L’ Atopia

L’Atopia, detta anche sindrome atopica, è una predisposizione genetica a sviluppare reazioni allergiche o di ipersensibiltà di tipo 1 (Allergia), comprese le pericolose anafilassi; può quindi esserci una componente ereditaria, anche se il contatto con l’allergene deve avvenire prima che si sviluppi la reazione d’ipersensibilità.  Quindi  anche l’Allergia è caratterizzata dalla formazione nel sangue di immunoglobuline E (le IgE).. Nei soggetti con atopia il sistema immunitario sviluppa una reazione nei confronti di sostanze che non sono generalmente dannose per l’organismo, visto che  in soggetti non allergici esse non provocano alcune effetto. Oggi molti medici utilizzano il termine “atopia” a indicare qualsiasi reazione IgE-mediata (quindi anche le reazioni appropriate e proporzionate). Molti pediatri riservano invece il termine “atopia” a una predisposizione geneticamente mediata da una reazione IgE eccessiva. 

Sintomatologia. I pazienti con atopia presentano di solito quella che viene definita come la “triade allergica” dei sintomi, cioè, Eczema (dermatite atopica), Rinite allergica e Asma indotta da allergia (asma allergico). Questi soggetti sono anche predisposti ad avere allergie alimentari e altri sintomi caratterizzati dal loro stato iperallergico. Per esempio, l’esofagite eosinofila si trova spesso associata con le allergie atopiche. Ricordiamo pure che la sindrome atopica può anche essere fatale per una minoranza di soggetti, e cioè per coloro che possono sviluppare gravi reazioni allergiche, come l’anafilassi, causata da reazioni ad alcuni cibi (crostacei, arachidi, uova e soia) o ad allergeni ambientali. Pertanto UN SOGGETTO ATOPICO DEVE SEMPRE AVVISARE DI ESSERLO.  Le singoli componenti della sindrome atopica sono tutte causate, almeno in parte, da allergia (reazioni di ipersensibilità definite di tipo I). Pertanto, le risposte atopiche appaiono dopo che il corpo è stato esposto a diversi allergeni, per esempio pollini, peli di animali, acari della polvere, alcuni alimenti, o sostanze irritanti fisico/chimiche. Anche se l’atopia ha diverse definizioni, in generale, si può così definire partendo dalla presenza di elevati livelli di IgE nel siero. Questa condizione  determina una reazione positiva del PRICK TEST  cutaneo per gli allergeni comuni. (vecchio ma ancora valido test che consiste nel porre a contatto con la pelle una piccolissima quantità di sostanze sospettate come graminacee, acari, peli di animali, alimenti; queste ultime si uniscono alle immunoglobuline specifiche, dette  IgE adese ai mastociti, per cui si libera istamina con conseguente reazione allergica che si manifesta sotto forma di pomfi del diametro superiore a 3mm; ma si badi bene che per esempio con gli alimenti  il test può risultare poco attendibile, per cui si deve ricorrere ad ulteriori indagini come il sondaggio delle IgE specifiche da parte di un allergologo). L’atopia sembra mostrare una forte componente ereditaria per cui si può affermare che i rischi di sviluppare la dermatite atopica (3%) oppure l’atopia in generale (7%) “aumentano se già qualche membro di primo grado della famiglia ha sofferto o soffre di atopia. Si ritiene inoltre che anche i fattori ambientali giochino un ruolo nello sviluppo della atopia e “l’ipotesi dell’igiene eccessiva” è uno dei paradigmi ad oggi disponibili che spiega il forte aumento di incidenza delle malattie atopiche. Questa ipotesi propone che “l’eccesso di pulizia” nell’ambiente di un lattante o di un bambino possa portare ad una diminuzione del numero degli stimoli infettivi necessari per il corretto sviluppo del sistema immunitario. La riduzione dell’esposizione a stimoli infettivi può determinare uno squilibrio tra elementi di risposta alle infezioni e gli elementi di risposta allergica all’interno del sistema immunitario. Alcuni studi suggeriscono anche che la dieta materna durante la gravidanza possa essere un fattore causale nelle malattie atopiche (inclusa l’asma) dei figli, suggerendo che gli antiossidanti, alcuni lipidi contenuti nella dieta mediterranea possano aiutare a prevenire le malattie atopiche. Uno studio multicentrico PARSIFAL che nel 2006 ha coinvolto 6.630 bambini in età compresa tra i 5 ed i 13 anni in 5 Paesi europei, avrebbe dimostrato che limitare l’uso o l’abuso degli  antibiotici e degli antipiretici comportava la riduzione del rischio di malattie allergiche nei bambini. Quindi NON ABUSARE!

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