VII Rapporto Gimbe: la Sanità è in emergenza

Dalla Redazione DottNet, 08/10/2024 

Notiziario. Dalla Fondazione Gimbe (Gruppo Italiano per la Medicina basata sull’evidenza) é arrivato il Piano di rilancio del Servizio Sanitario Nazionale e la richiesta di un patto politico e sociale per superare la crisi e la carenza di personale con la nota frattura tra Nord e Sud, onde evitare che le persone rinuncino pericolosamente alle cure. Così si può rilanciare il Servizio Sanitario. Il Rapporto che la Fondazione GIMBE pubblica periodicamente rappresenta un prezioso strumento che analizza l condizioni e i problemi della sanità in Italia. L’edizione di quest’anno, dedicata alle criticità del sistema sanitario, acquisisce un interesse particolare, ponendosi come sollecitazione all’applicazione dei principi di universalità e uguaglianza sanciti dalla Costituzione. Il Servizio Sanitario Nazionale costituisce, infatti, una risorsa preziosa ed è pilastro essenziale per la tutela del diritto alla salute, nella sua duplice accezione di fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. La sua efficienza è frutto, naturalmente, delle risorse dedicate e dei modelli organizzativi applicati, responsabilità, quest’ultima, affidata alle Regioni. Per garantire livelli sempre più elevati di qualità nella prevenzione, nella cura e nell’assistenza, è necessaria la costante adozione di misure sinergiche da parte di tutti gli attori coinvolti». Tutto questo lo ha affermato il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel messaggio inviato in occasione della presentazione – presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica – del 7° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Dati, narrative e sondaggi di popolazione – introduce Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – dimostrano che oggi la vera emergenza del Paese è il Servizio Sanitario Nazionale. In Italia vi é (1) un divario della spesa sanitaria pubblica pro capite elevatissimo rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea, (2) cui si aggiunge la crisi motivazionale del personale che abbandona il SSN; (3) il boom della spesa a carico delle famiglie (+10,3%); quasi 4,5 milioni di persone che nel 2023 hanno rinunciato alle cure, di cui 2,5 milioni per motivi economici; (4) la persistenza delle inaccettabili diseguaglianze regionali e territoriali; (5) la migrazione sanitaria e (6) i disagi quotidiani sui tempi di attesa e sui pronto soccorso affollati «dimostrano – afferma il Presidente GIMBE Cartabellottache la tenuta del SSN è prossima al punto di non ritorno, che i princìpi fondanti di universalismo, equità e uguaglianza sono stati ormai traditi e che si sta lentamente sgretolando il diritto costituzionale alla tutela della salute, in particolare per le fasce socio-economiche più deboli, gli anziani e i fragili, per chi vive nel Mezzogiorno e nelle aree interne e disagiate”…. Vedremo le proposte avanzate nei prossimi giorni!

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