L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ritiene importante il lavaggio delle mani: non dimenticatelo

Torniamo sull’argomento perché l’influenza stagionale sta arrivando in Italia. Sappiamo bene che tutti o molti di noi dimenticano di lavarsi le mani durante la giornata dimenticando che le mani sono sempre colonizzate da microrganismi, distinti in flora microbica residente e transitoria. La flora residente è composta da microrganismi che risiedono negli strati più profondi della cute, non può essere rimossa con il semplice lavaggio delle mani e raramente può causare infezioni, la specie dominante è lo Stafilococco epidermidis; la flora transitoria invece si trova sugli strati superficiali della pelle e si deposita sulle mani in seguito a un contatto diretto con pazienti infetti o indirettamente tramite dispositivi usati da più persone oppure per flora presente nell’ambiente, che può (e deve) essere rimossa con una frequente igiene delle mani. La scelta dei prodotti per l’igiene delle mani e il tipo di decontaminazione dipendono dalle circostanze. L’ISS parla  del lavaggio delle mani denominato sociale nei casi in cui il lavaggio viene eseguito con acqua e sapone quando sono visibilmente sporche, prima di mangiare o dopo aver utilizzato il bagno, seguito da frizionamento con soluzione idroalcolica. L’utilizzo di disinfettanti per le mani a base di alcol rappresenta il metodo più pratico per pulire le mani di chi pratica  assistenza sociosanitaria, oltre che essere efficace per ridurre il numero di patogeni sulle mani degli operatori. Fanno eccezione le spore di Clostridium difficile perché sono meno sensibili al gel idroalcolico e per cui resta l’indicazione al lavaggio ben fatto (frizionando prima il piano dorsale, poi il piano palmare e gli spazi tra le dita) con acqua e sapone. Possono anche essere usate delle salviette igienizzanti quando i pazienti sono allettati e/o non in grado di lavarsi le mani al lavandino. Attenzione che i guanti non sostituiscono l’igiene delle mani. Anche al di fuori del contesto chirurgico si tende erroneamente a credere che l’uso dei guanti sostituisca il lavaggio delle mani. Questi invece sono indossati come precauzioni standard quando si può ragionevolmente prevedere che potrebbe verificarsi un contatto con sangue o materiale potenzialmente infetto. Ma ricordate: l’igiene delle mani deve essere eseguita sempre prima di indossare i guanti e dopo averli rimossi! Inoltre, i guanti devono essere cambiati se si danneggiano, si contaminano, si sporcano o se si passa da una zona corporea sporca a una pulita. In particolare dobbiamo “avere cura delle mani” anche perché i lavaggi frequenti e/o l’igienizzazione delle mani possono provocare irritazione della cute o reazioni allergiche. Per questo le Strutture sanitarie dovrebbero fornire prodotti che siano efficaci, ma anche sicuri per la pelle. Infine, anche gli Operatori sanitari  devono  attuare strategie per ridurre al minimo il rischio di dermatiti: 1) non lavare le mani dopo aver usato un prodotto a base di alcol; 2) non indossare i guanti se le mani non sono completamente asciutte; 3) usare prodotti idratanti o umettanti.  Per quanto riguarda la cura delle unghie, numerosi studi hanno confermato che l’uso di unghie artificiali può contribuire alla trasmissione di alcuni patogeni, anche quando l’igiene delle mani è attuata in modo adeguato. Inoltre le unghie lunghe e appuntite, naturali o artificiali, oltre a favorire il prosperare di batteri, possono perforare facilmente i guanti e/o limitare le prestazioni degli operatori sanitari.

L’Igiene delle mani è poi fondamentale nel corso di epidemie: ricordiamo appena queste raccomandazioni, sempre preziose, fornite quando girava e colpiva il COVID-19. Ci siamo trovati, lo ricordate Tutti, ad affrontare un’importante sfida per prevenire e controllare il virus SARS-CoV-2 riuscendovi però solo in parte; comunque i test attuali indicano che il virus si trasmette principalmente attraverso le goccioline respiratorie, ma il contagio può avvenire anche attraverso il contatto di mani contaminate con la mucosa della bocca, del naso o degli occhi. Di conseguenza, l’igiene delle mani è stata molto importante per prevenire la diffusione dell’infezione da parte di questo virus. Però in conclusione dobbiamo sottolineare il fatto negativo rilevato dai nostri medici che, anche se la consapevolezza dell’importanza dell’igiene delle mani è alta, l’adesione a questa pratica non è ancora accettata, sia in famiglia o in comunità e sia nelle strutture sanitarie dove il contagio può essere ancora più pericoloso. Ascoltate quindi i consigli dell’ISS per non fare ammalare i vostri bambini!

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