la Giornata mondiale dedicata alla “sicurezza delle cure e della persona assistita”… soprattutto se in età pediatrica 

Autrice:  valeria.tromba@uniroma1.it Pediatra, UOSD Risk Management e Audit Clinico, Policlinico Umberto 1, Sapienza Università di Roma.

Nel 2019 L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha istituito per il 17 settembre la Giornata mondiale dedicata alla sicurezza delle cure e della persona assistita (World Patient Safety Day), di cui si occupa la nostra Valeria, come avrete letto dal suo curriculum (…ieri). La Giornata è stata ufficialmente indetta anche nel nostro Paese con direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 aprile 2019, su proposta del Ministro della Salute e in accordo con la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, aderendo alle indicazioni dell’OMS. Per sottolineare che la sicurezza delle cure è parte costitutiva del diritto alla salute, come previsto nell’art.1 della Legge 24 del 2017, ogni anno il 17 settembre viene affrontato un tema diverso ma sempre inerente alla sicurezza del paziente. Il tema della Giornata del 17 settembre 2023 ad esempio, ha riguardato l’“Engaging patients for patient safety”, a rimarcare il ruolo cruciale che il coinvolgimento del paziente, dei genitori e dei caregiver svolge nella sicurezza delle cure. Questo tema è sempre d’attualità

Infatti é noto che il Danno associato all’assistenza sanitaria è un problema di salute pubblica internazionale e che neppure i bambini ne sono risparmiati. Al contrario, i bambini hanno, ad esempio, un rischio tre volte maggiore rispetto agli adulti di essere vittime di errori terapeutici.

I danni imputabili alle cure sono definiti Eventi Avversi (EA) e possono essere distinti in prevenibili (errori) o non prevenibili. Possono verificarsi anche i cosiddetti “quasi eventi” o near miss (NM), ossia gli eventi fortunatamente intercettati prima che si realizzino, o i temibili eventi sentinella (ES), che comportano per il paziente un danno grave o la morte.

Alcuni tra i fattori di rischio di EA in pediatria sono: la dipendenza dei bambini da altre persone per riconoscere la malattia; l’incapacità di autodeterminarsi e autogestirsi in aspetti fondamentali quali l’assunzione della terapia; il processo di crescita dinamica che fa sì che ogni fascia d’età pediatrica abbia caratteristiche peculiari in termini di variazioni di peso, composizione corporea, sviluppo di organi e, di conseguenza, in termini di metabolizzazione di farmaci; la necessità di dosare il farmaco in base al peso; la mancanza di soluzioni terapeutiche appositamente studiate per l’età pediatrica con conseguente frequente ricorso a farmaci off label, e così via.

D’altro canto, i bambini hanno un fattore protettivo unico rappresentato dalla famiglia che è in una posizione ideale per evidenziare, segnalare e prevenire cure non sicure,2,3 anche se alcuni errori, soprattutto in farmacoterapia, si verificano in realtà proprio a domicilio e vedono implicati direttamente i genitori/caregiver: ad esempio, lo stesso farmaco può essere somministrato erroneamente con dosaggio doppio perché dato sia dalla madre che dal padre, per difetto di comunicazione; o ancora, ci sono state numerose segnalazioni di erronea somministrazione di farmaci LASA (look alike, sound alike), come nel caso delle gocce dell’alcaloide metilergometrina malato (Methergin®) date per sbaglio dalla madre al neonato perché il flaconcino era simile a quello di polivitaminici abitualmente prescritti dai neonatologi (la formulazione orale in gocce dei Methergin® è stata per questo motivo ritirata dal commercio nel 2011, con nota informativa pubblicata sul sito dell’AIFA). In ogni caso, la letteratura scientifica è ormai concorde sul fatto che per garantire una maggiore sicurezza ed efficacia delle cure è indispensabile il coinvolgimento delle famiglie o di chi ha in carico il bambino. I nostri Amici-soci possono proseguire la lettura di questo prezioso articolo che interesserà molto i genitori cliccando sugli articoli di Valeria Tromba (che ringraziamo) relativi al tema risk management e precisamente sulla giornata dedicata a: “L’engagement del paziente e dei caregiver come valore aggiunto per la sicurezza e l’efficacia delle cure”.

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