
Rientrano nel vasto capitolo delle ipersensibilità agli alimenti, descritte in un Notiziario informativo per genitori e famiglie, curato dall’IRCCS HUMANITAS, Research Hospital, che noi qui adottiamo come guida. L’ALLERGIA indica una condizione in cui il Sistema immunitario di un soggetto, anche e soprattutto in età pediatrica, può reagire in maniera anomala producendo anticorpi verso alcune sostanze considerate dannose, ma che per la maggior parte delle persone risultano del tutto innocue. L’ALLERGIA ALIMENTARE (AA), nello specifico, è una reazione del sistema immunitario a un determinato alimento, ritenuto dall’organismo come nocivo e quindi da respingere: anche una piccola quantità dell’alimento allergizzante può scatenare una Reazione, che si manifesta con disturbi digestivi, orticaria, ponfi pruriginosi ecc.. La gravità delle allergie varia da individuo a individuo e può andare da una lieve irritazione locale all’anafilassi (reazione allergica grave, quindi potenzialmente pericolosa per la vita). Tra le allergie alimentari più diffuse ci sono per esempio quelle ai crostacei, al pesce, alla frutta a guscio, alle uova e al latte. Parliamo invece di “intolleranze alimentari”quando non è possibile documentare un meccanismo immunopatogeno responsabile della reazione. Per quanto riguarda le cause delle allergie alimentari vi è da dire checoloro che soffrono di Allergia alimentare hanno un sistema immunitario che individua erroneamente un alimento specifico o una sostanza in esso contenuta (chiamato allergene) come nociva e che, per neutralizzarlo, rilascia anticorpi (cioè immunoglobuline E, note anche come IgE). I sintomi dell’allergia dovuti al rilascio, da parte dell’organismo, di mediatori chimici (esempio l’istamina) in risposta alla reazione immunitaria scatenata dall’incontro degli allergeni con gli anticorpi, possono essere molto diversi tra loro perché comprendono sintomi cutanei, disturbi gastroenterici e malassorbimento, anemia legata alle frequenti miniperdite intestinali, piastrinopenia, disidratazione, congiuntivite, ma anche disturbi respiratori (rinite e/o asma bronchiale) e lo shock anafilattico… pericolosissimo. Ma ecco i sintomi più frequenti da ricordare: 1) formicolio o prurito; 2) orticaria; 3) prurito o eczema. 4) gonfiore delle labbra, viso, lingua, gola o altre parti del corpo 5) difficoltà respiratorie, 6) dolori addominali, 7) diarrea, nausea o vomito, 8) vertigini. Per quanto riguarda la prevenzione delle allergie alimentari, il modo migliore è quello di conoscere ed evitare gli alimenti che ne sono la causa. È bene, quindi leggere con attenzione le etichette degli alimenti e, se si è già stati vittime di una reazione allergica grave, è bene indossare sempre un segno di riconoscimento (braccialetto o medaglietta) che permetta agli altri (soprattutto medici o infermieri) di sapere di che cosa si soffre anche nel caso in cui non si sia in grado di comunicare.
Per giungere ad una diagnosi corretta abbiamo la necessità di effettuare dei Test allergologici utilizzati anche in pediatria. Fondamentali sono le seguenti indagini:
– Skin Prick test che é un test cutaneo perché la cute viene perforata da un ago per consentire la penetrazione dell’allergene: se dopo 20 minuti intorno al punto dell’iniezione si genera un ponfo rosso e caldo significa che il soggetto è sensibile. E’eseguito mediante estratti commerciali di vari alimenti da preferire quando gli allergeni da testare sono frutta e verdura, che si basa sugli stessi principi dei test “di acquisizione della tolleranza”, ma, al posto degli estratti commerciali, sono utilizzati alimenti freschi.
- Rast test o test di radio-allergo-assorbimento: è un esame del sangue in grado di misurare la risposta del sistema immunitario a determinati alimenti controllando la quantità nel sangue delle immunoglobuline E (IgE).
- Prick by prick: si basa sull’impiego diretto dell’alimento ritenuto allergizzante, , di solito frutta e verdure, Può infine essere consigliata ai pazienti anche una dieta “a eliminazione” di alcuni alimenti che, dopo un certo periodo di tempo, verranno reintrodotti uno alla volta, dando la possibilità al medico curante di collegare la sintomatologia a specifici cibi.
La Terapia è essenzialmente dietetica perché consiste nella eliminazione degli alimenti responsabili individuati. in età pediatrica dobbiamo essere ancora più prudenti. L’impiego dei farmaci è riservato soltanto al trattamento sintomatico di manifestazioni sistemiche gravi (anafilassi) o in quelle localizzate in organi diversi (dermatite, orticaria, rinite allergica o asma bronchiale. Da quanto già scritto é evidente che per le allergie alimentari non esistono trattamenti definitivi. La prevenzione in pediatria sopratutto deve essere la prima arma. Questo comportamento, però, non sempre è possibile ed allora possono essere utilizzati alcuni farmaci per ridure i sintomi provocati dall’allergia. Nel caso in cui le manifestazioni allergiche siano di lieve entità possono essere utilizzati gli antistaminici o i cortisonici, ma si tenga presente che, per reazioni allergiche gravi, potrebbe essere assolutamente necessario ricorrere anche a un’iniezione di adrenalina (Bibl. Andrea Pession in Diagnostica/terapia Pediatrica e IRCCS Humanitas)
