seconda parte
Aspettative illusorie.Cerchiamo di capire quali sono le aspettative illusorie che con più frequenza ci possono portare a forti delusioni.
- Supporre, o ancora peggio dare per scontato, che gli altri hanno i nostri stessi pensieri, atteggiamenti, emozioni e comportamenti rispetto ad uno stesso evento/situazione.
Ad esempio, ciò che per noi può essere fonte di gioia per un altro può essere fonte di grande paura. Se noi non lo sappiamo rischiamo di far qualcosa con l’aspettativa di ricevere un grazie ed invece ci arriva un rifiuto. Da qui potrebbe nascere una grande delusione e la convinzione erronea che è sbagliato fare qualcosa per gli altri perché non lo apprezzano. La cosa migliore resta invece sempre il dialogo non giudicante con l’altro affinché ciascuno possa comprendere realmente cosa sia accaduto, Non bisogna costruire false interpretazioni sulla persona, sull’accaduto o ancor peggio trarne conferma con delle generalizzazioni negative.
° Pensare e dare per scontato che ciò che abbiamo oggi nel presente, che siano persone, cose o situazioni, ci saranno sempre o che resteranno immutate nel tempo. La nostra mente cerca stabilità e sicurezza per un proprio equilibrio psichico. Essa tende a mantenere salde le proprie convinzioni su sé stessi, sugli altri e sul mondo e ci porta a leggere ciò che accade attraverso queste griglie. Questo però non sempre ci aiuta a capire prospettive diverse dalla nostra e soprattutto ad accettare che le cose possono cambiare. Questo prepara il terreno per grandi delusioni. A volte invece cambiare queste convinzioni, soprattutto se negative, diventa fondamentale per il nostro benessere emotivo. Lo psicoterapeuta Eric Berne (2008) diceva che il bimbo nei primi anni di vita, influenzato dalle esperienze con i propri genitori, costruirà le proprie convinzioni su sé, sugli altri e sul mondo. Esse saranno alla base delle decisioni del suo copione di vita. Questo piano di vita inconscio lo accompagnerà sempre condizionando le sue scelte. A meno che, la persona non faccia un percorso su se stessa ed avvii un processo di cambiamento interiore. Ad esempio, un bambino cresciuto con genitori poco attenti ai suoi bisogni e alle sue richieste emotive si sentirà poco considerato. Egli per sentirsi visto ed amato inizia prendersi lui cura dei genitori, compiacendoli. Molto probabilmente crescerà con la convinzione di non essere abbastanza importante e che per essere accettato o amato deve soddisfare le richieste degli altri. Crederà che non può chiedere aiuto agli altri e se lo facesse le sue richieste verrebbero ignorate; pertanto, impara che è meglio non mostrare loro le sue debolezze e richieste di aiuto per non avere ulteriori delusioni (Steward & Jones, 2000).
Delusione e depressione.
Secondo Berne (2008) queste convinzioni/decisioni saranno alla base del suo piano di vita inconscio. Esse lo porteranno anche da adulto a rivivere gli stessi schemi relazionali disfunzionali che gli confermeranno ancora di più le convinzioni negative su se stesso e sugli altri. Con il risultato di restare sempre più deluso dalla vita e con la possibilità di sviluppare un quadro depressivo. Questa è la risposta alla domanda che le persone si fanno sul perché vivono sempre le stesse situazioni e delusioni. Esse riaprono sempre le ferite e i traumi trascorsi. E allora che fare? L’unica cosa da fare sarebbe iniziare un percorso di cambiamento personale affinché la persona possa modificare il proprio copione di vita limitante in modo da trovare un nuovo spiraglio di luce positiva nella vita.
Come fronteggiare la delusione e vivere con la speranza. La persona che incontriamo probabilmente sta combattendo una battaglia che non conosciamo, ognuno ha le sue ferite emotive, i suoi traumi irrisolti, le sue paure, fragilità ed insicurezze. Se ti ferisse o ti deludesse non pensare che è perché tu non vali abbastanza da essere rispettato e amato. Probabilmente l’altro (così come noi stessi) reagisce in base alle proprie dinamiche personali di vita. Non sta a te prendersi cura di esse, non devi salvarlo, ma solo cercare di essere empatico e gentile con lui/lei. Se puoi, sii una fonte di gioia e benessere nel suo presente e non essere l’ennesima guerra da combattere o nemico da cui difendersi. Attaccare per paura di essere attaccati non è una buona strategia, perché ti farai il vuoto intorno! Pertanto, impara sì a difenderti con spada e scudo se vieni attaccato, ma non corazzarti da testa a piedi per paura. Soprattutto non essere tu a scagliare la prima freccia. Se ti chiudi hai già perso! Pensa che dopo la pioggia torna sempre il sole e l’arcobaleno.
«È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttate via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio» (Antoine de Saint-Exupéry, 2015).
NdR. Ringraziamo di cuore la Collega Romina Tavormina psicologa clinica, redattrice di “Depressione stop” per i suoi preziosi insegnamenti su un argomento di grande interesse, insegnamenti che giungono direttamente al cuore
Bibliografia 1) Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe. Feltrinelli, 2015; 2) Berne E. Ciao! e poi. Tascabili Bompiani, 2008; 3) Steward I, Joines V, L’analisi transazionale, Garzanti, 2000
