Sistema sanitario nazionale: l’Italia ha bisogno soprattutto di infermieri e operatori sociosanitari

seconda parte

Per sopperire alle carenze segnalate,la carenza di infermieri e operatori sociosanitari potrebbe essere almeno in parte colmata dallassunzione di personale proveniente dallestero. Ma a causa della competizione tra Italia e Paesi esteri che offrono salari più alti e condizioni di lavoro migliori e a causa delle complesse politiche di immigrazione, il numero di infermieri stranieri in Italia è ancora molto basso, con 1/3 proveniente dall’Unione Europea.  

Secondo i dati OCSE, la maggior parte del personale sanitario straniero autorizzato a venire in Italia è stato assunto con contratti dai 12 ai 24 mesi. Gli infermieri che arrivano in Italia hanno mediamente tra i 20 e i 39 anni e provengono generalmente da Romania (circa 60%), Polonia (25%), Perù, Albania, Serbia e addirittura India.  

Le assunzioni dall’estero possono essere facilitate dai contatti diretti tra le Istituzioni. Gli accordi presi in questo modo sono ancora pochi, ma alcuni sono risultati realmente efficaci. La Spagna per esempio, che presenta un esubero di infermieri, ha un accordo inter-istituzionale con l’Italia il che facilita l’assunzione del personale.  Alcune Regioni hanno iniziato a richiamare personale dall’estero tramite accordi bilaterali tra Istituti di formazione. La Regione Veneto, per esempio, ha stipulato un accordo bilaterale con alcuni istituti di Bucarest e Pitesti (città rumena) e la Provincia di Parma con la Provincia rumena di Cluj-Napoca.  

Tenere però presente che dei circa 7mila infermieri stranieri presenti in Italia, la maggior parte lavora nel settore privato. L’unico Accordo che coinvolge direttamente le Autorità nazionali è quello che lItalia ha con la Tunisia tramite il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali. 

Le reazioni al flusso di infermieri venuti dall’estero sono state molto positive anche se persistono alcune preoccupazioni legate alle difficoltà linguistiche e alla necessità di una formazione iniziale. Malgrado la forte domanda di personale paramedico, l’Italia rimane un Paese poco attraente per gli infermieri stranieri: lo stipendio non è competitivo (circa 1600 euro al mese), le politiche di immigrazione sono sfavorevoli e la scarsa diffusione della lingua italiana all’estero rende la comunicazione difficile. Ma lassistenza sanitaria domiciliare agli anziani è sempre più richiesta a causa dell’invecchiamento della popolazione italiana, il che sta richiedendo un crescente  impegno nell’assistenza agli anziani da parte di personale preparato. Perciò la Domanda di Badanti e/o Assistenti/Operatori socio-sanitari supera addirittura quella degli infermieri. Recenti indagini stimano che gli stranieri i quali lavorano in Italia in questo ambito sono circa 500mila, in quanto la carenza dell’assistenza pubblica e i cambiamenti sociali delle famiglie italiane hanno incrementato il mercato dell’assistenza tramite badanti private, la maggior parte delle quali straniere.  

Molti di questi lavoratori non hanno un regolare permesso di soggiorno, ma il loro ruolo è ormai essenziale per la società italiana: si tratta fondamentalmente di immigrati provenienti da Ucraina, Romania, Polonia, Moldavia, Ecuador e Perù, spesso privi di preparazione in ambito sanitario per cui, allo scopo di accrescere le loro competenze, molte Autorità locali hanno organizzato Corsi di formazione per il primo soccorso e le cure di base. Ricapitolando, l’Italia deve affrontare la questione delle risorse umane nel settore sanitario. Oltre al problema dei medici (leggi prima parte di ieri), vi è da risolvere il problema della scarsità di infermieri e di personale paramedico in genere: questo è il problema da risolvere al più presto! L’aumento dei Corsi di formazione per infermieri sta iniziando a colmare queste carenze, ma la domanda di personale è ancora molto elevata, ma gli ostacoli burocratici e le contraddizioni interne sia al Sistema universitario che al Servizio sanitario rendono la situazione molto complessa, ma dobbiamo riconoscere che le risorse umane straniere possono contribuire a risolvere il problema. Noi segnaliamo “semplicemente” questi articoli perché si occupano di problemi impellenti, da risolvere urgentemente; certo è difficile sbrogliare una situazione così complessa e comunque non ci vogliono mesi, ma anni per giungere ad avere una situazione ottimale nel nostro Servizio Sanitario Nazionale anche perché occorre avere la certezza che il personale assunto sia qualificato e preparato soprattutto quando si tratta di assistenza agli anziani ed a neonati e bambini. Fonte: il nostro Istituto Superiore di Sanità (ISS). 

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