La Psicologia dinamico-clinica nell’infanzia, nell’adolescenza e nella famiglia: gli sbocchi professionali 

Dai quotidiani e dai telegiornali riceviamo giornalmente notizie sconfortanti sul diffondersi del disagio tra le fasce sociali più deboli, sia dal punto di vista economico che della salute con una emarginazione crescente e un aumento impressionante di reati ad opera di minorenni anche contro la persona, Occorre porre un freno, intervenire e operare con la collaborazione di tutte le forze coinvolte e con finanziamenti a sostegno delle fasce sociali più deboli (in questi giorni si sta perfezionando la legge di bilancio). Perciò occorre potenziare  i servizi che tutelano le fasce deboli della nostra società, a partire dalla cura della  salute mentale dei nostri minorenni.. allo sbando. Occorre sostenere con provvedimenti legislativi e operativamente le famiglie, le giovani coppie, le aree occupate dagli emarginati e dagli immigrati; vi sono poi i problemi legati alla disabilità. Occorre che i nostri Servizi sociosanitari siano arricchiti dalla partecipazione e dal contributo di professionisti preparati e coraggiosi. Ben venga dunque questa attività didattica curata dalla Cattedra Universitaria con i suoi dipartimenti qui citati . Ed a questo proposito, informiamo i nostri giovani che fornisce ampie possibilità di lavoro, presso l’Università  Sapienza di Roma, la Laurea Magistrale in Psicologia Dinamico-Clinica dell’Infanzia, dell’Adolescenza e della Famiglia curata dal Dipartimento di Psicologia dinamica, Clinica e Salute dove opera un’Area di ricerca ” valutazione e interventi” alla quale contribuiscono sia teoricamente che metodologicamente discipline psicologiche diverse quali la psicologia dinamica, la psicologia clinica, la psicopatologia evolutiva, la psicologia dello sviluppo, dei gruppi familiari e in ambito istituzionale. All’interno di tale cornice teorica e metodologica acquistano grande rilevanza le seguenti Aree:
• Lo sviluppo psicologico tipico ed atipico durante l’infanzia, l’adolescenza e l’età giovanile nell’ambito del contesto familiare ed educativo;
• Lo sviluppo e gli esiti psicopatologici nella prospettiva relazionale ed inter-soggettiva che valorizza le dinamiche familiari e genitori-figli nelle varie fasi del ciclo vitale, le relazioni nel gruppo dei coetanei in adolescenza e le relazioni sentimentali e di coppia;
• Basi neurobiologiche dei disturbi psichici in modo da evidenziare i complessi riflessi e le interazioni fra dimensione psicologica e neurobiologica;
• Valutazione clinica nelle varie fasi dello sviluppo tenendo presente le diverse metodiche esplorative, dal colloquio alle indagini più strutturate basate sull’osservazione e sulla verbalizzazione e alla diagnosi sia di tipo psico-dinamico, sia basate sui Sistemi diagnostici internazionali;
• Interventi clinici sia a carattere preventivo che di sostegno rivolti all’individuo, alla coppia, alla famiglia e al gruppo, valutandone l’efficacia e gli esiti. Seguendo le Indicazioni emerse dalla Conferenza Nazionale dei Presidi di Psicologia non è stato proposto un tirocinio professionalizzante valido ai fini dell’esame di Stato. Viene mantenuto un tirocinio con funzione orientativa, sotto forma di laboratori ancorati ai SSD degli insegnamenti caratterizzanti. La quota dell’impegno orario complessivo a disposizione dello studente per lo studio personale o per altra attività formativa di tipo individuale è pari ad almeno il 60% dello stesso.

…Gli sbocchi professionali

I Laureati, che avranno completato il percorso che abbiamo qui riportato, saranno in grado di esercitare funzioni di grande responsabilità nelle organizzazioni e nei servizi diretti alla persona, ai gruppi e alle comunità. Essi potranno inoltre svolgere, previa iscrizione all’albo professionale, attività libero professionale in campo clinico nonché attività psicologico-cliniche presso enti pubblici e privati; potranno svolgere attività di valutazione e diagnosi clinica nel campo dell’infanzia, dell’adolescenza e della famiglia e predisporre interventi di carattere preventivo, compensativo e di supporto psicologico. In particolare potranno essere parte integrante delle équipes medico-psicologiche dei servizi di salute mentale e di riabilitazione dell’età evolutiva ispirati e previsti dal Piano Nazionale di Azione e di Interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva e dal Progetto Obiettivo Materno-Infantile relativo al “Piano Sanitario Nazionale per il triennio 99-2000” e seguenti. In fondo i problemi emergenti sono sempre gli stessi…Si potrà inoltre operare nelle Strutture educativo-scolastiche e nelle Istituzioni sociali rivolte alla nascita e alla prima infanzia, all’adolescenza e alle famiglie multi-problematiche, quali: U.O.C. pediatriche ospedaliere, Centri di fecondazione assistita, Consultori materno-infantili, adolescenziali e familiari. Si potrà infine operare nelle Comunità per il disagio giovanile, nei Centri di accoglienza per famiglie con minori immigrati e nella rete dei Servizi del privato-sociale. In base alla classificazione degli sbocchi professionali proposti dall’ISTAT, i laureati potranno: 1) progettare, dirigere e condurre ricerche finalizzate a migliorare e ad innovare la conoscenza scientifica sui comportamenti a rischio di individui e di gruppi; 2)  intervenire per migliorarne il benessere psichico, promuovere l’adattamento sociale, educativo e lavorativo di individui e gruppi; 3) diagnosticare e trattare disabilità cognitive nell’infanzia, problemi e disordini mentali, comportamentali ed emotivi di individui, di famiglie e gruppi. Ben inteso, l’esercizio della professione di psicoterapeuta è subordinato all’iscrizione ad un apposito Albo professionale, possibile solo dopo l’acquisizione delle competenze necessarie fornite da specifiche Scuole di specializzazione post-laurea.

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