Tale Riforma prevede in pratica la riorganizzazione socio-sanitaria territoriale che interessa tutti noi perché nasce dalla necessità di controllare e curare una popolazione, come la nostra, che è sempre più vecchia e con una denatalità preoccupante. Questa Legge, che é sintetizzata egregiamente da Il Sole 24ORE che ringraziamo, ha l’obiettivo di introdurre un Sistema a “doppio binario” nel senso che i Medici potranno scegliere tra diventare dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale (con orari e contratti nazionali come quelli degli ospedalieri) o mantenere lo status di liberi professionisti convenzionati. Ci aspettiamo che la Riforma migliori l’accessibilità ai servizi socio-sanitari aumentando la presenza di medici e infermieri sul territorio e che potenzi e aumenti i servizi offerti dalle Case di Comunità organizzate in modo da essere autonome, cioè di essere in grado di risolvere i problemi medici diagnostico-terapeutici, assicurando un pronto soccorso con servizi adeguati a fronteggiare casi urgenti e in grado di diagnosticare e curare, come primo punto di riferimento indipendente, ovviamente sempre in sintonia (collegamento) con i Presidi ospedalieri per i casi molto gravi che devono essere trattati in ospedale. Quindi, molto presto i medici di base dovranno firmare un nuovo contratto potendo scegliere anche il rapporto di lavoro con il Servizio Sanitario Nazionale. Insomma il tradizionale modello convenzionale sarà superato perché, secondo le Linee guida allegate alla Riforma Sanitaria, il medico non sarà più soltanto un libero professionista convenzionato, ma potrà diventare dipendente del SSN o solo accreditato. Questo meccanismo consentirà una gestione più chiara di orari, responsabilità e obiettivi clinici oltre che una maggiore sicurezza di avere dei vantaggi economici quando scatterà il pensionamento avendo le stesse possibilità di carriera (livelli) degli ospedalieri. Ovviamente sarà definito ed attuato un nuovo percorso di Specializzazione universitaria mandando in soffitta il vecchio Corso regionale di formazione in medicina generale che appunto sarà sostituito da una specializzazione universitaria di pari dignità rispetto a quelle ospedaliere. Le Borse di studio verranno utilizzate per rendere più attrattiva la professione per i giovani medici, che attualmente sembrano poco interessati a entrare in questo sistema sanitario preferendo l’estero. Tale riorganizzazione significa “Integrazione e potenziamento delle Case di Comunità” oggi semivuote in quanto i Medici di Medicina generale dovranno svolgere parte della loro attività nelle Case di Comunità, che così diventeranno il fulcro della medicina territoriale. Qui i medici lavoreranno in equìpe insieme a infermieri, vari specialisti e altri professionisti, con accesso a diagnostica rapida di laboratorio, strumenti per teleconsulto e cartelle cliniche integrate (con utilizzo dell’Intelligenza artificiale). L’aumento del monte ore e la continuità assistenziale saranno regolamentati da turni orari assegnati dalle Aziende sanitarie: così i medici nelle Case di Comunità saranno impegnati in prestazioni orarie . Gli Hub garantiranno presenza 24h/7 gg., mentre gli Spoke 12 ore al giorno per sei giorni la settimana. La vecchia Guardia medica sarà sostituita dalla “continuità assistenziale”.
A) Vediamo ora che cosa cambia per i medici: 1) I dipendenti: I nuovi medici assunti dal SSN come dipendenti saranno assegnati alle Case di Comunità; 2) Gli autonomi, cioè i medici già in attività potranno scegliere se rimanere liberi professionisti mantenendo il proprio studio oppure se optare per il regime di dipendenza. 3) Obbligo di presenza anche per i medici che resteranno privati ma con l’obbligo di lavorare per una quota di ore settimanali nelle Case di Comunità, materia che sarà stabilita da una nuova disciplina.
B) Che cosa cambierà invece per i cittadini? 1) Maggior accessibilità: I medici di base dovranno essere più disponibili, anche attraverso le Case di Comunità, con orari di apertura più ampi (fino a 12 ore al giorno); 2) i Servizi saranno ampliati in modo da curare meglio e in loco perché nelle Case di Comunità saranno disponibili strumenti diagnostici come Analisi di laboratorio, ECG, Ecografi; inoltre si potrà accedere ai Servizi di Telemedicina; 3) l’Integrazione socio-sanitaria permetteràuna maggiore collaborazione tra medici, infermieri e operatori sociali, come nei vecchi consultori familiari; 4) L’Assistenza sarà garantita anche ai non residenti, come i turisti e gli studenti fuori sede.
C) Cosa cambia nella formazione professionale: 1) Nuova specializzazione: Il corso di formazione per diventare medico di medicina generale diventerà una specializzazione universitaria di 4 anni, equiparata a quelle ospedaliere, rendendo la professione più attrattiva per i giovani; 2) I nuovi medici saranno assunti direttamente dal Servizio Sanitario Nazionale. N.B. Il Prof. Schillaci Ministro della Sanità conferma quanto scritto nella Riforma e cioè che – l’articolo è stato pubblicato da Il Sole 24 ORE – i medici di famiglia potranno scegliere se diventare dipendenti o restare liberi professionisti in regime di convenzione con il Servizio sanitario…
A questo punto le domande dei nostri lettori fioccheranno, tutti vorranno sapere se in tempi brevi l’operazione descritta sulla carta, peraltro molto complessa, riuscirà a migliorare l’assistenza sanitaria anche sul territorio, come da tutti auspicato!
