Colon irritabile nei bambini: elaborate le prime Linee Guida italiane per limitare il ricorso ad esami invasivi e farmaci inutili

Dobbiamo riconoscere che non è ancora nota la causa precisa del colon irritabile nei bambini per cui c’è stato un aumento di richieste di visite pediatriche e di esami di laboratorio gravando sul Servizio sanitario nazionale a causa del ricorso improprio ad accertamenti, spesso di terzo livello ed invasivi, come l’endoscopia oppure a terapie indiscriminate, anche in autoprescrizione che ha reso necessario l’elaborazione di Linee guida da rispettare in età pediatrica, contenenti raccomandazioni chiare sulla gestione dell’IBS basate sulle attuali evidenze scientifiche. Non si sa bene quale sia la causa precisa del colon irritabile nei bambini, ma recenti evidenze suggeriscono che interazioni tra cervello e intestino giochino un ruolo determinante, perciò un’accurata anamnesi e una visita clinica approfondita sono ancora gli elementi chiave per formulare la diagnosi. È importante eseguire un approfondito colloquio con la famiglia per rassicurare circa la benignità della condizione; ribadire che la rincorsa ad effettuare accertamenti e a somministrare terapie spesso  inutili possono essere solo fonte di ulteriore stress” (Gastroenterologia dell’OBPG. Noi aggiungiamo che secondo la SIP, una guida anche dell’ANABO (di cui é Presidente il Prof. A. Villani) che i recenti sviluppi della gastroenterologia  pediatrica, secondo la nostra rivista ufficiale, confermano la necessità della collaborazione tra varie discipline, cioè tra pediatri, genetisti, allergologi e immunologi per una corretta diagnosi ed una efficace terapia. Dalle interviste riportate dalla valente giornalista Isabella Faggiano risulta evidente che soffrire di dolori addominali ed avere un’alterata funzionalità intestinale fin da piccoli può avere una ricaduta significativa sulla qualità di vita dei bambini e creare allarme e ansia nei genitori. Abbiamo esordito dicendo che il colon irritabile in età pediatrica è un problema molto studiato dagli specialisti, tanto che sono state redatte le prime linee guida italiane, nate con l’obiettivo primario di limitare sia il ricorso indiscriminato ad esami invasivi e inutili, sia l’utilizzo di farmaci somministrati senza chiare indicazioni”, spiega Claudio Romano, Presidente della Società italiana di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica (Sigenp), Società firmataria del documento insieme alla Società italiana di pediatria (SIP), Società italiana di gastroenterologia e endoscopia (Sige) e Società italiana di neurogastroenterologia (Singem). “C’è un grande interesse mediatico, con coinvolgimento del mondo farmaceutico, attorno ai pazienti pediatrici con colon irritabile, anche noto come Ibs, Inflammatory Bowel Syndrome – spiega Romano, presidente Sigenp -. Come società scientifiche abbiamo deciso di fare chiarezza producendo un documento di facile fruizione, rivolto in particolare alla medicina del territorio”. Il punto è fare ordine e uniformare. “Queste linee guida – afferma il promotore del documento, Giovanni Di Nardo, docente di Medicina dell’Università Sapienza di Roma – suggeriscono un approccio diagnostico basato soprattutto sulla valutazione dei sintomi e forniscono indicazioni semplici e chiare sulla gestione del paziente che, in prima istanza, prevede accorgimenti dietetici e un supporto psicosociale, generalmente sufficienti a gestire i sintomi del bambino con colon irritabile e poi, solamente in casi selezionati e sotto supervisione specialistica, può essere indicato un trattamento farmacologico”. Ricordiamo appena che gli alimenti che più frequentemente si associano alla comparsa di sintomi gastrointestinali sono il glutine, il lattosio e in generale quelli del gruppo di carboidrati a catena corta. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *