REDAZIONE DottNet, 09/12/2024 – seconda parte
(A) Secondo recenti dati ISTAT, in Italia circa il 30% degli anziani sopra i 65 anni non ha mai utilizzato Internet, e una percentuale altrettanto significativa non possiede uno smartphone. Questo significa che per milioni di persone il cambiamento rischia di creare una barriera quasi insormontabile. Se, per esempio, un anziano necessita di un farmaco che rientra nella categoria dei farmaci a carico del cittadino, dovrà chiedere al medico di inviargli una ricetta digitale. Ma come farà se non sa come accedere alla ricetta elettronica? E se non avesse un dispositivo adeguato per riceverla? La risposta a queste domande non è affatto scontata. Non è raro che gli anziani dipendano dai figli o dai nipoti – verissimo, personalmente li utilizzo entrambi e quindi mi ritengo fortunato ad avere un figlio disponibile ed una nipote minorenne in gamba che mi vengono in soccorso, purtroppo spesso, quando vado in tilt per banali problemi tecnici) per risolvere questioni legate alla tecnologia :TV, PC, Cellulare -, ma… non tutti hanno la fortuna di avere un supporto familiare come me. (B) Inoltre, altro problema, non tutte le Aree del nostro Paese dispongono di una Connessione Internet stabile e veloce, il che rende ancora più difficile l’accesso alle risorse digitali per molte persone, specialmente quelle che vivono in zone rurali o molto periferiche. La digitalizzazione delle ricette mediche rischia quindi di creare un divario ancora maggiore tra le diverse aree geografiche e tra le diverse fasce di età, con gli anziani e i cittadini meno tecnologici che potrebbero essere esclusi dal sistema. (C) Un altro problema riguarda la difficoltà di accesso al farmaco. Oggi, chi necessita di farmaci da banco, come antidolorifici, antinfluenzali o integratori, può acquistarli direttamente in farmacia senza bisogno di una ricetta. Per molti di questi farmaci, l’introduzione della ricetta elettronica appare superflua ed in effetti, uno dei principali vantaggi del sistema sanitario italiano è proprio quello di rendere i farmaci da banco facilmente accessibili, senza troppe complicazioni burocratiche. Immaginare di dover passare attraverso un medico per una prescrizione digitale per farmaci che possono essere acquistati liberamente potrebbe sembrare un inutile aggravio per i cittadini. Ma allora il Governo sta puntando sulla digitalizzazione come una soluzione universale, senza tenere conto delle reali esigenze della popolazione? Ma le difficoltà non si fermano qui. (D) L’introduzione della ricetta elettronica potrebbe causare anche un aumento delle disuguaglianze sociali. Molti anziani, infatti, non sono in grado di comprendere appieno i vantaggi del sistema digitale e potrebbero sentirsi esclusi o frustrati dalla complessità del nuovo Sistema. Questo potrebbe anche portarli a rinunciare a curarsi o a non seguire correttamente le indicazioni mediche, con conseguenze negative per la loro salute. Il Governo Italiano ha giustificato la digitalizzazione delle ricette come una misura necessaria per migliorare il monitoraggio delle prescrizioni e per garantire una maggiore efficienza del Sistema sanitario. La creazione di un fascicolo sanitario elettronico, in cui saranno raccolte tutte le informazioni relative alla salute di un paziente, potrebbe essere un passo avanti per la personalizzazione delle cure. Giusto, ma tuttavia la transizione non può avvenire senza considerare le difficoltà che questa imposizione comporta per le categorie più vulnerabili della popolazione. Se non saranno adottate misure adeguate per supportare gli anziani e le persone con scarsa dimestichezza con la tecnologia, il rischio è che questa riforma diventi un ulteriore onere per loro. Certo è che in molte regioni italiane l’infrastruttura tecnologica è carente, e molti studi medici non sono ancora adeguatamente attrezzati per affrontare una digitalizzazione completa. Quindi, in conclusione, si invitano i nostri governanti a valutare i pro e i contro di tale operazione che a nostro avviso richiede molto più tempo (noi in pratica siamo già nel 2025) per giungere a soddisfacente applicazione in tutte le aziende sanitarie locali italiane.
