
Uno sguardo molto interessato lo stiamo gettando anche Noi pediatri appartenenti a questa associazione a promozione sociale, sulla rinnovata realtà degli Oratori, così bene descritta nell’articolo scritto dalla giornalista Ilaria Beretta sul quotidiano Avvenire del 24 giugno 2024, perché anche noi auspicavamo da tempo una provvidenziale adesione dei ragazzi di tutta Italia a servizi del genere. Operazione aggregante che io ho personalmente visto con gioia realizzarsi a Roma nell’Oratorio trasformato in Centro estivo della Parrocchia S. Giovanna Antida Thouret, Diocesi di Roma alla quale molti giovanissimi si sono iscritti, in massa, per vivere l’esperienza gratificante degli Oratori, così ricchi di iniziative anche sportive, così gradite in età giovanile… e non solo.
Ma come mai la notizia ha destato il nostro interesse? Ma perché i Centri Educativi per bambini e giovani associati alle parrocchie sono spazi che si stanno estendendo dal Nord alle regioni del Sud dove non ci sono mai stati. Ed infatti, sono una confortante realtà, propria dell’estate 2024 che segna una crescita di strutture di accoglienza , alias oratori adattati, un pò in tutta Italia. Ora, stiamo assistendo ad una trasformazione, ecclesiale e sociale, di centri in Puglia, come in Sicilia, in Sardegna come anche Umbria, Abruzzo e Calabria; queste sono alcune regioni italiane che hanno abbracciato la tradizione degli ORATORI – fino a qualche decennio fa esclusiva del Nord Italia – e l’hanno adattata alle proprie realtà, apportando nuova linfa e nuove possibilità di sano svago per i ragazzi del territorio.
“Gli Oratori oggi – ne parla don Riccardo Pincerato, responsabile del Servizio nazionale per la Pastorale giovanile – sono realtà dinamiche e diverse. In alcune zone d’Italia ci sono strutture fisiche e associazioni apposite che sostengono l’opera degli oratori e che sono forse l’espressione più nota dell’oratorialità; altrove invece sono semplici gruppi di giovani adulti che si mettono insieme nel contesto di una Parrocchia e offrono una proposta educativa per ragazzi da prolungare anche durante l’inverno, oltre che per l’estate. Sono esperienze diverse ma tutte dimostrano l’intenzione educativa, quale espressione condivisa delle comunità cristiane. Con gli oratori la Chiesa si avvicina alle nuove generazioni e anche alla realtà civile, dialogando con i Comuni, le scuole e le associazioni sportive per fare rete e individuare possibilità e mancanze da eliminare”. E questa sembra essere la condizione collaborativa più consona ai nostri tempi ed alle più recenti conquiste tecnologiche da tempo adottate dai giovani con i social, di cui parliamo da tempo perché finalmente anche lo Stato è intenzionato ad operare in questa direzione. Oggi sono molte le forme in cui operano queste Comunità Educanti, bisogna per un momento abbandonare la realtà diocesana milanese spesso adottata quando si parla di oratori, perché attualmente sono operative altre grandi strutture organizzate nei quartieri, per accogliere, specie d’estate, una fiumana di gioventù felice di esserci e di essere ascoltata, conclude Don Piccerato.
Ed è così in tante altre Diocesi d’Italia, tra cui quella di Perugia dove solo nel 2009 è nato il Forum degli Oratori Italiani (FOI) di cui don Riccardo Pascolini è segretario che spiega: “Oggi in diocesi abbiamo 35 oratori attivi e, ogni anno, ne sorgono di nuovi: gli ultimi sono quello di Santa Lucia a Perugia e l’oratorio di Vernazzano, presso il Lago Trasimeno. Quest’anno al Grest accogliamo 3.500 ragazzi e 1.200 educatori. E’ vero, il nostro è ancora un “oratorio adolescente”, visto che il coordinamento esiste da appena 16 anni, ma sono testimone di una progressione significativa. I primi oratori sono nati in alcune realtà storiche, poi l’esperienza si è diffusa a tappeto, e oggi è presente in tutte le unità pastorali della diocesi”. Gli Oratori umbri si caratterizzano per una dimensione familiare ma i piccoli numeri sono il collante di una comunità compatta che si fa carico dei bisogni educativi e sociali dei ragazzi. Gli oratori offrono uno spazio di gioco e intrattenimento ma, attenzione, anche formazione musicale, teatrale e attività sportive molto gradite dai ragazzi. “Con i Comuni e gli altri Enti del terzo settore attivi sul territorio – continua don Pascolini – ci coordiniamo e collaboriamo per dare una risposta organica e polivalente ai bisogni delle famiglie. Quasi tutti gli oratori hanno un doposcuola, sono frequentati da bambini e ragazzi di nazionalità e lingue diverse e diventano anche un luogo di integrazione per i giovani stranieri che arrivano nel nostro Paese”. Anche in Puglia gli oratori sono stati una bella scoperta: oggi ce ne sono circa 800, strutture flessibili modulate in base alle esigenze del territorio. “La nascita degli ultimi Oratori in Puglia – illustra alla giornalista Ilaria Beretta don Davide Abascià, incaricato per la Pastorale giovanile regionale – ha evidenziato come la mancanza di parchi, giardini e piazze nei quartieri sia stata sostituita dalla presenza dell’oratorio ritenuto spazio di versatile socialità. A livello regionale poi gli Oratori si caratterizzano anche per l’integrazione, con i nostri, di molti ragazzi e bambini appartenenti alle famiglie immigrate. Pian piano tutti i Comuni hanno imparato a riconoscere il bene gratuito offerto al territorio come un Servizio educativo per ragazzi e famiglie”. E si perché tali realtà hanno ricadute positive anche sulla qualità della vita dei familiari di questi ragazzi, felici di stare insieme e di essere…finalmente ascoltati, allontanando così ansia e depressione, condizioni che sono molto frequenti in soggetti molto giovani che rischiano, altrimenti, di trovare rifugio esclusivamente in un pericoloso isolamento, come più volte abbiamo segnalato.
