
Noi non finiremo mai di sostenere l’importanza della conoscenza delle le misure preventive in nostro possesso in modo da evitare, ove possibile, malattie e invalidità anche nei soggetti in età pediatrica. I vantaggi sono immensi e possono evitare spese mediche e ricoveri ospedalieri prevenendo i danni dovuti a determinate malattie o eliminando la causa responsabile di una specifica patologia oppure impedendole di colpire l’essere umano evitando la malattia stessa. Purtroppo tale comportamento è proprio dei Paesi sviluppati, industrializzati e quindi più ricchi. L’Italia si difende come può, anche se ha dovuto affrontare in questi ultimi decenni notevoli cambiamenti sociali ed economici. Ma in campo pediatrico possiamo testimoniare che la Pediatria Preventiva è stata sempre al primo posto tra gli interventi sociosanitari adottati, dietro suggerimenti, proposte e progetti inoltrati dalle nostre più prestigiose società scientifiche (tra cui la Società Italiana di Pediatria) alla nostra Sanità pubblica (ISS), pur non possedendo ingenti ricchezze. Ricordiamo che tre tipi di prevenzione conosciamo. 1) La “Prevenzione primaria” comprende molte misure che mirano a prevenire condizioni patologiche prima che esse si siano manifestate. Ai primi del novecento in molti Paesi più evoluti molta importanza ha avuto quella che fu chiamata “prevenzione primaria sociale” comprendente le reti fognarie, la bonificazione dell’acqua, il miglioramento dell’edilizia, il controllo igienico degli alimenti immessi sul mercato compresa la pastorizzazione del latte, le disinfestazioni periodiche o su segnalazioni. Per quanto riguarda i bambini, molti sono stati i programmi di prevenzione pediatrica, a partire dalla fluorazione dell’acqua, nonché misure preventive per eliminare i rischi (per depressione) da incidenti, avvelenamenti, suicidi e omicidi; inoltre numerosi sono stati realizzati i programmi di educazione sanitaria e sessuale e di prevenzione, ad esempio, per evitare la diffusione dell’AIDS e non dimentichiamo gli sforzi messi in campo per prevenire l’alcol e la tossicodipendenza anche tra i minori. Entrando nello specifico, dobbiamo ricordare con orgoglio (perché ho partecipato quale consulente di vari assessori alla sanità e alle politiche sociali a riunioni di politica sanitaria relativi alla definizione e potenziamento dei consultori familiari negli anni intorno al 1990 e seguenti anche come capo Area di integrazione sociosanitaria della Regione Lazio anni fa). E difatti in Italia è stato centrato l’obiettivo di far effettuare visite periodiche di controllo anche nei consultori nei primi anni di vita con aggiornamenti in cartella clinica dello stato di salute dei bambini per favorire una crescita ed uno sviluppo normale valutando tutti i progressi dei bambini, risolvendo gli inevitabili problemi e prevenendo su larga scala molte malattie come quelle infettive (prime fra tutte vaiolo e poliomielite debellate mediante vaccinazione, ecc.). I nostri consultori familiari stanno operando bene già da molti anni su tutto il territorio nazionale, nel rispetto delle direttive delle varie USL divenute poi ASL. In molte città sono stati attivati dalle Ostetricie e Neonatologie i colloqui in epoca pre-natale e, alla nascita, nei casi di neonati pre-termine o small for date (dismaturi di peso inferiore rispetto all’età gestazionale) o nati con patologie evidenziate ecograficamente in corso di gravidanza, come abbiamo recentemente ricordato parlando di malattie genetiche definite anche malattie rare. In tali centri si stabilisce spesso un rapporto diretto, confidenziale, amichevole che aiuta molte coppie a superare le ansie che accompagnano i genitori nei primi anni di vita del proprio bambino. Gettate le basi per un proficuo rapporto pediatra-bambino-genitori vengono quindi forniti al pediatra tutti gli elementi ( o informazioni) mediante l’anamnesi in modo da prevedere gli eventuali problemi di un neonato, potendo effettuare una diagnosi precoce scoprendo patologie in fase iniziale del loro sviluppo, laddove sia impossibile evitare i fattori che causano la loro insorgenza. E non è facile assistere un neonato e poi o a un bambino o a un adolescente e molto viene attualmente delegato al pediatra di fiducia che deve a sua volta riempire una sua cartella contenente esame obiettivo ed esiti delle visite periodiche a costruire un identikit del soggetto di cui si è presa cura, tanto da essere in grado di intervenire tempestivamente nel caso sopraggiungano patologie. Le visite di controllo prevedono misure preventive fondamentali come le vaccinazioni offerte gratuitamente secondo il Piano Nazionale di Prevenzione vaccinale che si rinnova ogni tre anni.
2) La Prevenzione secondaria comprende invece le misure atte a riconoscere e ad eliminare le condizioni favorenti le malattie (mediante screening) oppure per identificare e curare le malattie in stadio iniziale (esempio: screening della scoliosi giovanile o di patologie che possono aprire la strada a tumori invasivi oppure di patologie croniche invalidanti). Ma qui entriamo in quella che è chiamata prevenzione terziaria. (3) La Prevenzione terziaria consiste nell’evidenziare precocemente eventuali recidive di una malattia già diagnosticata, di solito cronica, e in trattamento: ciò allo scopo di prevenire complicanze o ulteriori danni che potrebbero emergere (esempi classici sono il diabete mellito, le patologie cardiovascolari, i tumori. Ormai si è creato un sistema socio-sanitario nella nostra sanità che comprende pure la prevenzione del deterioramento progressivo invalidante mediante servizi riabilitativi attivati per migliorare la qualità della vita ed allo scopo di intraprendere nuove strategie terapeutiche, prima che la malattia si diffonda in maniera inesorabile. Per ottenere tali risultati occorre però che il paziente, di qualunque età, resti sotto stretto controllo medico anche in assenza di una sintomatologia specifica. Ci scusiamo per l’esposizione molto ridotta rispetto a un argomento così complesso, che è però importante perché è fondamentale sapere come comportarsi in determinate circostanze o evenienze. La speranza è che la Sanità pubblica riesca ad erogare le risorse necessarie per perfezionare e potenziare i nostri attuali meccanismi di difesa che sono i soli in grado applicare con successo le misure di medicina preventiva dianzi sommariamente descritte.
