
Sono stati recentemente alcuni casi. Le malattie e i malanni che ci preoccupano sono tante, soprattutto quando si tratta di bambini. Ma non sempre si hanno le conoscenze adatte per riconoscerne i sintomi e sapere come trattarli. Non tutti sanno che la listeria (tratto anche da Nostrofiglio) può colpire i bambini fina dalla nascita perché la listeriosi è un’infezione dovuta a un batterio che si diffonde tramite gli alimenti contaminati. Si tratta quindi di una tossinfezione alimentare, dovuta a un batterio, la Listeria monocytogenes, che si trova normalmente nell’acqua e nel terreno. La listeria può perciò trovarsi su verdura e ortaggi, ma anche su animali che non presentano sintomi. Esistono due forme di listeriosi: a) la Listeriosi tipica delle tossinfezioni alimentari; (b) la Listeriosi invasiva, o sistemica, molto più rara, che dall’intestino si diffonde nel resto dell’organismo fino a giungere al Sistema Nervoso provocando conseguenze anche molto gravi come meningoencefaliti o sepsi o endocarditi. Ma, pur trattandosi di un’infezione che può avere conseguenze gravi, nella maggior parte dei casi si tratta di infezione facilmente risolvibile. La listeriosi nei bambini non deve preoccupare particolarmente, ma ad essere più a rischio sono i soggetti “fragili” come gli immunodepressi, i malati di cancro, di diabete mellito e, ovviamente, i neonati con un Sistema Immunitario molto debole.
Bisogna anche tenere presente che l‘infezione da listeria è particolarmente rischiosa in gravidanza potendo portare all’aborto o a morte in utero. I neonati possono contrarre la listeriosi in utero, da una madre infetta. Infatti, se è vero che i neonati non mangiano i nostri cibi eventualmente infettati, è pur vero che l’infezione durante la gestazione può raggiungere il feto, che poi può sviluppare i primi sintomi dopo poche ore (forma precoce) o giorni dalla nascita ma anche dopo settimane (forma tardiva). Si tratta di una condizione molto grave che può degenerare in sepsi, e talvolta poi, in meningite o encefalite. Si stima che tra il 10 e il 50% dei neonati colpiti da listeriosi muoia, per questo è necessario fare prevenzione in gravidanza per evitare assolutamente il contagio. Una volta le nostre nonne, a torto o a ragione, lavavano frutta e verdure con aggiunta di bicarbonato o di cloro per ridurre la presenza di tali batteri o di salmonella o di Escherichia coli.
Prevenire o eliminare il batterio della Listeria è perentorio, per cui l’arma principale per uccidere questo germe è la cottura a temperature superiori a 65° C. La Listeria può però contaminare i cibi dopo la loro produzione: ad esempio la contaminazione può verificarsi dopo la cottura degli alimenti, ma prima del loro confezionamento.
L’OMS consiglia di refrigerare gli alimenti a temperature inferiori ai 5° C: a casa si consiglia ai consumatori di tenere bassa la temperatura del frigorifero per limitare la potenziale crescita di batteri perché al contrario di molti altri batteri di origine alimentare, la Listeria, in particolare tollera gli ambienti salati e può moltiplicarsi anche a basse temperature (tra +2°C e +4°C).
Sintomatologia della Listeriosi post-neonatale: essendo la listeriosi una tossinfezione alimentare, si manifesta dopo aver ingerito cibo contaminato. Proprio per questo, i sintomi sono molto simili a quelli di altre intossicazioni, e possono essere: diarrea, nausea e vomito, febbre, dolori muscolari . La listeriosi si presenta quindi come una gastroenterite o influenza intestinale, per passare, come questa, velocemente. Ma se diventa invasiva, l’infezione da listeria può raggiungere il Sistema nervoso e in quel caso si potranno avere mal di testa, stato confusionale, vertigini con perdita di equilibrio e irrigidimento del collo. La forma invasiva può manifestarsi anche qualche settimana dopo aver ingerito cibo contaminato, per cui è molto difficile da ricollegare (ed è anche più rara, quasi inesistente nei soggetti sani).
Misure preventive: per proteggere i neonati dalla listeriosi, potendo l’infezione rivelarsi anche mortale, è necessario seguire le indicazioni di prevenzione in gravidanza, che sono le stesse da adottare con i bambini, anche se per loro il rischio di sviluppare una “semplice” forma gastrointestinale è veramente raro. Le buone abitudini (Nostrofiglio, Pianeta mamme) da seguire per evitare la listeriosi sono: (a) cuocere bene il cibo; (b) evitare di far entrare in contatto carne cruda con altri cibi, specialmente quelli già cotti (organizzare il frigo in maniera accurata); (c) lavare bene qualsiasi alimento, specialmente le verdure, (d) consumare latticini pastorizzati, (e) lavare bene mani e utensili con cui si lavorano gli alimenti crudi. Queste buone regole dovrebbero tenere lontana la listeriosi anche se, come abbiamo detto, la listeria nei bambini è di solito una diarrea o poco più e non ha conseguenze gravi. Ma è bene conoscere anche tale malattia soprattutto se in casa ci sono soggetti fragili come neonati, soggetti immunodepressi, diabetici o anche donne gravide; in questi casi è meglio fare attenzione e giungere alla diagnosi precoce qualora essi abbiano sintomi sospetti, diagnosi che può essere fatta soprattutto mediante l’isolamento colturale del batterio da sangue, liquor (liquido cefalo-spinale da estrarre mediante Puntura lombare), liquido amniotico o altri materiali biologici.
