Il Documento fissa i criteri di realizzazione e di funzionamento della Piattaforma nazionale. in modo da consentire, in modo omogeneo sul territorio nazionale, la consultazione delle prime disponibilità per le prestazioni sanitarie, la visualizzazione dei tempi di attesa aggiornati e il monitoraggio della situazione delle proprie prenotazioni. Dall’entrata in vigore del provvedimento le Regioni avranno 60 giorni per presentare ad Agenas il progetto operativo. Ed ecco LE LINEE GUIDA.
Ma, nonostante ciò, non vi è ancora accordo tra Governo e Regioni, anzi, in questo momento, vi è aria di bufera tra Regioni e Ministero della salute; infatti la Conferenza delle Regioni ha recentemente espresso “rammarico per l’esito della mancata intesa sullo schema di Decreto relativo ai poteri sostitutivi sulle liste d’attesa nella Conferenza Stato-Regioni”. Infatti il provvedimento dovrebbe servire a consentire al governo di intervenire se una Regione che non fosse in regola, ma non c’è accordo per cui vi sarà ancora un mese per una mediazione. Il Ministero è stato comunque molto duro nella replica dichiarandosi “rammaricato” per la risposta negativa delle Regioni nonostante queste avessero avuto ben 5 mesi per presentare le loro osservazioni, peraltro mai pervenute. Il ministro della Sanità, Prof. Schillaci, è molto irritato ed infatti ha osservato che “i poteri sostitutivi sono una garanzia in più a tutela del diritto alla salute dei cittadini e non sono un’ingerenza nelle competenze delle Regioni. Negare preliminarmente questa possibilità rischia di apparire più come un volontà di sottrarsi a qualsiasi forma di controllo che come difesa dell’autonomia regionale”. Questo trafiletto sulla Sanità era scritto ieri sul quotidiano Il Messaggero di ieri, che ringraziamo. Seguiremo gli sviluppi perché la situazione è ancora grave ed ancora vengono lamentate lunghe code e prenotazioni di esami clinici offerte dopo lunghi mesi di attesa. Occorrono interventi drastici ed immediati; sulla salute non si scherza e vi è l’obbligo, per uno Stato che si reputi moderno ed efficiente, tutelare “al meglio” i suoi cittadini.
