Ancora …sulle  violenze compiute ai danni delle bambine

terza parte

Completiamo la trasmissione dei dati, dando spazio alle notizie lette sul Report di Terre des hommes, di cui ci occupammo qualche tempo fa, dati che confermano come purtroppo questo problema sia universale. Tutte le bambine del mondo devono essere lasciate in pace, definitivamente, perché hanno diritto di vivere serenamente, il più possibile! Abbiamo già segnalato altri reati come i 12 milioni di bambine che sono costrette a sposarsi. Di buono, per fortuna, c’è che tra il 2020 e il 2022, a livello globale, la percentuale di bambine costrette a sposarsi prima dei 18 anni è diminuita e sono aumentate le adolescenti che hanno potuto continuare gli studi. I progressi, però, non sono omogenei e a rendere ancora più vulnerabili bambine e ragazze hanno contribuito la pandemia e i cambiamenti climatici che hanno aggravato i fattori di rischio come povertà e mancanza di cibo, abbandono scolastico, ma anche perdita di reddito delle famiglie: è accaduto in Pakistan dopo le alluvioni del 2022 e in Etiopia a causa della siccità. Sierra Leone e Zambia hanno alzato a 18 anni l’età minima per il matrimonio, mentre solo 12 Stati USA hanno leggi che vietano ai minori di sposarsi. In Italia la legge 69/2019, il Codice Rosso, ha introdotto il reato di costrizione o induzione al matrimonio: nel 2023 questi reati sono stati 28, quasi tutti a danni di donne, di cui 2 su 10 minorenni. Altra grave situazione è determinata dal fatto che la Parità di Genere è ancora molto lontana. E’ consolante leggere che negli ultimi 30 anni sono stati fatti passi avanti evitando o riducendo i matrimoni precoci, le mutilazioni genitali, le morti per parto e facendo entrare donne in politica con cariche prestigiose o approvando leggi contro la violenza di genere. Però sono aumentate le violenze in famiglia. Ancora nessun Paese ha raggiunto la piena parità di genere e meno dell1% delle donne e delle ragazze vive in Paesi con un elevato empowerment (potere) femminile e un basso gender gap (con cui si intende il divario tra genere maschile e genere femminile, che ha effetti su molte sfere sociali). Anche la posizione dell’Italia nella classifica globale sul Gender Gap è peggiorata: è 87esima (era 79esima nel 2023). Nel nostro Paese quasi 1 donna su 2 non lavora, la partecipazione femminile al lavoro è bassa (56,4%) e le misure attuate negli ultimi 10 anni per incrementarla hanno avuto risultati molto modesti. Le ragazze, inoltre, fanno meno sport dei coetanei maschi perché hanno paura di sentirsi giudicate, non hanno fiducia in se stesse e non si sentono sicure all’aperto oppure mancano le opportunità. Senza contare il gender pay gap, cioè il divario economico che esiste tra maschi e femmine, presente in tutti i settori produttivi e nello sport. Inoltre le ragazze sono meno incoraggiate a intraprendere Studi Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica) e hanno più difficoltà ad accedere a smartphone ed a internet, sempre a causa di stereotipi di genere e pregiudizi. Le GUERRE minacciano i loro diritti e in Italia aumentano i reati contro i minori. Ecco perché, Terre des Hommes ha pubblicato il Dossier Indifesa illustrato dalla giornalista Laura Pasotti di Osservatorio Diritti da cui abbiamo tratto le informazioni su “sfruttamento e violenze sessuali, insicurezza, gravidanze precoci e matrimoni forzatisalute negata, malnutrizione e mancanza di acqua,istruzione inaccessibile a causa proprio delle guerre. E sono palesi le conseguenze che influenzano concretamente la vita di bambine e ragazze che vivono in Paesi o zone di guerra, tra cui AfghanistanEtiopiaUcraina, Sudan e Medio Oriente con la Palestina. Nel Dossier sono contenuti anche i dati sui reati contro minori commessi in Italia nel 2022 ed elaborati dal Servizio Analisi criminale della Direzione centrale della Polizia: “sono stati 6.857 (con una crescita del 10% sul 2021), tra cui 906 violenze sessuali (erano 714 nel 2021), di cui l’89% commesso nei confronti di bambine e ragazze. «I dati del dossier sono particolarmente allarmanti perché, in quasi tutti gli ambiti esplorati, i trend di peggioramento iniziati durante gli anni del Covid sembrano non arrestarsi», ha affermato il Prof. Paolo Ferrara, Direttore generale di Terre des Hommes. Continuano infatti ad aumentare i reati ai danni di minori: nel 2022 sono cresciuti del 10% rispetto al 2021 (sono stati 8.857). Tra le vittime la maggioranza è rappresentata da bambine e ragazze, vittime in particolare di reati a sfondo sessuale: nel 2022 sono state nell’89% dei casi vittime di violenza sessuale e nel 65% vittime di prostituzione minorile. Lo squilibrio a danno di bambine, ragazze e donne è confermata anche dalla popolazione presa nel suo complesso: l’82% delle donne è vittima di maltrattamenti in famiglia. Infine dobbiamo segnalare anche che lo stupro è usato come arma di guerra, dall’Ucraina al Sudan. Sono almeno 16mila i minorenni che tra il 2005 e il 2022 hanno subito stupri, matrimoni forzati, sfruttamento sessuale e altre forme di violenza sessuale commessi dalle parti in conflitto. Ma questo è un dato sottostimato, secondo Terre des hommes, a causa della omertà che accompagna questi reati e impedisce le denunce. La quasi totalità delle vittime è rappresentata da bambine (il 97% dei minori che hanno subito una di queste violenze tra il 2016 e il 2020). In Sudan, il numero delle ragazze e delle donne a rischio è salito a 4,2 milioni in pochi mesi, tra aprile – quando è iniziato il conflitto, i casi erano 3 milioni – e l’estate. In Ucraina, come già accaduto in altri conflitti in passato, lo stupro è stato usato come arma di guerra: la denuncia è delle Nazioni Unite, che riportano più di 100 casi tra febbraio e ottobre 2022 da parte dei soldati russi… e la guerra era solo agli inizi. Per quanto riguarda l’Istruzione, anche se oggi nel mondo le ragazze hanno il più alto livello di istruzione mai raggiunto nella storia, quelle che vivono nei Paesi in guerra hanno più del doppio delle probabilità di non andare a scuola rispetto alle coetanee che abitano in zone di pace. Inoltre sono minori le possibilità di tornare sui banchi rispetto ai coetanei quando le scuole riaprono dopo conflitti o altre emergenze, tra cui le pandemie. L’insicurezza, causata dai conflitti, comporta maggiori reati: ogni anno in totale sono 60 milioni di bambine e di ragazze costrette a subire  violenze sessuali sul tragitto da casa a scuola. E molte ragazze rinunciano a studiare. Spesso, poi, le Scuole non sono adatte a rispondere ai loro bisogni; ad esempio in molti istituti non c’è acqua o non vi sono luoghi sicuri in cui cambiarsi in caso di mestruazioni. Questi dati non prevedono commenti perché parlano da soli! Speriamo solo che le istituzioni dei Paesi citati riuniti sotto l’egida dell’ONU studino a fondo le Relazioni Tecniche, come questa che vi abbiamo proposto, contenuta nel Report di Terre des hommes, portate alla luce da giornalisti coraggiosi e super partes, come quelli di Osservatorio Diritti, meritevoli del nostro plauso affinché vengano trovate soluzioni tali ottenere risultati ancora migliori a salvaguardia della salute psicofisica dei minorenni (e non solo) perché è assolutamente necessario migliorare una situazione mondiale ancora disumana e spietata, coinvolgente intere popolazioni allo sbando e nella disperazione!

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