Una particolare Categoria di strumenti di intelligenza artificiale è quella che fa riferimento al Natural Language Processing, utile per processare ed interpretare il linguaggio “naturale”, inteso come linguaggio specialistico appropriato. In campo medico, per esempio, essi possono essere utilizzati per analizzare tutte le annotazioni delle cartelle cliniche nelle quali si riporta, in forma testuale, il decorso ospedaliero di un paziente: l’IA, incredibile, in questo caso è in grado di estrarre eventi accaduti che non sono stati correttamente o adeguatamente riportati nella cartella clinica. Lo sviluppo di uno strumento di questo genere è alla base di un Progetto europeo chiamato eCREAM (enabling Clinical Research in Emergency and Acute care Medicine) – recentemente finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon Europe e coordinato dal Prof. Guido Bertolini, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia medica IRCCS M. Negri – con l’obiettivo di sviluppare una piattaforma informatica che raccolga, in modo automatico, i dati dai Diari clinici applicativi usati nei Pronto Soccorso e in altri Reparti Ospedalieri rendendoli disponibili, una volta anonimizzati, per scopi perseguiti dalla Ricerca clinica nel campo della Medicina d’urgenza. Il medico, compilando la cartella clinica, farà contemporaneamente ed automaticamente anche la raccolta dati per la ricerca senza dover dedicare del tempo a questo scopo, tempo utilizzato invece per l’assistenza e cura. Le Tecnologie sviluppate nell’ambito del progetto eCREAM saranno testate in due situazioni d’uso. Nel primo caso si studierà la propensione al ricovero in Pronto Soccorso, oggi così deprezzato e vilipeso, attraverso modelli matematici che predicono la probabilità di un paziente di essere ricoverato. Nel secondo caso si studierà a fondo l’affluenza al Pronto Soccorso per fornire informazioni ai: (1) diversi Operatori socio-sanitari impegnati nell’Emergenza-urgenza, (2) a Coloro che sono Responsabili della Politica sanitaria locale e (3) ai Cittadini stessi, pazienti e parenti, in modo da raggiungere lo scopo di migliorare i servizi assistenziali e renderli sempre più personalizzati in quanto basati sulle caratteristiche psicofisiche dei pazienti, sulla loro condizione clinica ma anche sulle caratteristiche epidemiologiche del territorio. AA.: Prof. Eugenio Santoro, Direttore Dipartimento di Oncologia clinica. Editing Raffaella Gatta, giornalista scientifica.
