Quando si sospetta questa sindrome occorre effettuare sui piccoli pazienti diagnosi più approfondite e in generale si devono adottare misure preventive coinvolgenti ASL, Famiglie e Scuola. La persistente presenza dei fattori di rischio elencati nell’ultimo articolo sul tema costituisce un segnale di allarme molto importante per sospettare la sindrome. Non sempre però il maltrattamento si sospetta in presenza di lesioni fisiche documentabili; a volte la sindrome si individua perché si è di fronte ad uno stato di incuria o per la crescita non adeguata di un bambino oppure il medico deve sospettare quando fosse di fronte a una totale mancanza di igiene o per segni evidenti di sofferenza psico-affettiva. In poche parole si tratta di bambini respinti ai quali sono negate le cure necessarie o le sollecitazioni materne. A un pediatra o ad una pediatra non deve sfuggire l’espressione di paura, di tristezza, di smarrimento che traspare dal volto di questi bambini. Inoltre a volte l’apatia dei bb. più grandi si contrappone all’aggressività per aver subìto una serie di maltrattamenti emozionali e, non raramente, abusi sessuali. Dobbiamo ricordarci che la sofferenza emozionale può anche dipendere dalla mancata applicazione delle più elementari regole di alimentazione infantile soprattutto nei primi 3 anni di vita, associata o meno alla carenza affettiva da parte di una madre nei confronti del proprio figlio. Qui dovremmo trovare la malnutrizione collegata con la disaffezione materna o genitoriale che non tardano a incidere o influenzare lo sviluppo psico-fisico di un bambino con crescita ritardata. Qui stiamo parlando di bambini che vivono in Paesi civili e progrediti come il nostro. Ma quali sono gli elementi di sospetto direttamente riscontrabili sul corpo? Partiamo dall’espressione triste ed impaurita, presenza di ematomi, ecchimosi, abrasioni, contusioni, ferite anche da coltello, morsi; inoltre attenzione alle ustioni di vario grado, lesioni della mucosa orale. del frenulo, impronte cutanee da oggetti contundenti; potremo trovare alla visita aree di alopecia dovuta a capelli strappati con violenza., ma possiamo anche trovare lesioni più gravi come fratture multiple in diversi stadi di evoluzione. A proposito della scarsa crescita segnaliamo bambini distrofici, igiene come già detto gravemente trascurata (con pediculosi o scabbia), anemia, addome acuto dolente per lesioni interne, letargia da sedativi (diazepam o promazina) somministrati ai bambini per non sentirli piangere; purtroppo all’erta dobbiamo stare sempre perché può capitare perfino che si assista a un decesso all’atto di un ricovero tardivamente richiesto dai genitori. Diciamo che il ricovero può o deve essere da noi richiesto in presenza di manifestazioni emorragiche, ustioni, fratture, addome acuto, coma o perdita della coscienza frequente, abusi sessuali. Per tutte queste patologie occorre effettuare una serie di indagini comprendenti esami di laboratorio (analisi), lastre, ecografie ecc. ecc. e coinvolgere equipe di specialisti in grado di identificare precocemente i problemi psicofisici per evitare le conseguenze. La Diagnosi differenziale deve essere attuata per escludere altre patologie similari come rachitismo, osteogenesi imperfetta, sifilide congenita, iperostosi corticale infantile, tumore osseo primitivo o metastatico, osteomielite, artrite settica, etmoidite con tumefazione della regione orbitale, traumi subiti alla nascita, emofilia, leucemia, trombocitopatie, coagulopatie, porpora, malattia di Schonlein-Henoch, vasculite allergica, mielomeningocele, sindrome di Ehlers Danlos, insensibilita congenita al dolore ecc.
Cari Amici, cari Colleghi, l’obiettivo di questo articolo è solo quello di attirare la vostra attenzione sulla esistenza della sindrome da maltrattamenti in età pediatrica. Questa sindrome è dovuta alle reazioni violente di genitori in ambito familiare a discapito dei bambini non escludendo l’epoca adolescenziale perché tale sindrome è più frequente di quanto non si pensi, per cui è fondamentale intervenire prevenendo. Un mio vecchio Maestro di Pediatria, il Prof. Emiliano Rezza si pose il problema molti anni fa e dette vita a una pubblicazione sulla prevenzione di tali sindromi, compresa l’incuria verso l’infanzia indifesa. Lui, molti anni fa, come vecchio pediatra. cioè protettore dei bambini, sottolineava che l’operazione da effettuare (il richiamo era rivolto alle istituzioni) era molto complessa anche per l’alto onere finanziario richiesto al Paese per interventi del genere, per cui avrebbero dovuto essere adottati in maniera graduale, per cui ne auspicava l’avvio senza indugi, sollecitando interventi graduali a cura delle AASSLL perché oggi il problema sussiste e può essere in parte risolto soltanto tramite una stretta collaborazione dei genitori con la Scuola mediante l’adozione di protocolli operativi congiunti e con le Aziende sanitarie locali.
