Il primo gennaio 2022 l’OMS ha riconosciuto ufficialmente anche il “Gaming Disorder” fra le Dipendenze patologiche come quella dai Videogiochi che rappresenta l’utilizzo eccessivo o compulsivo di Giochi elettronici e App di Gaming, tale da interferire con la vita quotidiana di una persona di qualunque età, compresa, purtroppo, quella pediatrica. Il motivo del piacere che si prova è nel fatto che giocando ai videogiochi si provoca il rilascio della DOPAMINA, un neuro-trasmettitore prodotto essenzialmente dall’ipotalamo, che fa provare una forte sensazione di piacere e di soddisfazione. Subentra la “dipendenza” quando giocare è molto divertente e per tanti ragazzi che ormai giocano molto, questa sensazione gradevole è così piacevole da volerla provare, ancora e ancora, senza pause, fino a farli stare male quando non possono giocare per motivi di studio o di lavoro. In altre parole, la dipendenza dai videogiochi è un disordine comportamentale che si manifesta quando il gioco diventa prioritario nella vita di una persona (definizione tratta da Al Overview). A questo punto bisogna chiedersi quali siano i segnali d’allarme per una eventuale dipendenza. I sintomi sono: Difficoltà a controllare il tempo trascorso a giocare, Isolamento sociale, Sbalzi d’umore, Ansia o depressione, Aggressività o rabbia quando non si può giocare, Mal di testa, mal di schiena e collo, Disturbi della vista, Tendenza al sovrappeso, Alterazioni e rifiuto delle relazioni sociali. Questo è descritto in età adulta. Le conseguenze sono rappresentate dalla compromissione della salute, del lavoro, degli studi o delle relazioni personali; perciò tale pratica esasperata interferisce con la vita quotidiana. Noi che ci occupiamo di infanzia e adolescenza possiamo dire che anche per i ragazzi giocare ai videogiochi provoca una sensazione così piacevole che la si vuole provare ancora fino a star male i ragazzini che non possono giocare; ecco questa è la dipendenza che preoccupa noi pediatri. Cerchiamo ora di approfondire i segnali d’allarme nei soggetti in età pediatrica rilevati e descritti dal Centro Nazionale Dipendenze e doping con l’ISS e la SIP; essi sono: 1) Pensiero costante ai video giochi anche quando non si gioca; pianificazione della giornata in relazione alle ore di gioco; 2) sentire il Bisogno di giocare per periodi di tempo sempre più lunghi per ottenere la stessa euforia e soddisfazione dei primi tempi; 3) Incapacità di ridurre o di smettere di giocare, pur promettendo a se stesso di farlo per non danneggiare lo studio; 4) Disinteresse per altre attività più salutari, come quella sportiva o sociale, da cui derivano isolamento e solitudine crescenti; 5) Persistenza dei problemi che comporta risultati scolastici sempre più scarsi, ma si continua a giocare nonostante le conseguenze negative che vengono minimizzate dal ragazzino; 6) fuga dai problemi o dai sentimenti negativi come ansia o tristezza; qui entra anche la complicità dei genitori “assenti o incapaci di aiutare i propri figli a risolvere i problemi che non vengono affrontati anche perché la dipendenza porta a immergersi nei videogiochi; 7) cominciare a Mentire a familiari o insegnanti sulla quantità di tempo dedicato al gioco; 8) comportamenti a rischio, tanto da interrompere le proprie relazioni affettive o da andare incontro a una bocciatura scolastica (addirittura giocando nelle ore trascorse a scuola anche se il ragazzo é consapevole delle conseguenze negative cui andrà incontro; 9) si tocca il fondo quando si arriva a evidenziare i sintomi da astinenza come l’intenso bisogno di giocare e forte, evidente irritazione quando gli viene impedito di giocare. In conclusione è importante approfondire quanto finora elencato dagli esperti tramite noi, prima di tutto perché, se un ragazzo o un adulto assumono 4 o più atteggiamenti enunciati come segnali d’allarme, nel corso di un anno, ebbene il soggetto potrebbe essere diventato dipendente dai videogiochi. Ma poi, quando si arriva alla diagnosi come in questi ultimi casi, come potranno i nostri ragazzi essere liberati dalla dipendenza? (A) Prima di tutto parlare francamente con i propri genitori, con un insegnante gradito al ragazzo, o anche con gli amici che non siano schiavi dei videogiochi. (B) Resta comunque l’impegno dei pediatri di famiglia, i quali non si devono sottrarre al dovere che hanno di salvaguardare la salute anche psichica dei ragazzi che hanno in cura, anche perché, nei casi più seri, si sovrappongono i disturbi del comportamento alimentare. Sarà quindi il Pediatra di fiducia che dovrà, ove necessario, indirizzare agli specialisti della materia (Psicologi, Psicoterapeuti, Neuropsichiatri infantili) in grado di confermare o meno tale diagnosi e, di conseguenza, indicare come gestire almeglio questo tipo di dipendenza, che può diventare veramente pericolosa!
