parte prima
Sappiamo che molte sono le attività divertenti che si possono fare in spiaggia e chi ha bambini sa quanto sia difficile tenerli sotto l’ombrellone così come spalmare la crema solare per proteggerli dalle scottature. È però importantissimo farlo perché la pelle dei neonati e dei bambini non ha le fisiologiche capacità di protezione e difesa di quella degli adulti, che si svilupperanno infatti, intorno ai 15 anni di età quindi è più predisposta ai danni causati dai raggi UV. Inoltre dalla letteratura scientifica sappiamo che le scottature solari dell’infanzia e dell’adolescenza sono un fattore di rischio per lo sviluppo di tumori nell’età adulta. Conoscere i rischi del sole e proteggere i bambini significa “prevenire l’insorgenza di melanomi e tumori della pelle” quando saranno grandi. A Piccole dosi, grandi Benefici. Dall’IOR (Istituto Oncologico Romagnolo) abbiamo ricevuto molte preziose informazioni sui rischi del sole e su come proteggere i bambini. Infatti un altro prezioso contributo lo abbiamo avuto (aggiornato al 20 giugno 2024) dal Collega pediatra Dott. Giovanni Caso, autore di molti articoli su Amico Pediatra. Certo è che stare all’aria aperta esponendosi al sole genera una piacevole sensazione di benessere, stimola le difese immunitarie e favorisce la produzione di vitamina D fondamentale per lo sviluppo e crescita di ossa e denti e per l’efficienza stessa del sistema immunitario. Peraltro l’esposizione eccessiva e senza protezione provoca danni cutanei, da lievi a gravi…fino allo sviluppo, a distanza di anni, di tumori cutanei. Sono qui elencati gli effetti delle radiazioni solari sulla pelle e le raccomandazioni da seguire per proteggere efficacemente i bambini dai danni del Sole, che emette 3 tipi di raggi ultravioletti: 1) gli UVC che non raggiungono la pelle perché vengono intercettati dall’atmosfera; 2) gli UVB, a breve lunghezza d’onda, agiscono sugli strati superficiali della pelle causando eritema e scottature; 3) gli UVA, a lunghezza d’onda maggiore, penetrano più in profondità e sono responsabili dell’invecchiamento della pelle e dei danni da fotosensibilizzazione (alcuni farmaci e cosmetici, in seguito all’esposizione al sole, provocano l’irritazione della pelle). UVA e UVB insieme, possono favorire nel tempo l’insorgenza di tumori maligni della pelle (come melanomi e basaliomi), provocando alterazioni del DNA cellulare e, contemporaneamente, riducendo la capacità del sistema immunitario di contrastare lo sviluppo di cellule tumorali. È bene ricordare che l‘intensità dell’irradiazione solare aumenta: a) in alcuni momenti della giornata quando tra le ore 11 e le ore 16 si concentra il 95% dell’irradiazione quotidiana; b) con la stagione estiva, nel nostro emisfero; c) con l’altitudine +4% ogni 300 metri di altitudine; c) con la latitudine: aumenta man mano che ci si avvicina all’Equatore e nelle vicinanze di superfici riflettenti: neve +80%, sabbia +20% e acqua +5%. La protezione naturale contro i raggi UV è data dalla melanina, pigmento cutaneo prodotto da alcune cellule della pelle (dette melanociti). L’esposizione al sole stimola la produzione di melanina, determinando l’abbronzatura che ha lo scopo di proteggere la pelle dalle radiazioni solari. Inoltre si badi bene che il grado di protezione naturale della pelle dall’azione nociva del sole dipende dal fototipo. I fototipi sono 6 (secondo la Scala di Fitzpatrick, dal nome del dermatologo statunitense che l’ha ideata): Fototipo I: Pelle bianca, capelli rossi o biondi, occhi azzurri, lentiggini: si ustiona sempre e non si abbronza mai. Fototipo II: Pelle bianca, capelli rossi o biondi, occhi azzurri, verdi o castani: si scotta spesso, si abbronza di rado. Fototipo III: Pelle color crema, occhi di qualsiasi colore: talora si scotta, ma pian piano si abbronza. Fototipo IV: Colorito bruno mediterraneo: si scotta di rado, si abbronza facilmente. Fototipo V: Coloritoscuro asiatico: si scotta molto di rado e si abbronza facilmente. Fototipo VI: pelle nera: non si ustiona mai e si abbronza molto facilmente. Le pelli di fototipo I sono le meno protette dal sole; quelle di fototipo VI le più protette. In particolare la pelle del fototipo I, con capelli rossi ed efelidi, produce un tipo di melanina (detta feomelanina), molto meno efficiente nel proteggere dai raggi UV rispetto agli altri fototipi, che producono un tipo di melanina detta eumelanina. La possibilità di sviluppare tumori della pelle dipende pertanto dalla combinazione di diversi fattori: fototipo, ereditarietà (genetica ed epigenetica), precedenti tumori della pelle, presenza di molti nei sulla pelle, scottature solari nell’infanzia e nell’adolescenza, esposizione abituale al sole per motivi di lavoro o pratica sportiva. E’ cosa nota che i raggi solari siano più nocivi per i bambini – soprattutto se più piccoli d’età – qualora siano lungamente esposti agli effetti nocivi dei raggi UV, perché lo strato corneo superficiale della loro pelle è più sottile, la produzione di melanina è minore e la pelle si disidrata più rapidamente. Ciò favorisce le scottature e la penetrazione in profondità dei RUV, e quindi gli effetti mutageni (cioè causa di mutazioni del DNA) sulle cellule degli strati più profondi dell’epidermide. Ma l’effetto nocivo del sole si esplica anche sugli occhi e sulla delicata pelle delle palpebre, per cui anche gli occhi devono essere protetti con particolare attenzione dalle radiazioni solari. Ma come proteggerli? Lo vedremo domani.
