assistenti sociali. Significa spostare il punto di attenzione dalla repressione a quello terapeutico. Da noi non sarebbe poi così difficile inserire a scuola un’ora/settimana di educazione alla salute, ma i nostri due Settori, quello sanitario e quello giuridico si parlano ancora molto timidamente. Alla domanda sui Progetti futuri, Vento risponde: ““Finora siamo riusciti a lavorare con le Scuole Medie, ma l’idea è quella di andare a fare informazione in futuro anche nelle Scuole Elementari. Abbiamo vinto un bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento delle politiche antidroga che ci permetterà di lavorare anche su scala nazionale. Se il modello funzionerà, ogni regione potrà comporre un proprio gruppo di lavoro ed operare all’interno delle scuole; sono state attuate conferenze con l’Ordine dei Medici di Roma e con la presenza del sottosegretario Mantovano per parlare ai giovani degli aspetti legislativi, terapeutici e della peer education. Molte sono le testimonianze e le proposte da inserire nei progetti futuri”. All’ultima domanda del giornalista Donald Cantonetti “Ma la legalizzazione della cannabis è un traguardo o una sconfitta?” il Prof. Vento chiude dicendo che “ Nei dibattiti sulla legalizzazione della cannabis in ambito televisivo, sono stati sempre invitati gli opinionisti e mai i medici. E questo è stato molto grave e pericoloso per il mancato riconoscimento delle figure legate alla scienza e alla ricerca, che ha danneggiato gravemente il modo di pensare dei ragazzi in quanto li disorienta. Che vengano ascoltati anche i medici. Per quanto riguarda la legalizzazione della cannabis, oggettivamente, più un prodotto è presente in un contesto e più viene consumato. Poi c’è da ricordare un Report delle Nazioni Unite sui Paesi che hanno legalizzato la cannabis che segnala aumenti dei ricoveri, delle malattie psichiatriche, degli incidenti stradali, dei costi sanitari…Insomma un’ecatombe!
Meditiamo allora, in conclusione, sulle risposte contenenti anche interessanti proposte, indicate dal prof. Vento secondo scienza e coscienza. Certo è che quanto è stato scritto e detto riguarda Tutti Noi, perciò abbiamo diffuso questa intervista senza modificarla (e ringraziamo di cuore affariitaliani.it su cui si leggono articoli davvero interessanti) perché ormai non c’è famiglia in Italia che non abbia tra i suoi componenti un parente, adolescente a rischio di dipendenza o un adulto consumatore occasionale o abituale di sostanze stupefacenti anche sintetiche molto, molto pericolose in grado di provocare patologie molto gravi per le quali serve una competenza ed una assistenza neuropsichiatrica.
