Le FAVOLE come strumento educativo

Il ruolo rivestito dalle FAVOLE, come abbiamo visto commentando tempo fa un qualificato e completo articolo di SOSPediatra, va ben oltre il semplice intrattenimento. Le fiabe insegnano ad affrontare la vita, preparano a distinguere la conflittualità del bene e del male nelle azioni umane o nelle stesse persone che s’incontrano, così come aiutano a comprendere i problemi quotidiani, insegnando ai bambini come affrontarli. Le favole costituiscono dunque uno strumento educativo molto efficace, per 10 motivi che SOSPediatra ha illustrato e divulgato  sotto forma di decalogo:

  1. Le favole parlano al bambino utilizzando un linguaggio a lui familiare: la Fantasia. Con l’utilizzo di oggetti inventati o cartoni animati, personificazioni, desideri realizzati e avventure, la favola si avvicina al modo con cui il bambino affronta la realtà: senza regole razionali o astratte, ma con un minimo di magia e immaginazione.
  2. Le favole aiutano il bambino a scoprire il suo mondo interiore ed emotivo. Il bambino tende a riconoscersi e a identificarsi nei protagonisti dei racconti; così facendo, impara a riconoscere le emozioni sperimentate, impara a dare loro un nome e  ad esprimerle.
  3. Le favole come palestra di vita. I protagonisti dei racconti spesso devono  affrontare ostacoli e difficoltà. Identificarsi con loro permette al bambino di sperimentare sentimenti di speranza e di fiducia perché, nonostante gli ostacoli e le peripezie anche lui, come gli eroi delle favole, sarà in grado di trovare una soluzione per arrivare al lieto fine. Le favole, in pratica, possono insegnare ai  bambini a trovare nuove, anche fantasiose, soluzioni ai piccoli e grandi conflitti che si trovano ad affrontare quotidianamente.
  4. Le favole utili per elaborare i sentimenti negativi.  Nelle fiabe spesso ci sono anche  Draghi e Mostri con racconti che permettono al nostro bambino di proiettare in questi personaggi le proprie sensazioni di paura, gelosia o rabbia. Il mondo fantastico in cui si svolgono gli eventi crea però un distacco utile e rassicurante mediante il quale il bambino può osservare da lontano e prendere confidenza anche con emozioni più difficili da controllare. Inoltre si sentirà al sicuro se gli eventi, anche quelli più spaventosi, sono letti dalla voce rassicurante di mamma e papà. 
  5. Le favole per migliorare il rapporto tra genitori e figli. Il momento della nanna, soprattutto in tenera età, può spaventare molto il bambino. Può essere vissuto in maniera negativa attraverso la paura dell’abbandono e del distacco dai genitori. Leggere favole ai bambini diventa un modo efficace per rendere più piacevole questa transizione. Raccontare favole ai bambini, inoltre, aiuta a creare un legame forte e profondo tra chi racconta e chi ascolta, attraverso un momento di esclusiva intimità che rasserena il bambino. Raccontare favole rappresenta quindi un gesto d’amore verso i figli; se poi diventa un momento magico, rimarrà per sempre nei ricordi dei genitori come dei figli
  6. Le favole per conoscere il mondo. Quale migliore compagno di viaggio per far conoscere ai bambini il mondo con uomini e animali, l’evolversi della società, il Pianeta, la Natura? Il bambino in questo modo può scoprire come nuotano i pesci nel mare, il cambio delle stagioni, l’alternarsi di pioggia, sole, vento o il simbolico e fascinoso arcobaleno. Il bambino attraverso questa esperienza basata sulle regole, sul diverso e l’opposto, svilupperà una qualità importante: l’empatia, cioè la capacità di immedesimarsi nello stato d’animo e nella situazione di un’altra persona.
  7. Le favole favoriscono lo sviluppo cognitivo del bambino. Leggere ai bambini favole e racconti fin dai primi mesi favorisce lo sviluppo delle capacità cognitive e linguistiche del bambino. Infatti, i bimbi che nei primi mesi ascoltano un maggior numero di parole, sanno poi riconoscerle più velocemente, sviluppano un vocabolario più ampio e apprendono più rapidamente la capacità di lettura e scrittura. Le favole inoltre aiutano anche nello sviluppo del pensiero logico e della memoria, oltre che nella capacità di attenzione e concentrazione.
  8. Le favole per bambini aiutano il pensiero critico e l’appartenenza. Alcuni genitori non amano leggere le favole ai propri bambini, soprattutto quelle classiche, considerate crude, violente e prive di messaggi validi e positivi. Partendo dal presupposto che ogni storia deve essere adatta all’età del nostro bimbo e al particolare momento che sta vivendo, non c’è nulla nei racconti che non sia già presente nella mente umana, nei nostri pensieri, paure, sogni.
    La lettura non fa nascere sentimenti d’odio, non li giustifica. Ma fa nascere nei nostri bambini, grazie alla guida degli adulti, un pensiero critico, insieme all’opportunità di sentirsi appartenenti a qualcosa. Sapere che anche altri hanno le stesse fantasie o provano le stesse emozioni, anche negative, fa sentire i bambini parte dell’umanità, meno soli e più accolti.
  9. Le favole e il lutto, il cambiamento, la separazione. Vorremmo che i nostri bambini non soffrissero mai, non provassero mai la frustrazione e non si sentissero mai dire di no. Ma il nostro lavoro da genitori non è quello di fare scudo ai nostri bambini contro il dolore, piuttosto quello di prepararli, attraversarlo insieme a loro, proprio per fornire loro  un precedente, un esempio: il dolore si può superare, si può tornare a star bene. Questa è la cosa migliore che possiamo fare per loro, dare ai nostri figli degli strumenti per imparare a fare lo stesso quando si ritroveranno nell’età adulta. Quale miglior alleato della favola per parlargli di un lutto, di una separazione, di un cambiamento inaspettato per aiutare i nostri bambini ad affrontare con serenità e coraggio le vicissitudini della vita.
  10. Le favole per bambini, strumento per costruire uno spazio sicuro. Si possono raccontare le favole anche quando i nostri bambini sono un po’ più cresciuti. Si può creare una consuetudine, una routine, uno spazio esclusivo e sicuro. La lettura, il momento passato insieme, aiuta ad instaurare un dialogo e ad accrescere la fiducia reciproca. Può diventare lo spazio in cui il bambino si sente sicuro e può esprimere le sue ansie, le sue paure, i suoi bisogni sentendosi ascoltato e compreso. Il bambino si sentirà amato, accolto e percepirà di essere una persona importante per mamma e papà. Ma come si raccontano le favole? Come abbiamo già detto quello della lettura è un momento magico, un momento solo per voi, dove il vostro bambino riceve la vostra completa attenzione. Il consiglio di SOSPediatra è quello di leggere le favole ai bambini in maniera partecipata, appassionata, convinta. Non solo con la voce quindi! Ma utilizzando anche le espressioni del viso, la gestualità, la postura: il vostro compito è quello di guidare il bambino alla scoperta del mondo con tenerezza m anche con un pizzico di vivacità! NdR. Ringraziamo il Presidente e i membri del direttivo di SOSPediatra (cerca sito e App), che organizzano VIDEO CORSI con lezioni teoriche ed esempi pratici e con 15 favole come esempio per Genitori da utilizzare subito, qualora volessero approfondire l’uso di tale  importante strumento educativo.

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