PNRR e disabilità: inclusione e solidarietà nel Lazio

seconda parte

Interventi in questa direzione sono stati ovviamente messi in campo anche dalla Regione Lazio. L’inclusione e la solidarietà sono due obiettivi che guidano tutta la programmazione regionale nell’ambito delle Politiche Sociali. L’Assessorato competente (Politiche sociali) ha lavorato e sta lavorando (assessori: prima Troncarelli e ora Massimiliano Maselli) per una reale presa in carico sia della persona che del suo nucleo familiare in modo da offrire proposte che soddisfino il reale bisogno dei cittadini. L’obiettivo è riuscire a fornire un’assistenza in grado di sostenere i più fragili nelle diverse attività di vita quotidiana, per aiutarli a raggiungere un’autonomia e un’indipendenza quanto più possibile elevata, tenendo conto della situazione individuale di partenza. Quasi tutti i propositi hanno trovato riscontro negli interventi precedenti utilizzando anche 11 milioni di euro previsti per l’erogazione di “Buoni Servizio finalizzati ai servizi di assistenza per le persone non autosufficienti”, con i  quali si è voluta ampliare la rete dell’offerta di servizi socio-sanitari territoriali, migliorando l’accesso e consentendo alle persone con particolari carichi di assistenza nei confronti di familiari non autosufficienti di mantenere o migliorare la propria condizione lavorativa o di avere il tempo di intraprendere corsi e percorsi di formazione professionale e/o istruzione. Inoltre, sempre parlando di traguardi recenti, la Barberini ricordava che nel 2022 con la Troncarelli  sono state approvate le Linee guida regionali per l’applicazione delle finalità contenute nella Legge 22 giugno 2016, n. 112, riguardante le “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”. Questo provvedimento puntava a favorire il supporto domiciliare alla persona disabile, nelle abitazioni o gruppi-appartamento, che riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa familiare; oppure soluzioni alloggiative di co-abitazione, per impedire l’isolamento delle persone con disabilità grave. E proprio pensando a chi si prende cura dei propri familiari, la Regione Lazio ha approvato “Caregiver familiare, la valorizzazione sociale del ruolo e la promozione di interventi di sostegno”, investendo in tale progetto oltre 6 milioni di euro. In questo modo il care-giver sarebbe formalmente riconosciuto e coinvolto attivamente al momento della definizione del piano assistenziale integrato, condiviso nei contenuti e nelle finalità; viene inoltre offerta una cornice omogenea di riferimento a livello territoriale mediante la “Scheda Caregiver familiare”, firmata congiuntamente dall’assistito e da chi se ne prende cura. Tutti gli interventi sono stati il risultato di una proficua collaborazione con tutte le figure coinvolte, a livello regionale e locale. Alla base del programma vi è stata la volontà di mettere in atto una pianificazione che si inserisca concretamente nel percorso tracciato dalla normativa nazionale, pur andando comunque a potenziare i servizi già esistenti oltre che assicurarne dei nuovi mediante  l’approvazione delle “Linee guida per l’avvio di Centri polivalenti per giovani e adulti con disturbo dello spettro autistico ed altre disabilità con bisogni complessi”, con successivo relativo Avviso pubblico per la presentazione di proposte progettuali per la gestione di questi Centri socio-assistenziali innovativi. Si tratta di un servizio che nasce con l’obiettivo di aiutare le persone più fragili a intraprendere un percorso di inclusione sociale idoneo alla valorizzazione e sviluppo delle singole competenze, al potenziamento delle autonomie e al miglioramento della qualità di vita. La Regione in fondo punta ad aiutare i giovani e gli adulti che hanno difficoltà ad integrarsi nella comunità coinvolgendo le famiglie. Caro Assessore Maselli buon lavoro!

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