
Nella maggior parte dei Paesi industrializzati gli incidenti domestici rappresentano una causa rilevante di morbosità e mortalità soprattutto tra i più piccoli. Gli incidenti domestici rappresentano la prima causa di morte violenta in Italia per i bambini e le bambine tra 0 e 5 anni. Gli ultimi dati resi disponibili dal Sistema di sorveglianza degli incidenti domestici, coordinato dall’ISS, mostrano che il tasso di accesso al Pronto Soccorso Ospedaliero per infortuni domestici è più elevato nella fascia di età sotto i 5 anni (8.173 accessi annui ogni 100.000 abitanti) rispetto alla popolazione generale (3.075 accessi annui ogni 100.000 abitanti). Gli incidenti domestici più frequenti tra i/le bambini/e sono le cadute, le ustioni, l’ostruzione delle vie aeree con corpi estranei, l’avvelenamento e l’annegamento. Perciò la riduzione del rischio di infortunio deve essere ottenuta attraverso l’adozione di diversi accorgimenti (come l’uso corretto e più sicuro del fasciatoio o la valutazione della temperatura dell’acqua del bagnetto ecc.) sui quali i genitori e/o coloro che si occupano di neonati devono avere informazioni adeguate. Inoltre é bene che essi ricevano informazioni anche in merito a come organizzare l’ambiente domestico seguendo le tappe di sviluppo del/della bambino/a (qui aiutati anche dai pediatri di famiglia). Nei primi mesi di vita la sicurezza della prole dipende, infatti, esclusivamente dagli adulti e i rischi maggiori sono legati a inesperienza, stanchezza o fretta. In base ai risultati dell’indagine effettuata nel 2022 sul/sulle bambino/e – ed in particolare in base all‘acquisizione di nuove abilità da parte di un bambino, tra cui l’autonomia nel movimento – occorre adeguare gli spazi e la collocazione degli oggetti. In questa fase la prevenzione degli incidenti domestici risulta particolarmente complessa per la grande varietà delle dinamiche con cui essi possono avvenire. I risultati dei dati raccolti in questo settore indicano che il 12,4% delle madri, nel Pool di Regioni studiate, ha dichiarato di essersi rivolto al personale sanitario per un incidente domestico occorso al proprio figlio/a (cadute, ferite, ustioni, ingestione di sostanze nocive ecc.) rivolgendosi al Pediatra e/o al Pronto Soccorso, con quote che variano dal 10,5% in Sardegna al 14,7% in Liguria. Nelle Regioni del Centro e soprattutto del Sud si registra un maggior ricorso al pediatra, mentre nel Nord non si rilevano sostanziali differenze tra ricorso al pediatra o al Pronto soccorso. In una tabella dell’indagine ISS vengono riportate le prevalenze regionali di madri che sono ricorse a personale sanitario per incidente domestico del/della figlio/a suddivise per caratteristiche socioeconomiche. Nella quasi totalità delle Regioni si rilevano quote più elevate tra le madri che dichiarano difficoltà economiche (con l’eccezione di Friuli Venezia Giulia, Basilicata e Sardegna) e tra quelle con cittadinanza italiana (con l’eccezione di Lazio, Abruzzo e Sardegna). Le differenze per livello di istruzione risultano invece più variabili a livello territoriale e inoltre dipendenti dalle singole Regioni. Un’analisi multivariata – condotta attraverso un modello di regressione logistica applicato ai dati complessivi di tutte le regioni ma adattato per regione – ha permesso di valutare l’associazione tra il ricorso a personale sanitario per incidente domestico del/della bambino/a e le variabili considerate (età della madre, parità, livello d’istruzione, cittadinanza, presenza/assenza di difficoltà economiche), rilevando un effetto indipendente, statisticamente significativo per tutte le variabili, ad eccezione del livello d’istruzione. In particolare, il ricorso a personale sanitario per incidente domestico è risultato maggiormente diffuso tra le madri più giovani (sotto i 30 anni di età), le multipare, quelle con cittadinanza italiana e quelle che hanno riferito difficoltà economiche ad arrivare a fine mese. Ringraziamo l’SS e le colleghe che hanno curato e portato a termine l’interessante e complesso Report: Enrica Pizzi, Michele Antonio Salvatore, Margherita Tommasella, Silvia Andreozzi, Serena Donati
