L’obesità, ad esempio, é da prevenire perché responsabile di patologie e di alti costi

seconda parte

Peraltro, non è detto che, aumentando le risorse finanziarie, le prestazioni sanitarie miglioreranno in qualità, ma sulla Ricerca (oggi sostenuta per lo più dai finanziamenti dei privati) si deve puntare di più sia per prevenire o ridurre le malattie trasmissibili e quelle non trasmissibili. Alcune soluzioni sono segnalate in un incisivo articolo della Dott.ssa Gloria Saccani Jotti su Salute e Ricerca/Corriere della sera di qualche settimana fa, viene sottolineata la necessità di potenziare la Medicina preventiva; parliamo di prevenzione primaria, efficace contro molte malattie metaboliche e cronico-degenerative, tumorali e polmonari partendo dal modificare l’errato stile di vita di molti di noi, ragazzini e adolescenti compresi. Esempio classico è l’Obesità in crescita anche nel nostro Paese, che è associata a molte malattie, a ricoveri ospedalieri e ad uso di farmaci (anzi è anche la causa di abusi). Ricordate quindi di controllare il peso anche mediante il semplice BMI o Indice di massa corporea, facile da controllare se si è sovrappeso con la formula da sviluppare che è: “circonferenza vita e peso in Kg diviso per altezza in metri quadrati)). I RISCHI legati al sovrappeso ed all’obesità durante la crescita dei ragazzi consistono in una maggiore predisposizione verso molte patologie, tra cui l’ipertensione arteriosa; l’aumento dei valori di colesterolo nel sangue; il diabete di tipo 2; disturbi del sonno e apnee notturne; asma; dolori articolari e muscolari; steatosi epatica; calcolosi biliare; reflusso gastro-esofageo; peggioramento delle prestazioni sportive; difficoltà nel rapporto con i pari; peggioramento della qualità della vita sociale; bassa autostima; stress, ansia e depressione con serie probabilità di andare in sovrappeso e diventare obesi da adulti. Per prevenire l’obesità e le conseguenze di questa condizione, è importante, anzi indispensabile, il cambiamento del comportamento (rivedendo l’alimentazione di cui spesso ci siamo occupati con maggiore attività fisica ad esempio. Pensare che se si riducessero le  malattie sopra elencate, avremmo minori costi, per cui sarebbe interessante, come forse si sta già pensando di fare, dare vita a un Progetto al quale tutte le regioni dovrebbero aderire per valutare “l’effetto della prevenzione primaria sulle patologie cronico-degenerative”. Quindi, restando nel campo dell’obesità si potrebbe valutare in popolazioni specifiche se il comportamento di vita corretto, ad esempio nell’arco di 3 anni, dia risposte positive tra cui la riduzione degli indici di obesità e porti alla riduzione dei ricoveri per ipertensione e iperglicemia. Ne conseguirebbe anche il vantaggio di ridurre la somministrazione di farmaci con costi anche individuali. 

Il Futuro. Minori costi significa maggiore disponibilità economica che servirà alle numerose ricerche sperimentali della medicina e chirurgia robotica comprendenti l’impiego di molte tecniche sofisticate; ci potrebbe venire in aiuto l’utilizzo appropriato dell’intelligenza artificiale con cui raggiungere risultati clinici migliori con degenze ridotte anche in termini di durata (… quindi meno costi). In questo momento preoccupante per quello che succede nel mondo forse questo può diventare una buona occasione, al di là dei sacrifici che gli Stati (e con essi noi cittadini) devono compiere per aiutare gli alleati impegnati nelle numerose malaugurate guerre. Occorre però qui contare sulla formazione dei medici soprattutto nel campo delle nuove tecnologie, che alcuni reparti chirurgici già stanno sperimentando e, sembra, con ottimi risultati. Però serve ridurre drasticamente i tempi di realizzazione dei progetti e dei protocolli nazionali e regionali avviati e da avviare, eliminando la lungaggine infinita delle pratiche per applicare le leggi in modo da dare risposte in tempi accettabili, che non devono essere più legate ad una asfissiante burocrazia. Dobbiamo smetterla di lamentarci ma accogliere le proposte delle società scientifiche e dei sindacati medici che possono far giungere la loro voce ai nostri Ministri e soprattutto all’attuale Ministro della salute, medico radiologo di provate competenze, affinché si garantiscano soluzioni che risollevino e rilancino il SSN. Del resto lo stesso Ministro ha già annunciato un nuovo Patto di salute con le Regioni ed un nuovo Piano sanitario nazionale per affrontare i problemi più urgenti, senza tralasciare una programmazione che tenga conto dei problemi in prospettiva ancorché supportati da un SSN più virtuoso, come ha auspicato, con acutezza e perspicacia, la già citata Dott.ssa Jotti nel suo articolo sul Corriere della sera.  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *