Contro le violenze i nostri Pronto Soccorso cambiano volto: ecco alcuni esempi

Notiziario da SANITÀ PUBBLICA Redazione DOTTNET – 16/05/2025 

Veniamo a sapere, grazie agli Amici di Dottnet che stanno arrivando: (1) nuove App per conoscere in tempo reale quale esame sta eseguendo al PS il proprio caro; (2)  Figure ad hoc con il ruolo di Facilitatore sono state individuate per comunicare con i medici e (3) Strutture più accoglienti sostituiranno gli attuali luoghi freddi e spesso decadenti, non degni di un ospedale moderno. Tutto ciò in relazione agli sconfortanti dati sul numero delle aggressioni al personale socio-sanitario dei nostri ospedali, che sono davvero preoccupanti. Lo scorso anno, secondo il rapporto Fnomceo-Censis, sono stati oltre 18mila, in Italia, gli operatori sanitari aggrediti, con gli ultimi episodi da aggiungere perchè avvenuti pochi giorni fa, a Locri e a Massa Carrara. Tra le cause, l’eccesso di pressione sui Pronto Soccorso, spesso affollati e percepiti come “luoghi respingenti”. Per frenare il fenomeno preoccupante per l’incolumità e per il burn out crescente con fuga di operatori sanitari dagli ospedali, le Asl hanno anche avviato programmi di formazione per dipendenti e inoltre  anche soluzioni innovative come Body cam e Smartwatch collegati con le Forze dell’Ordine. A questi provvedimenti sono stati affiancati altri programmi per rendere questi luoghi di cura più umani. “Chi attende un proprio caro vive momenti di smarrimento e ansia. Bisogna ridurre l’affollamento ma anche creare ambienti che mettano a proprio agio” spiega Giovanni Migliore, presidente della Federazione delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FIASO). Le soluzioni vanno da quelle “più tradizionali” a quelle “tecnologicamente avanzate”. Per alleggerire i tempi di attesa, nel Pronto Soccorso di Ravenna è stata creata la “Casina dei libri”, una piccola biblioteca con volumi donati. Mentre in Liguria, l’ASL/4 ha lanciato il Progetto “Educatore in Pronto Soccorso”, una figura professionale che funge da facilitatore tra pazienti, familiari e personale. “Spesso – spiega il Direttore Generale (DG) Paolo Petralia – mancano tempo e strumenti per una comunicazione empatica. Il “Facilitatore” colmerebbe questo vuoto, offrendo ascolto e supporto”. Il progetto, avviato a Lavagna, è stato esteso a tutti i Dea liguri e sarà integrato in uno spazio smart, con flussi progettati grazie all’IA. A Siracusa, il Pronto Soccorso è stato trasformato secondo i principi della biofilia, con piante, materiali naturali e colori rilassanti. “Un ambiente accogliente riduce il disagio e la tensione”, afferma Alessandro Caltagirone, DG dell’Asp. “Ma soprattutto – aggiunge – abbiamo attivato un sistema di tracking che aggiorna in tempo reale i familiari sull’evoluzione delle cure“. Anche il Cardarelli di Napoli ha avviato un percorso di svecchiamento e rinnovamento, come racconta Antonio D’Amore, DG dell’ospedale: “L’azienda ha attivato polizze assicurative per gli operatori e si fa carico delle denunce in caso di aggressione, così da non farli sentire “soli”. Abbiamo puntato poi su interventi strutturali, inserendo immagini di paesaggi naturali, per restituire bellezza e dignità ai luoghi di cura”. A Roma, l’Ospedale San Filippo Neri ha introdotto software avanzati per migliorare la gestione dei flussi nell’emergenza-urgenza in grado di identificare i frequentatori “abituali” del Pronto Soccorso e, di conseguenza, i limiti dell’assistenza territoriale con i medici di base. Mentre all’Ospedale Santo Spirito di Roma, presidio nevralgico durante il Giubileo, “il Restyling ha coinvolto l’arredo, i colori e…soprattutto attivato la comunicazione con i familiari: “Ora monitoriamo in tempo reale il percorso clinico e informiamo chi attende, riducendo ansia e tensioni”, spiega Giuseppe Quintavalle, che guida l’Asl Rm1. Al Congresso Fiaso, in programma dal 26 al 28 giugno a Siracusa, si discuterà anche delle prospettive che può offrire l’Intelligenza Artificiale. “L’analisi delle reazioni attraverso i big Data e gli strumenti come i Chatbot – conclude Migliore Presidente FIASO – ci permettono di analizzare i feedback e correggere l’organizzazione in tempo reale. Umanizzare le cure non significa rinunciare alla tecnologia, ma usarla per mettere al centro le persone”. In definitiva, l’Intelligenza Artificiale (ormai in tutti i campi venerata) dovrebbe aiutare a diminuire l’affollamento nelle sale d’attesa, piccole biblioteche per aiutare nelle attese, App per conoscere in tempo reale quale Esame sta eseguendo il proprio caro, Figure ad hoc con il ruolo di facilitare per le comunicazioni tra pazienti e sanitari. Ma anche Restyling per rendere più accoglienti luoghi freddi e spesso ormai decadenti. Dunque i Pronto Soccorso cambiano volto per contrastare le aggressioni contro medici e infermieri. Fra gli ultimi casi c’e’ il seguente episodio all’H di Monza: una donna riteneva troppo lunga l’attesa per essere visitata e, per questo, ha aggredito una Dottoressa; è stata arrestata dagli agenti della Questura. Poi altri due infermieri in servizio al Pronto Soccorso di Locri sono stati aggrediti nella notte tra martedì 13 e mercoledì 14 maggio. Noi abbiamo anche letto i commenti pervenuti a DottNet inviati da molti lettori che hanno, giustamente, ribadito il concetto che occorre, prima di tutto, urgentemente aumentare numericamente il personale socio-sanitario in servizio nei Dipartimenti d’emergenza; é vero: senza Personale sanitario adeguato lo snellimento delle degenze e le risposte ai malati ed agli accompagnatori non saranno mai soddisfacenti! 

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