L’uso dell’Intelligenza artificiale in Medicina comporta però… anche dei rischi

parte seconda

Uno dei rischi più importanti legato all’uso dell’intelligenza artificiale in Medicina riguarda il fatto che i Sistemi utilizzati non siano stati ancora sufficientemente testati e supportati da prove scientifiche. Dovrebbero essere condotti Studi clinici con dati metodologicamente più convincenti e coinvolgenti più Centri individuati tra Ospedali qualificati e Istituti Universitari (studi multicentrici) che valutino gli effetti in maniera casuale (studi randomizzati) su un adeguato campione rappresentativo della popolazione presa in esame, a partire dall’inizio dello studio e fino alla sua conclusione (studi prospettici). Queste considerazioni sono contenute nel Documento –Linee guida sull’uso dei sistemi intelligenza artificiale in ambito diagnostico, anno 2021 di cui il Prof. Eugenio Santoro è anche coautore, pubblicato dal Ministero della Salute (Consiglio Superiore di Sanità, Presidente Prof. Franco Locatelli – che rappresenta uno strumento fondamentale per chi sviluppa sistemi di IA in medicina e per chi (medici, pazienti, familiari, care-givers) poi li utilizzerà.

I Sistemi di intelligenza articiale, poi, andrebbero istruiti adeguatamente per evitare distorsioni di valutazione. In letteratura, infatti, sono stati documentati casi di strumenti di intelligenza artificiale che hanno fallito nel rispondere a determinati quesiti (diagnostici, prognostici, predittivi) perché i pazienti per i quali si cercava la risposta non erano adeguatamente rappresentati nel campione con il quale il sistema era stato istruito. Occorre tenere presente anche il fenomeno della black box, cioè la propensione del sistema di intelligenza artificiale a scegliere e fornire risposte “difficili”.

Daltra parte, non bisogna immaginare lintelligenza artificiale come qualcosa che andrà a sostituire il Medico: gli strumenti saranno anche intelligenti, ma le decisioni finali rimangono al Medico specialista per ovvie questioni etiche e deontologiche e di responsabilità.

Infine, è necessario che, anche a livello istituzionale, questi strumenti siano regolamentati in accordo con la nuova Normativa Europea sui dispositivi medici (a cui questi strumenti in gran parte afferiscono), mediante regole più rigide, in termini di richiesta di prove di sicurezza ed efficacia, ai fini della loro approvazione e introduzione sul mercato. Questi ultimi due nostri articoli sono tratti da un lavoro firmato dal Prof. Eugenio Santoro, nato nel 1938, illustre Collega Chirurgo toracico e oncologo di fama mondiale, Editing Raffaella Gatta, ricercatrice anch’ella c/o Istituto Negri e brillante divulgatrice scientifica.

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