Leggiamo che cosa ne pensava, attraverso i suoi scritti, la Prof.ssa Silvia Vigetti Finzi, psicologa, psicoterapeuta e scrittrice famosa, che io ho stimato molto. Tanti anni fa ascoltai una relazione della Prof.ssa Vegetti Finzi davvero interessante dal titolo “I bambini sono cambiati. E gli adulti?” Davvero affascinante il suo intervento, da docente scaltra ed agguerrita e da scrittrice molto prolifica nello sfornare molti libri di elevatissimo pregio scientifico arricchiti sempre da molte spiegazioni e discorsi riflessivi. Parlando dei bambini – scriveva – “gli adulti parlano anche di sé, della propria parte più segreta, fragile e indifesa, quella non ancora completamente elaborata dalle logiche del sapere e del potere, non del tutto arresa ai processi di civilizzazione. Ecco perché oggi lo sforzo educativo maggiore nelle famiglie sembra essere ancora riservato e ancorato ai nonni che riescono ad avere la fiducia incondizionata dei bambini e che li aiutano a raggiungere la maturità con l’assunzione dei diritti e dei doveri connessi alla loro appartenenza socio-economica. E in altra sede, infatti, la illustre Psicologa e psicoterapeuta sosteneva che il ruolo dei nonni era d’importanza fondamentale, forse oggi più di ieri nel crescere i nipoti. Infatti la Vegetti Finzi diceva: “E’ sempre stato importante il loro ruolo, ma i nonni prima si tenevano un po’ in disparte, anche perché fino agli anni ’60 molti vivevano in provincia mentre i figli si erano spostati in città. Ora i nonni sono spesso vicini anche fisicamente ai nipoti e sono davvero importanti per tre motivi: (1) in questi anni di crisi economica in cui i lavori si sa, sono più lavoretti che lavori veri e propri, la capacità dei nonni di aiutare le giovani famiglie è stata fondamentale. Come dicono gli economisti se l’Italia non ha avuto la crisi verticale di altri Paesi, come la Grecia, è stato anche per la capacità della generazione dei nonni di servire da ammortizzatore economico. (2) Inoltre i nonni sono importanti da un punto di vista organizzativo, le giornate delle mamme sono una coperta corta, perché spesso devono lavorare, fare le spese, portare i bambini a scuola, andare a riprenderli o curarli quando sono malati… guai se non ci fossero i nonni, i nonni danno una mano nell’organizzazione e poi (3) la cosa più importante, forse dal punto di vista psicologico, è che i nonni danno sicurezza ai bambini, loro sanno che i nonni ci sono, ci possono contare soprattutto quando la famiglia va in crisi (separazioni e divorzi soprattutto) e i genitori si dividono. La presenza dei nonni rassicura i ragazzi dando loro continuità e speranza. La autorevole Autrice aveva così cominciato a scrivere quando un ragazzino riferendosi ad un suo libro precedente intitolato “Quando i genitori si dividono” le disse “Appena i miei genitori mi hanno comunicato che si sarebbero lasciati la mia prima reazione è stata quella di aprire la porta e correre dai nonni, ho attraversato la città correndo, non credevo di arrivarci perché avevo sempre fatto il percorso in macchina. Sono comunque arrivato davanti alla porta dei nonni, ho suonato il campanello, loro mi hanno aperto e io mi sono detto “ ora sono a casa”.”. In questo senso i nonni garantiscono continuità e solidità a gruppi familiari in questo momento spesso un po’ fragili.
Dunque si può ben parlare tra Nonni-Nipoti di uno scambio di competenze.
Infatti, ad una domanda formulata da un intervistatore una volta Lei rispose : “I nipoti di oggi sono un po’ diversi dai nipoti di una volta, si parla molto dei nativi digitali, di come si nasce circondati da tablet, video, PC, internet, face book… i nonni di oggi in che modo devono essere diversi con questi nuovi nipoti? la Prof.ssa così rispose. “E’ una cosa che non è mai avvenuta, capita che i bambini salgano in cattedra, metaforicamente parlando, e il nonno si sieda nel banchino per apprendere. E’ un’inversione nuovissima, che sposta proprio le posizioni nella famiglia, piace molto ai bambini e anche i nonni la accolgono bene anche se mette un po’ in crisi la loro autorevolezza al momento. I nonni possono però insegnare tante altre cose, i bambini di oggi sono bambini tutta testa, tutto virtuale, capace di pensare in modo simbolico. I nuovi nipoti sanno poco utilizzare il corpo, salire su un albero, guadare un fiume, tirare un sasso facendolo rimbalzare; i bambini conoscono molto poco il loro corpo, conoscono poco la terra, gli alimenti, le materie prime, in questo i nonni possono aiutarli. Vi può quindi essere uno scambio di compiti: il nipote diventa un promotore tecnologico, il nonno riporta il corpo del nipote alla concretezza ed esigenza della vita reale”. La Vigetti Finzi ha avuto in proposito le idee molto chiare, non è vero?….
