
Lezione magistrale del prof. Maurilio G. M. Tavormina. Medico Psichiatra
seconda parte
Il cervello e l’amore romantico
Le persone che sperimentano l’amore romantico mostrano una serie di cognizioni, emozioni e comportamenti suggestivi di un’intensificata attività del BAS-SLO, che è un meccanismo biologico che si ritiene abbia un ruolo nell’ impulso del comportamento umano e sia associato ai circuiti dopaminergici di ricompensa e motivazione (Johnson, 2012). Froemke e Young (2021) hanno suggerito la tesi che l’ossitocina agisca sui percorsi motivazionali per aumentare l’importanza di specifici stimoli sociali. Nell’uomo, ciò può avvenire nell’area tegmentale ventrale (VTA), una zona del mesencefalo (area centrale e antica del cervello) che ha cellule nervose dopaminergiche. Secondo la tesi di Bode il sistema di attrazione del legame nell’amore romantico è caratterizzato sia dall’attività dell’ossitocina che della dopamina, tra gli altri fattori. La dopamina è una sostanza chimica che il nostro cervello rilascia durante l’amore romantico ed è il mediatore chimico che induce all’azione, al movimento e al piacere. In sostanza, l’amore attiva percorsi nel cervello che inducono sentimenti positivi e di attrazione.
L’effetto dell’ossitocina sul benessere emotivo
Oltre al suo ruolo nel favorire legami romantici, l’ossitocina è anche associata al benessere emotivo. Elevati livelli di questo ormone sono spesso correlati a una maggiore fiducia, empatia e senso di sicurezza nelle relazioni, contribuendo a stabilizzare l’equilibrio emotivo tra i partner. L’ossitocina e la vasopressina facilitano e stimolano la genitorialità in ambo i sessi, l’amore e la relazione madre- figlio, la protezione del partner, l’accudimento amorevole della prole. L’ossitocina inoltre facilita un comportamento rilassato, la nascita, l’allattamento e l’amore consensuale (Carter & Porges, 2013).
Come stimolare l’ossitocina.
Esistono diverse attività che possono stimolare la produzione di ossitocina, contribuendo a rafforzare il legame romantico. Abbracci, carezze, e momenti di intimità fisica sono solo alcuni esempi di comportamenti che possono aumentare i livelli di questo ormone, promuovendo e garantendo un ambiente amorevole e sano all’interno della coppia. Anche un semplice sorriso di un neonato stimola in noi accudimento e cure amorevoli.
Conclusioni dell’Autore
Dunque l’Amore romantico e l’Ossitocina sono intrinsecamente legati, contribuendo alla formazione e al mantenimento di relazioni sentimentali o solo affettuose. Conoscere e comprendere il ruolo di questo ormone nell’amore può aiutare a promuovere relazioni più forti e durature. L’amore romantico è un sentimento complesso in cui interagiscono molti fattori e più mediatori chimici, che determinano il tessuto romantico delle relazioni umane. «L’amore è la più saggia delle follie, un’amarezza capace di soffocare, una dolcezza capace di guarire» (William Shakespeare).
Bibliografia: 1. Bode A, Kavanagh P (2023). Romantic Love and Behavioral Activation System Sensitivity to a Loved One. Behavioral Sciences. DOI: 10.3390/bs13110921; 2. Carter, C. S., & Porges, S. W. (2013). The biochemistry of love: An oxytocin hypothesis. EMBO reports, 14(1), 12–16. 3. Froemke, R.; Young, L. Oxytocin, Neural Plasticity, and Social Behavior. Annu. Rev. Neurosci. 2021, 44, 359–381. [Google Scholar] [CrossRef] [PubMed] 4. Johnson, S.L.; Edge, M.D.; Holmes, M.K.; Carver, C.S. The behavioral activation system and mania. Annu. Rev. Clin. Psychol. 2012, 8, 243–267. [Google Scholar] [CrossRef]
P.S. L’ossitocina, ormone secreto dall’Ipofisi, migliora l’umore e induce una sensazione di benessere, riduce ansia e stress. Viene prodotta in maggiore quantità se si mangiano i seguenti alimenti: uova, riso integrale, noci, salmone, patate, legumi, banane, yogurt, cioccolato, vaniglia. Ricordiamo per completezza che sul versante medico (ostetrico) l’Ossitocina è importante (con altri ormoni) in gravidanza perché stimola le contrazioni uterine durante il travaglio di parto facilitando l’espulsione del feto, ma è importantissima anche per rinsaldare il rapporto madre-neonato e poi madre-figlio/a, avviando l’allattamento al seno e proseguendolo per mesi..
