ANABONEWS vede confermato, con soddisfazione, l’impegno delle Autorità sanitarie a umanizzare le cure…

…mediante il superamento delle attuali sofferenze E’ stato ribadito ieri in un messaggio inviato dal Ministro della Sanità Oreste Schillaci ai Congressisti riuniti nell’Ospedale S. Eugenio di Roma l’impegno a proseguire nell’auspicato  rinnovamento organizzativo. Ci ha relazionato la giornalista Federica Cifelli in un articolo pubblicato sull’inserto “Roma sette” del  quotidiano Avvenire, ieri, cioè il giorno prima di celebrare la Giornata mondiale del malato che intende superare le difficoltà di cura nelle persone fragili mediante le moderne competenze tecniche e tecnologiche alle quali non possiamo più rinunciare perché elementi fondanti il rinnovamento del nostro Servizio sanitario nazionale. 

Lo stesso Ministro, il Prof. O. Schillaci lo ha ribadito con il suo messaggio inviato al Congresso che si è svolto all’Ospedale S. Eugenio di Roma in cui definisce l’umanizzazione delle cure obiettivo prioritario del nostro Sistema sanitario. La condivisione della sofferenza comprende l’ulteriore impegno che, come istituzione, il Governo si assume in quanto si tratta di un impegno consistente nel riorganizzare i Modelli di presa in carico del malato in cui si garantisce la continuità assistenziale ancora più efficace. Già abbiamo informato, qualche settimana fa, i nostri lettori sulla necessità di una migliore integrazione Ospedale-Servizi Territoriali, sottolineando l’importanza dell’ascolto e di una maggiore  empatia,  potendo ora contare sulla intelligenza artificiale (IA)  e su una più equa divisione dei compiti tra sesso maschile e sesso femminile all’interno delle garanzie operative attribuite al personale medico-infermieristico delle AO e ASL dove la parità dei diritti sarà tutelata così come sarà tutelato il paziente di qualunque età e/o condizione socioeconomica. Lo stesso impegno è stato confermato ieri dal Presidente della Regione Lazio On. Francesco Rocca e dal Presidente dell’Ordine dei Medici Antonio Maggi che ribadisce come la parola umanizzazione vale anche per i medici e gli infermieri che soffrono per le attuali logoranti condizioni di lavoro ai limiti delle possibilità operative con numero insufficiente di operatori con fuga dai nostri ospedali di personale specializzato verso Paesi esteri e per le sofferenze di circa l’80% degli operatori sociosanitari, che sono di sesso femminile chiuse in un meccanismo organizzativo ancorato al passato e declinato completamente al maschile.  Qui dobbiamo riconoscere anche che le cose stanno migliorando dopo i recenti accordi sia a livello degli AO che nelle ASL in merito alla ridistribuzione dei compiti e delle responsabilità. Vedremo in futuro se i buoni propositi saranno mantenuti!