Per la Febbre DENGUE sono allertati medici e viaggiatori  

NOTIZIARIO. Potrebbe circolare anche in Italia una Febbre di origine virale causata da 4 virus molto simili (Den-1, -2, -3 e – 4), trasmessa agli esseri umani dalle punture di zanzare che hanno, a loro volta, punto una persona infetta. Epicentro, ISS ha avvisato i medici: qui non si tratta di contagio diretto tra esseri umani, anche se l’uomo è il principale ospite del virus. Il virus circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, e in questo periodo la zanzara, pungendo, può prelevarlo e trasmetterlo ad altri esseri umani. Perciò occorrono controlli mirati su coloro che arrivano in Italia provenienti da Paesi in cui sono stati diagnosticati molti casi sulla base di controlli a campione con test rapidi negli Aeroporti per chi torna in Italia dalle zone a rischio.  Sono già previste “disinfestazioni degli aeromobili e delle navi” per prevenire la diffusione delle zanzare cosiddette “viaggiatrici” perché portate anche da viaggiatori e  crocieristi provenienti dai tropici. Si tenga presente che vi sono 3 casi di Dengue ricoverati allo Spallanzani di Roma e 24 sono stati i casi segnalati in Italia nei primi due mesi di quest’anno (Fonte: intervista al Ministro della Salute, il Prof. Orazio Schillaci). Nell’emisfero occidentale (il nostro)  il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, anche se si sono registrati casi trasmessi da Aedes albopictus (più conosciuta come zanzara tigre). La Dengue è presente, durante e dopo la stagione delle piogge, nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico, Cina, India, Medioriente, Sud America e America centrale, Australia e diverse zone del Pacifico. Negli ultimi decenni, va detto che la diffusione della malattia è aumentata in molte regioni tropicali. Nei paesi dell’emisfero nord, in particolare in Europa, questo virus costituisce un pericolo in un’ottica di salute globale e in considerazione del preoccupante cambiamento climatico, dato che si manifesta soprattutto come malattia di importazione, il cui incremento è dovuto all’aumentata frequenza di spostamenti di merci e di persone, anche per turismo. Cero è che, in Brasile, sono in questi giorni segnalati dai quotidiani 20.000 nuovi casi al giorno e si prevedono 5 milioni di casi in un anno. Anche l’Argentina e il Guatemala sono adesso coinvolti e molte sono le  segnalazioni di casi accertati.  Riportiamo ora una scheda della malattia:

Sintomatologia. Di solito la malattia dà luogo a una sindrome simile a una forma influenzale caratterizzata da febbre (dopo 5-6 giorni dalla puntura di zanzara infetta) anche molto elevata, accompagnata da forti dolori muscolari e articolari, nausea e vomito, irritazioni della pelle che possono apparire sulla maggior parte del corpo dopo 3-4 giorni dall’insorgenza della febbre. Nei bambini i sintomi tipici sono spesso assenti e quindi facilmente confondibili. La diagnosi è normalmente effettuata in base ai sintomi, ma può essere più accurata con la individuazione del virus o con la ricerca degli anticorpi specifici nei campioni di sangue. Si ricordi che la prima infezione può essere clinicamente poco rilevante e a volte passa inosservata, ma una ricaduta può essere molto pericolosa, con complicazioni comprendenti il rischio aumentato di“emorragie” per l’abbassamento dei globuli bianchi (leucociti) e delle piastrine. Rarissimi i casi di shock fino alla morte nei Paesi dove la malattia infettiva è endemica.

Prevenzione. Tenere presente che le epidemie ricompaiono ciclicamente, cioè ogni 3-4 anni, ma quest’anno tale criterio non è stato rispettato forse perché in Brasile e nel Bangladesh abbiamo avuto due grossi focolai l’anno scorso; anche qui entrano i gioco i cambiamenti climatici che potrebbero portare le zanzare infette anche in Italia. La misura preventiva più efficace contro la Dengue consiste nell’evitare di entrare in contatto con le zanzare vettrici del virus responsabile e quindi diventano fondamentali pratiche come l’uso dei noti repellenti (Autan, Vape piastrine ecc.), vestiti adeguati e protettivi, zanzariere e/o tende. Dato che le zanzare sono più attive nelle prime ore del mattino, è particolarmente importante utilizzare le protezioni in questa parte della giornata. Per ridurre il rischio di epidemie, il mezzo più efficace è la lotta sistematica e continuativa alla zanzara che funge da vettrice della malattia. Ciò significa eliminare tutti i ristagni d’acqua in prossimità delle zone abitate, ma soprattutto  effettuare vere e proprie “campagne di disinfestazione” che riducano la popolazione di zanzare Aedes.

Trattamento. Non esistono trattamenti specifici per la Dengue, ma per fortuna, nella maggior parte dei casi, i malati guariscono entro 2 settimane. E’ però sempre bene attenersi alle cure complementari di supporto alla guarigione, che consistono in riposo assoluto, uso di farmaci antipiretici per abbassare la febbre e somministrazione di liquidi ai malati per evitare la disidratazione. In qualche caso, stanchezza fisica e depressione possono permanere anche per alcune settimane. Abbiamo già accennato che la malattia può svilupparsi “sotto forma di febbre emorragica” con emorragie gravi in diverse parti del corpo che possono causare veri e propri collassi e, in casi rari, lo shock che può risultare fatale in soggetti fragili, con patologie associate. 

N.B: E’ importante sapere che dal febbraio 2023, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato l’utilizzo e la commercializzazione di Qdenga (Takeda), un vaccino tetravalente vivo attenuato studiato per la prevenzione della Febbre Dengue causata da uno dei quattro sierotipi del virus citati all’inizio. Il vaccino ha ricevuto anche l’approvazione da parte dell’EMA (European Medicines Agency) già nel dicembre 2022. E’ consigliata la vaccinazione: (1) a chi ha avuto una prima infezione perché, in caso di ricaduta, potrebbe avere una infezione molto più grave; oppure (2) a coloro che abitano in zone in cui la virosi è endemica, già individuate.

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