Antidepressivi… con l’Intelligenza Artificiale è possibile predirne l’efficacia

…Su SALUTE/SANITA’ INFORMAZIONE dell’8 Febbraio 2024 già si parlava  in termini entusiastici della IA (Intelligenza Artificiale). Ma senza farci prendere dall’entusiasmo per le conquiste tecnologiche di cui veniamo a conoscenza  giorno dopo giorno, come  la Intelligenza Artificiale ed i suoi successi, dobbiamo seguire rigorosamente l’evolversi degli eventi intorno a tali progressi, nell’interesse della Medicina e della salute  dei cittadini che noi rappresentiamo. Si tratta di un programma messo a punto dai ricercatori dell’Umc di Amsterdam e della Radboudumc che riesce a prevedere entro una settimana se un antidepressivo funzionerà o no, diverse settimane prima di quanto sia oggi possibile. Ci ha aggiornato immancabilmente la nostra Amica, Isabella Faggiano (I.F.) che merita il nostro incondizionato applauso per la chiarezza con cui si esprime pur parlando di tecnologia e di problemi  sanitari, contemporaneamente. Dunque la Collega scrive che è stato assodato che l’Intelligenza Artificiale aiuta a personalizzare le cure contro la depressione: un programma, basato su questa tecnologia e messo a punto dai ricercatori precedentemente citati, riesce a prevedere entro una settimana se un antidepressivo funzionerà, alcune settimane prima di quanto è oggi sia possibile verificare. “Normalmente ci vogliono dalle 6 alle 8 settimane prima di sapere se un antidepressivo funzionerà”, afferma Liesbeth Reneman, Autrice dello studio i cui risultati sono stati pubblicati sull’American Journal of Psychiatry. Il team ha analizzato l’effetto di uno degli antidepressivi più  prescritti negli Stati Uniti e in Europa dopo avere sviluppato e applicato un algoritmo ai dati clinici relativi a 299 pazienti per indagare se sia possibile prevedere la risposta al trattamento con l’antidepressivo. L’analisi ha mostrato che “1 paziente su 3 potrebbe rispondere al farmaco, i restanti no”. “Con questo metodo, possiamo già evitare le prescrizioni errate e quindi offrire una migliore qualità di cura per il paziente, evitando effetti collaterali – sostiene L. Reneman -. L’algoritmo ha anche suggerito che il flusso sanguigno nella corteccia cingolata anteriore (l’area del cervello coinvolta nella regolazione delle emozioni) risulta predittivo dell’efficacia del farmaco”. Ma la Ricerca sta proseguendo…perché in futuro, questo nuovo metodo potrà aiutare i medici a perfezionare il trattamento contro la depressione. Attualmente, non esiste uno strumento preciso di previsione in quanto al paziente viene somministrato il farmaco e dopo 6-8 settimane – o anche di più – viene verificato se il farmaco funziona. Se i sintomi non diminuiscono, si ricomincia un ciclo di cura con un altro antidepressivo, e questo processo può ripetersi più volte, per cui vi è un urgente bisogno di una soluzione che permetta di determinare più rapidamente l’efficacia degli antidepressivi nei casi di  depressione grave. Attualmente i ricercatori stanno lavorando per migliorare l’algoritmo per dotarlo di maggiore funzionalità.Evviva SANITA’ INFORMAZIONE e la bravissima FAGGIANO!

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