Dalla Redazione di “Abitare a Roma” del 12 Novembre 2025, veniamo a sapere che è stata creata una Rete senza precedenti tra il Mondo universitario e le Scuole dell’infanzia di Roma allo scopo di renderla una città più inclusiva, a partire dalla cura dei suoi bambini compreso i più fragili. Si tratta di un Progetto Ricerca-Formazione nelle Scuole dell’infanzia che è stato presentato il 12 novembre scorso. È un Protocollo d’intesa tra Roma Capitale e il CRUL (Comitato regionale di coordinamento delle Università del Lazio) che ha dato il via a un Progetto biennale (anni scolastici 2025-26 e 2026-27) dedicato all’inclusione di bambini e di bambine con bisogni educativi speciali mediante Corsi specializzati dedicati al perfezionamento degli insegnanti di alunni che sono in difficoltà nelle scuole per l’infanzia. L’iniziativa, la prima di questo genere per ampiezza e impostazione, è nata dalla collaborazione tra il Sistema educativo capitolino e i 12 Atenei del Lazio, con l’obiettivo di rafforzare la formazione degli insegnanti, sperimentare nuove pratiche pedagogiche inclusive e alimentare la ricerca in ambito educativo e sociale. Il progetto, che è in linea con il Modello Educativo di Roma Capitale e le Linee guida europee sull’inclusione, prevede una serie di attività integrate tra cui: 1) percorsi formativicongiunti per docenti e ricercatori; 2) osservazioni dirette nelle scuole per individuare bisogni e potenzialità; 3) laboratori di co-progettazione di adeguate strategie educative; 4) seminari e momenti di confronto per condividere buone pratiche e risultati. A coordinare i lavori sarà l’Università Roma Tre, Capofila del progetto, insieme alla Sapienza, a Tor Vergata, Foro Italico, Tuscia, Cassino, Europea, LUMSA, UniCamillus, Link Campus, UNINT e Campus Bio-Medico.
“La collaborazione tra Roma Capitale e 12 Università del Lazio rappresenta un passo avanti storico perché unisce la ricerca più avanzata in campo psicopedagogico alla pratica quotidiana nelle nostre scuole – ha spiegato Claudia Pratelli, Assessore alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale – significa costruire un Modello che potrà diventare riferimento anche fuori dall’area urbana. L’obiettivo costituisce un vero salto di qualità nei processi di inclusione e nella crescita educativa dei bambini”. L’impianto scientifico del progetto è poi stato illustrato dal Prof. Fabio Bocci, Ordinario Università di Roma Tre e Coordinatore scientifico dell’iniziativa: “Lavoreremo in diverse fasi — ha detto — partendo da una sperimentazione metodologica che coinvolgerà un primo gruppo di scuole, per poi estendere il Modello a tutte le strutture comunali dell’infanzia. L’obiettivo è accompagnare gli istituti in un percorso di crescita e trasformazione duraturo, capace di migliorare concretamente la qualità dell’inclusione”. Il Protocollo, che ha una durata iniziale di 2 anni, punta dunque a creare una rete stabile tra università e scuole: in pratica è un Laboratorio cittadino di innovazione educativa che, come auspicano dal Campidoglio, potrebbe diventare un modello nazionale per le politiche pubbliche sull’inclusione della prima infanzia. Noi pediatri iscritti all’ANABO ne siamo lieti e consigliamo di proporre al Collega BOCCI la partecipazione anche dei Pediatri che dovranno seguire concretamente le attività perché devono controllare la diagnosi e la terapia dei soggetti a completamento di questa lodevole ed ambiziosa iniziativa. Rivolgiamo perciò un appello al Presidente dell’ANABO, Prof. Guido Castelli Gattinara perché esamini la possibilità, mediante protocollo operativo, di inserire, “nelle ore di lezione e di contatto con i bambini” pediatri esperti, che in fondo sono già occupati nelle varie scuole dell’infanzia laziali, nei consultori familiari e come medici scolastici che conoscono bene, clinicamente, le problematiche di questi bambini con relativi bisogni.
