
prima parte
I consigli sulle precauzioni da adottare per evitare patologie della pelle legate ai raggi UV sono applicati da molte mamme e papà di oggi. Prendiamo spunto da quello che ha scritto anche la Prof.ssa Iria Neri, Responsabile U.O.C. di Dermatologia Pediatrica e Malattie Rare e Complesse in età pediatrica c/o l’Università di Bologna, già Presidente SIDerP (Società Italiana Dermatologia Pediatrica). Noi ne parliamo ogni anno da 12 anni su queste pagine perchè, lo sanno tutti, il sole è diventato molto più aggressivo e dannoso. L’inquinamento radioattivo cui siamo sottoposti oggi è molto più intenso di 25 anni fa a partire dal famoso buco dell’ozono con maggior passaggio di radiazioni: ormai per scottarsi al sole bastano 1-2 ore; 25 anni fa occorreva una esposizione al sole di 6-8 ore . Lo scriveva già alcuni anni fa il collega Matteo Cagnoni, dermatologo, autore del libro “Se la pelle parlasse”. Le vacanze al mare sono un momento molto atteso dai bambini, ma occorre fare attenzione per evitare spiacevoli inconvenienti, soprattutto nei bambini molto piccoli, perché la loro pelle è molto delicata. E’ bene perciò ricordare alcune regole per proteggerli e passare un’estate sicura per i più piccoli. Occorre preliminarmente valutare lo stato della pelle del bambino. (1) Se avesse (o avesse avuto) per esempio una dermatite preesistente come la dermatite atopica occorrerebbe essere prudenti e trattare precedentemente le lesioni che potrebbero peggiorare o infettarsi durante il soggiorno al mare. (2) Se il bambino fosse portatore di altre patologie è necessario chiedere allo specialista che lo ha in cura come comportarsi. (3) Nel bambino sano si devono però, comunque, evitare i danni da esposizione solare e il colpo di calore.
Le indicazioni variano in base all’età e al colore della pelle o fototipo; è necessaria una maggiore prudenza (è intuitivo) se il bambino avesse la pelle chiara e gli occhi chiari (fototipo I o II) In generale si devono considerare l’esposizione solare e la temperatura esterna. (A) Vanno rispettati gli orari di esposizione che deve avvenire al mattino e nel pomeriggio evitando le ore più calde tra le 12 e le 16. Questa fascia oraria potrebbe però variare a seconda della sede geografica del soggiorno. Questo per evitare i danni da eccessiva esposizione solare come eritema e ustione solare e il colpo di calore. Nelle ore più calde il bambino va protetto e, se lasciato in spiaggia, deve stare all’ombra sotto l’ombrellone; tuttavia si deve sapere che la sabbia riflette i raggi solari e anche all’ombra ci si può scottare. (B) Se la temperatura fosse alta per la ridotta capacità di termoregolazione dei bambini, si devono bagnare spesso i capelli e mettere anche un cappellino. (C) Per il bagno bisogna tenere presente che i piccoli, come detto sopra, hanno una ridotta capacità di termoregolazione e che l’acqua ha una temperatura inferiore a quella corporea. Pertanto sino ai 6 mesi il contatto con l’acqua deve essere prudente e si consiglia sia di bagnare porzioni limitate del corpo, esempio le sole estremità, sia di limitare il tempo di contatto. Quando fosse possibile, per il bagno dei lattanti si possono utilizzare piccole piscine da spiaggia con acqua preriscaldata al sole. Vi sono poi delle indicazioni per il “dopo il bagno”. (1) Subito dopo il contatto con l’acqua del mare si consiglia di fare un bagnetto con acqua dolce per togliere la salsedine che tende a seccare la pelle e le eventuali sostanze inquinanti presenti quando l’acqua del mare non è pulita. (2) Inoltre si dovrebbe evitare il contatto della pelle bagnata con la sabbia per evitare fenomeni irritativi. Pertanto, dopo il bagno, la pelle deve essere accuratamente asciugata.
Molte Mamme desiderano sapere quale tipo di crema solare usare e quali sono le regole per l’uso corretto; ebbene alla Prof.ssa Neri preme sottolineare che il sole, se preso correttamente, fa bene anche se molto importanti sono le regole di una corretta esposizione, vale a dire orari e tempo di esposizione che devono essere rispettati anche quando viene applicata la crema solare. A differenza di quanto comunemente creduto, i nevi melanociti non necessitano di protezione diversa di quella della pelle normale del bambino. Nella scelta della crema solare si devono considerare fattore di protezione (30 o 50), il tipo di filtro (fisico o chimico) e la formulazione del prodotto (crema, latte, emulsione, spray). Nel bambino sano con pelle chiara, fototipo I e II, deve essere usata una crema con fattore di protezione alto 50+ che non permette di stare di più al sole ma di evitare le scottature solari. Nei bambini con pelle più scura o già abbronzati si può utilizzare una crema con fattore di protezione 30+. N.B. E’ importante proteggersi con creme anche nei giorni con cielo coperto poiché le nuvole lasciano filtrare i raggi ultravioletti.
In base alle molecole che contengono i solari si suddividono in fisici e chimici. I primi (solari con filtri fisici) sono meglio tollerati ma meno gradevoli perché sono meno facilmente spalmabili e lasciano uno strato bianco sulla pelle. Trovano indicazione nei bambini piccoli e in quelli affetti da patologia cutanea. I solari con filtri chimici in genere sono ben tollerati, però, anche se raramente, possono dare allergia. Le aziende forniscono una vasta gamma di prodotti: in genere nei bambini si consiglia la crema. Gli spray sono più facili da usare ma occorre stare attenti quando si applica per il rischio di inalazione. Occorre ricordare che la crema solare dovrebbe essere applicata in quantità sufficiente su tutta la pelle, 20 minuti prima dell’esposizione, per favorire l’assorbimento e inoltre deve essere riapplicata ogni 2 ore e dopo ogni bagno. Tutto ciò per evitare nell’infanzia le scottature solari intense che favoriscono l’insorgenza di tumori in età adulta. Non ci sono ancora prove di un effetto protettivo della protezione solare contro lo sviluppo di nevi melanocitici nei bambini. Nei bambini va usata la crema doposole. Dopo una giornata al mare la crema idratante dovrebbe essere applicata per contrastare la secchezza della pelle indotta dai cristalli di sale e dagli agenti atmosferici come il vento. Si può utilizzare un doposole specifico del commercio o una crema idratante; in genere si preferiscono quelle meno grasse. Lunedì… la seconda parte
