Il report AIFA-ISS sulle “Malattie tropicali neglette, cioè trascurate e perciò più trasmissibili. Il problema richiede l’impegno di tutti. 

AIFA e ISS hanno lanciato l’allarme sulle malattie tropicali “neglette”, che però sono presenti anche in Italia e rischiano di diffondersi ancora di più a causa della globalizzazione (causata da nuovi mezzi di comunicazione e da un maggior numero di viaggiatori su scala mondiale) oltre che a causa dei noti cambiamenti climatici. Il 28 Gennaio 2025 abbiamo trovato, in letteratura scientifica, questo articolo che sottolinea come le malattie tropicali neglette siano patologie estremamente eterogenee, diffuse principalmente nelle aree più povere del pianeta. Tali malattie – causate da un’ampia varietà di agenti patogeni, tra cui virus, batteri, protozoi (organismi unicellulari che vivono in acque dolci o marine, in terreni umidi e molti anche come parassiti di animali), elminti (vermi), funghi e tossine – colpiscono circa 2 miliardi di persone in tutto il mondo. Nonostante il loro impatto sanitario sia paragonabile a quello di malattie come Tubercolosi, Malaria e Hiv/Aids, esse sono spesso trascurate, cioè  poco contrastate nei Paesi in via di sviluppo, dove trovano terreno fertile causato da malnutrizione e carenze nell’Assistenza sanitaria. Ma l’impatto  delle malattie tropicali riguarda anche l’Italia e benché le malattie tropicali neglette siano maggiormente diffuse nelle aree tropicali più povere, alcune di esse sono autoctone (originate ed evolute nel territorio in cui sono nate) anche qui in Italia. La Febbre Dengue, provocata da un virus trasmesso dalle zanzare per esempio, ha registrato nel 2024 un numero record di casi, con 693 persone colpite di cui 213 autoctone. Si contano centinaia di casi di malattia di Chagas (tripanosomiasi americana, malattia infettiva anch’essa, provocata da  protozoi), potenzialmente letale, e di Strongiloidosi, (causata da un verme parassita nematode capace di penetrare anche nella pelle intatta di uomini e animali) capace di generare infezioni persistenti (cioè capace di infestare). Si stima che nel nostro Paese siano almeno 4-5mila le persone colpite; inoltre dobbiamo temere anche schistosomiasi, cisticercosi, scabbia, filariosi, leishmaniosi ed Echinococcosi cistica. Quest’ultima infezione evolve  in cisti formatesi nel fegato o nei polmoni, provocate da terra, acqua e alimenti contaminati dalle uova di echinococco eliminate con le feci dei cani. Quest’ultima malattia tropicale negletta é di maggiore rilevanza in Italia, con un tasso di incidenza di circa 15 casi su 1 milione di abitanti, cioè circa 900 l’anno. Perciò vi è bisogno di un approccio globale e multidisciplinare, come evidenziato dal Prof. Robert Giovanni Nisticò, docente di Farmacologia, Presidente dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) nel suo intervento: “omissis…è importante parlare di Malattie Tropicali Neglette perché le popolazioni dimenticate del mondo lottano quotidianamente contro infezioni il cui impatto nel loro insieme è devastante, paragonabile a quello delle 3 malattie chiamate big killers dei Paesi più poveri, le già citate TBC, Malaria e AIDS. Ma il problema ci riguarda anche da vicino a causa (1) della mobilità di persone e di alimenti anche animali e (2) dell’aumento dei viaggi in Aree più o meno remote del mondo, anche più povere, che determinano il rischio già resosi  evidente, ma che è destinato ad aumentare a causa (3) dei “cambiamenti climatici”. Anche il Prof. Rocco Bellantone, medico chirurgo, Presidente ISS (Istituto Superiore della Sanità) conferma che “l’Aumento delle temperature può determinare un maggiore rischio legato alla presenza di vettori, spesso zanzare, che sono in grado di trasmettere molte infezioni virali”. Ed allora quali i provvedimenti? L’OMS che ha definito e completato una roadmappe per il periodo 2021-2023, ha delineato un Piano strategico completo per garantire il controllo e l’eliminazione o eradicazione delle malattie neglette entro il 2030, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU. Vedremo presto i risultati e quali interventi saranno proposti da questi Organi internazionali per limitare la pericolosità delle infezioni neglette (trascurate e/o sottovalutate) soprattutto in modo da difendere, con maggiore efficacia, i nostri bambini e adolescenti.

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