
Gli articoli da noi pubblicati in quest’ultimo periodo dimostrano che è assolutamente necessario portare l’educazione sanitaria, come materia, nelle scuole di primo e secondo grado. Occorre, a questo scopo, creare un piccolo esercito di medici, ad hoc preparati e disponibili a illustrare, con semplicità e chiarezza che tenga conto dell’età degli alunni, i pericoli e i problemi igienici e sanitari attraverso l’esposizione delle soluzioni adeguate a fare un’opera di prevenzione su larga scala che comprenda i problemi diagnostici ad esempio insieme con le cure di primo soccorso, ma soprattutto utile per evitare la diffusione delle malattie infettive migliorando le conoscenze di igiene degli scolari e insegnando loro a osservarne le regole. Come già indicato dal past president SIP, il Prof. Alberto villani, la collaborazione della Società italiana di pediatria con il Ministero dell’Istruzione è ormai una realtà che porterà molti vantaggi al mantenimento di una buona salute dei bambini. Tale volontà è stato confermata anche dall’attuale presidente SIP, Prof.ssa AM Staiano. E’ assolutamente prioritario promuovere nelle scuole un corretto stile di vita e l’attuale Consiglio Direttivo della SIP lo ha ribadito. La Scuola rappresenta un luogo insostituibile non soltanto per l’apprendimento e lo sviluppo culturale ma lo è anche come strumento indispensabile per un ottimale sviluppo corporeo oltre che per il benessere psicofisico dei ragazzi. Noi, come associazione ANABO collegata alla SIP dal 2020, nata per tutelare i diritti di bambini e di adolescenti, siamo convinti che le indicazioni della SIP sapranno bene rispondere alle domande inoltrate più volte, ad esempio da AGORA’33 – La nostra Scuola, un organismo che sul versante scolastico affianca le Autorità scolastiche. La SIP fornirebbe Progetti molto efficaci ed Esperti pediatri e adolescentologi.
Autorevoli intellettuali, genitori, studenti, docenti universitari, dirigenti, insieme ad alcune delle principali sigle sindacali della scuola hanno sottoscritto un Manifesto che ha raccolto più di 30.000 firme. In pratica il Manifesto ha aperto un dibattito che ha coinvolto anche alcuni artefici e promotori di quelle “riforme” ritenute innovative, che però avrebbero stravolto il Sistema dell’istruzione del nostro Paese degli ultimi 25 anni; ciò ha generato incontri anche accesi sulle tematiche dell’attuale organizzazione scolastica e sull’azione del governo. In questo particolare momento storico, rivolgiamo alle istituzioni precise richieste per una Scuola che possa garantire finalmente alle nuove generazioni il godimento di un diritto, quello di un’Istruzione di qualità, sancito dalla nostra Costituzione. Si deve puntare sulla individuazione delle modalità di reclutamento fondate sulla preparazione culturale dei docenti e sostegno al loro libero aggiornamento, perché essi sono in grado di individuare le priorità culturali ed educative verso cui indirizzare, di volta in volta, l’aggiornamento delle proprie conoscenze.
