La Giornata mondiale dell’Infermiere é il giusto riconoscimento al suo valore


La Giornata internazionale dell’Infermiere, appena passata in quanto celebrata il 12 maggio scorso, come tutti gli anni. Io, a titolo personale – essendo l’ANABO  gemellata con l’Ordine provinciale infermieristico di Frosinone, sottoscritta insieme con il mio grande amico Gennaro Scialò  allora segretario provinciale di Frosinone – testimonio la mia personale gratitudine verso i nostri preziosi e insostituibili Collaboratori e Collaboratrici, insieme con i Medici vittime di aggressioni assurde dovute soltanto a maleducazione e ignoranza (…del triage in PS per la selezione dei pazienti più gravi e bisognosi di cure più urgenti). Ricordo con molto piacere  gli infermieri e le infermiere iscritte alla FNOPI della provincia di Frosinone, quando, con loro, da giovane, mi occupavo di curare neonati bisognosi di terapia intensiva neonatale, bambini e adolescenti, erano infermiere dal grande senso del dovere, arricchito da una grande dose di umanità e amore per l’infanzia. Oggi, anche se a posteriori, non possiamo dimenticare la grande importanza che ha la  figura dell’Infermiere, arricchita dal riconoscimento di “assistente infermiere/a”, che è un premio  alla “sua professionalità”; infatti, senza di loro è impossibile attuare una adeguata medicina o una vincente chirurgia e perciò degne di questo nome e del riconoscimento di questa grande responsabilità. E’ nota poi l’abnegazione degli infermieri che porta ad una indissolubile amicizia indispensabile per conseguire successi terapeutici. Dunque il 12 maggio si rende omaggio all’INFERMIERE, figura centrale nel Sistema organizzativo sanitario fondato su competenza e sfide quotidiane, stressanti ma spesso vittoriose sul male. Io voglio ricordare, ancora una volta, le tante vittime di medici e infermieri/e quando si lottò contro il Covid, epidemia che sorprese, dilagante e davvero letale. Infermiere è dunque una parola che pesa perché racchiude impegno, a volte vero e proprio eroismo (pensiamo alla loro opera ed ai rischi che corrono nei molti paesi in guerra) da aggiungersi alle doti umane ed alle competenze tecniche da aggiornare sempre. E ogni anno, il 12 maggio è dedicato alle celebrazioni programmate per celebrare i nostri Amici, un’occasione indispensabile per riconoscere, valorizzare, ma anche riflettere sul loro ruolo nel sistema sanitario nazionale. La ricorrenza coincide con la data di nascita di Florence Nightingale, ritenuta fondatrice dell’infermieristica moderna ed è nata per richiamare l’attenzione pubblica su una figura che ogni giorno, 24 h/24, lavora in silenzio, ma con un impatto enorme sulla salute e sulla dignità delle persone in cura.

Barbara Mangiacavalli, confermata Presidente della Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (FNOPI) per il quadriennio 2025-2028 ha sottolineato il ruolo dell’infermiere nella sanità attuale, definita moderna perché in continuo rinnovamento. E’ stato unanimamente riconosciuto che l’infermiere è spesso la prima figura sanitaria con cui il paziente entra in contatto e l’ultima a salutarlo al termine di un percorso di cura. È un ponte tra medico e paziente, tra famiglie e Sistema sanitario. Non si limita più a somministrare solo terapie o ad eseguire procedure tecniche: l’infermiere ascolta, accoglie, accompagna, rappresentando un riferimento fondamentale per chi vive momenti di fragilità. Anna Di Caprio, Infermiera professionale presso il Poliambulatorio Aesthe Medica di Ferrara, descrive come la professione si sia evoluta: “Oggi l’infermiere è un professionista altamente formato, autonomo, capace di pianificare l’assistenza e di gestire situazioni complesse, quindi non più un semplice esecutore”. Dopo il titolo universitario, gli infermieri devono aggiornarsi continuamente con master, corsi specialistici e lauree magistrali. L’infermiere ormai opera in contesti diversificati: ospedali, ambulatori, case di cura, a domicilio (CAd), nelle Scuole, nei Centri per le dipendenze e nel campo della Salute mentale. È presente nelle Terapie intensive, nelle emergenze (Nei Pronto Soccorso), nella riabilitazione e nella prevenzione. Questo fa dell’infermiere/a una figura trasversale, in grado di adattarsi a ogni scenario clinico, con una visione globale del percorso assistenziale condiviso con il medico. Noi dell’ANABO (Associazione Nazionale Assistenza al Bambino in Ospedale) siamo perfettamente d’accordo e diciamo ai nostri amici e collaboratori GRAZIE!!!

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